02 luglio 2010

La postilla ad un mio apparire / The postscript to my appearance

Come per incanto, mi sentii travolto da una sensazione

estrema, che nella mia mente, subito, ha tardato ad arrivare. Ero spaventato da un mio cambiamento.

Tutto però mi parlava di te, mi diceva che quella sensazione, non doveva

travolgermi, ma aiutare a cercare quello che in realtà aveva scaturito.

In pochi giorni, tutto mi era crollato addosso. La fortissima emozione della tua presenza mi faceva capire che

non siamo mai come ci giudicano, ma come vogliamo che gli altri ci vedano,

armeggiamo al meglio con il nostro pensiero per non essere sopraffatti dalla pressione che altri esercitano.


Forse la forma non è il meglio delle qualità, ma ti assicuro che

ognuno si sente di poter raggiungere la propria virtù non

tormentandosi di apparire per amore, ma semplicemente

idealizzando se stessi nella persona che può essere più simile a te in un turbinio di sensi.


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As if by magic, I felt overwhelmed by a heightened sense

that in my mind, just been slow in coming. I was frightened by my change.

But everything you talked to me, told me that the feeling in some way should not overwhelm, but to help to find what in reality had emerged.

Within days, everything had collapsed on him. The strong emotion of your presence made me realize that

we are never as judge us, but how we want others to see us, tinker with our best thinking to avoid being overwhelmed by the pressure that other exercise.


Perhaps the form is not the best quality,

but I assure you that

everyone feels they can reach their virtue not twisting to look for love,

but simply idealize themselves in person may be more similar to you in a whirl of senses.

03 giugno 2010

La morte vista da un cantautore emergente

"...... Amuri mio la vita é n'estate
lassa stari i corvi lassu`
ca non c'é Diu ma cantu di streghe
e n'to lettu c'é un diamante che ho nascosto
e po` pigghiari sulu tu......"


Il ritornello della strega la dice lunga.....

Il cantautore vuole sicuramente divertirsi a prendersi gioco di chi ascolta.
Di sicuro ci vuole far capire che questo inno alla vita e` l'essenza stessa dell'animo umano in modo molto velato.
Viene contemplato perfinno il mettere fine ad un'estinza fatta di una ricerca "matta e disperatissima".
La lingua della strega, nella sua essenza, da molta enfasi al desiderio di vivere appieno la "condizione" vita senza pensare troppo a conseguenze e scelte sbagliate.
Lei stessa personifica la morte, che mette fine a credenze popolari che danno al clero ed alla chiesa cattolica apostolica romana totale ed assoluto potere sull'educazione o sul comportamento di noi poveri mortali.




01 giugno 2010

nascosto mi cercavo

Agitato non mi volevo nascondere
fui costretto.....
Sgattaiolai subito fuori dal mio rifugio
ma cosa avrei potuto fare?
Nulla avrei sempicemente
ridotto la mia agonia.
Largamente mi sarei impegnato
perche' tutti non rimanessero mal come
me.

26 maggio 2010

ritorno al caos



Penso che mi possa bastare........
Accettare...........e perché quando si può ottenere
non chiedete cosa,
mi sfugge, come sabbia tra le dita..............
Mi sento come un gatto, che cammina su una ringhiera sottilissima,
pronto a farlo cadere,
anche con un soffio di vento, basterebbe.
......ma sempre di un gatto si tratta.
Cade sempre in piedi.....da qualsiasi altezza.......
ha tante vite o meglio rivive.....
l'attenzione massima adesso si deve prestare nel toccarlo....
I gatti sono instabili anche se non minacciati...
vai per carezzarli e graffiano o mordono........
Il graffio del gatto è una malattia.....molto seria
colpisce i linfonodi, li infiamma, li rende instabili...
Torno ad essere APEP.

24 maggio 2010

Onde elttromagnetiche/ Electromagnetic waves

Lasciando la via della nostra esistenza,
guardo all'essenza delle cose.
Mi piace leggere di te,
come droga mi invadi,
mi sento quasi stanato dal mio stato di torpore.
Somiglio sempre più ad un animale da circo.
Drogato,
scelgo di accovacciarmi
al bordo della lussureggiante savana,
bagnata dalla piena del fiume.
Ricca, abbondante di selvaggina.
Non mi persuado che la mia realtà
è una gabbia dorata
fatta di carni tritate.
Me ne cibo
e sopisco la mia arroganza di re
aspettando semplicemente
di poter rivedere un'altra onda elettromagnetica........

Leaving the path of our existence,

I look at the essence of things.

I like reading you,

Invade me like a drug,

I almost feel flushed from my lethargy.

Increasingly resembles a circus animal.

Drugged

I choose to squat

at the edge of the lush savannah

wet from a flood.

Rich, abundant wild game.

I am not persuaded that my reality

is a gilded cage

made of minced meat.

I food

fall asleep and my arrogance of kings

simply waiting

can review another electromagnetic wave ......


Gelato



Hai mai assaporato un gelato in pieno inverno?
Qui, da noi, c'è un barista che ne fa di tutti gusti, in tutti i periodi dell'anno.
D'estate mangio granite, d'inverno gelati.
I miei figli fanno mernda con una coppa di fior di latte e vaniglia, davanti ai cartoni....io no, proprio no.
Gusto il mio gelato al pistacchio e torrone, comodamente sdraiata sul lettone.
Il torrone è dolce, un gusto intenso, un mix di cannella e nocciole. Il pistacchio è verde come i piselli, il torrone bianco trasparente, appiccicoso, lipposo. I pistacchi sono dei semini verdi contenuti in una capsula con una piccola fessura......che buoni i pistacchi di Bronte!
Il torrone può essere a barrette dure, che non le tagli neanche con un coltellaccio, oppure morbido, come quello pernigotti....che non ve lo consiglio perché è di fabbrica, non è artigianale.
Mi godo il mio gelato, in pace. Lo lecco con movimenti avvolgenti e, quando è pronto, perché è ben rotondo e non sbavato, non gli dò il tempo di sciogliersi perché lo gusto a pieno, tutto in un sol boccone. Non è solo un succhiarlo, no, a questo punto il gelato và gustato nella sua totalità ed interezza.......ne farei indigestione, ma mi limito...ci tengo alla linea!!


IsIdE

Iside

Già in passato questo blog ha portato alla luce scrittori che come me vogliono farsi Sentire......vedi Happy Boy 89.
Oggi è il turno di Iside, dea dell'Eros, con la E maiuscola, che sa toccare gli animi degli uomini come poche donne sanno fare.........
Lei scriverà qualche piccola novella per la nostra comunità, e ci aiuterà finalmente a capire come una donna vede le stesse cose con occhi diversi.......quello che posteremo insieme saranno degli scritti, dei piccoli racconti che aiuteranno a capire ciò che ogni "uomo" sogna.........la verità di ciò che le donne sentono e vedono nel nostro vibrare.
Invito a seguire la sua rubrica, che sarà sporadica, ma decisamente molto interessante.

22 maggio 2010

Lo scrittore da solamente "input"

L'amore che mi scorreva dentro
Iniziava a prendere nella mia mente la sua piega.
Nasconderlo per la sola voglia di essere casa,
Di essere madre, mi avrebbe nascosto
Ancora più rintanato......Io....mi avrebbe fatto perdere......

La vita sarebbe stata ancora più una selva oscura,
Invece di avere la realtà a portata di mano, mi avrebbe
Oltremodo portata in una dimensione diversa, parallelamente, sarei
Tornata ad occuparmi di cose vicine alla mia esistenza, senza vincere i miei
Tormenti, senza diventare
Audace, senza vivere.

13 maggio 2010

Poveri ingenui

Sensazioni che non capisco
ardori che si accendono
azioni che non corispondono.
Pallaitivi di una sicura sconfitta.
Perciò ho bisogno di te.

--
Inviato dal mio dispositivo mobile

02 aprile 2010

Per Costantina

Come la luce di una luna

Oltremodo splendente, non mi potevo

Salvare dal

Taglio che dovevo dare a quella cosa chiamata

Amore.

Non mi sarei mai aspettata di dover

Tanto sorridere a quelle che erano

Interferenze al mio io.

Non mi sarei mai aspettato di dovere di nuovo

Amare.

19 marzo 2010

A me luci

Prima ca nascevi,
mi pigghiava a cunfusioni i testa.
Pinseri assa giravunu tornu tornu a cosi inutili.
Ieru 'nta l'aria.
Pezzi di casa ca divintavanu sempri cchiu rossi,
acqua fridda chi faceva arrisagghiari,
pinsava a cosi ca non esistevunu,
l'amuri,
i sordi,
a saluti.
Non capeva.
Ddà gran cufusioni jera sulu picchi non sapeva leggiri 'nta natura di cosi.
Anarfabeta, m'arraggiava.
Idda mi faceva spacari u munnu,
nun putiva truvari,
non sapeva circari e mi pigghiava a cunfusinoi i testa.
Ora capisciu.
Sulu ora sacciu.
Di segni
eranu nu scrittu chi parravunu i tia
erunu un cantu ca mi cuntavunu i tia.
Sugnu ancora cca a circari i leggiri cacchia iautra parola
ma ormai mi ni futtu si la capisciu o no,
ormai sacciu,
sugnu allu pinninu,
commu a tutti.
Sciddicu 'nta sta vita 'nsilenziu.
Ormai sulu tu si lu me frenu,
sulu pi tia restu...
a me luci.

11 marzo 2010

The tale of Interior eye ovvero la favola dell’occhio interiore.

Non tantissimo tempo fa, passeggiavo in un porto in compagnia di un uomo, forse un amico, forse un fratello, non sapevo, e mi lasciavo andare allo scorrere degli eventi, aspettando che un colore tenue mi invadesse. Vaneggiavo sul da fare per una tornata importante, che mi vedeva catapultato tra cattedrali e uomini, riuniti su grandi tappeti, che facevano dei saloni importanti, un loro habitat naturale.Pensavamo a come far insediare il mio pensiero tra milioni di pensieri di un centinaio di persone volti a energie che non sembravano assolutamente focalizzate al nostro scopo ultimo.Parlando con il mio compagno mi resi conto che gli aggettivi che gli davo all’inizio erano solo degli appellativi, ero con un uomo Felice.Incuriosito, volevo rendermi conto della felicità dell’uomo che era con me, perché aveva quel senso di pace che mi faceva trovare in lui una energia esasperata ed una irruenza che si era chiusa come una ferita profonda nella sua anima. Gli chiesi in modo diretto perché era con me quel giorno. Felice, mi rispose, che nella sua vita aveva cambiato rotta perché aveva trovato insensato quello che faceva da giovane e che avrebbe fatto di tutto per trovare altri uomini che non si contornavano solo di esteriorità, come quelli che aveva conosciuto.
Mi fece capire che in realtà la sua felicità non gli veniva dal comandare dei diseredati, ma dal trovarsi insieme a gente, che non vedevano di buon occhio il vecchio detto, importante per la nostra psiche isolana: “u cummanari je megghiu di futtiri”.
Li capiva, capiva la loro vecchia sofferenza, le loro ferite erano uguali, si erano trovati e sicuramente riconoscendoli non aveva avuto più bisogno di cercare. Il tutto si sarebbe costruito da solo.
Felice mi spiegò la teoria “in tutto il creato è il bene a vincere sempre”.
Infatti dimostrò di conoscere bene le vecchie storie di Trismegisto che voleva dominare il i simboli, ma realmente capì, come me oggi, che ogni uomo è un isola, di un arcipelago molto frastagliato posizionato geograficamente attorno al trentatreesimo parallelo. Il pericolo vero sta nel divincolarsi in quell’intrigo di canali che si dipanano in modo molto insidioso per i naviganti. Uno sbaglio e cozzi in modo irreparabile con le altre terre emerse.Si potrebbe affondare da un momento all’altro, essere fagocitati da una balena e non vedere più la vita se non con una guida, una persona che nel tuo percorso ti può essere vicina, ti può aiutare a trovare la via. Mi fece capire che il passo successivo al paese delle meraviglie, era soltanto la vita di un burattino che lasciato senza fili si ribellava e non trovava pace in questa società che ti vuole invece, essere umano come tutti, legato a sottili fili che solo in pochi manovrano. Intuii dalle sue discussioni astratte che fare dei piccoli spostamenti, impercettibili agli occhi dei burattinai, mi avrebbero dato la felicità di un movimento tutto mio.
Mi stava spiegando, velatamente, che dai micro movimenti sarei arrivato a movimenti sempre più ampi, finché con degli strattoni avrei strappato i fili, mi sarei mosso del tutto liberamente in quel labirinto di isole senza che nessuno potesse farmi sentire in difficoltà.
Lui si muoveva libero e per questo era Felice.<
Alla fine della nostra passeggiata, Felice stese la mano e mi offrì cose di cui non credevo l’esistenza, oro monoatomico e polvere di proiezione, prendendoli da una tasca.
Non vedevo l’altra mano, mi preoccupai, uno sconosciuto con due caramelle.
Già accentarne una è difficile.
Mi fece pensare ad un tranello.
Nessuno ti da niente per niente, ma il mio istinto non mi ingannava mai. Era come se ci fosse un impulso che spingeva ad agire un sesto senso che mi poneva fiducia.
Li ingerii.
Mi trovai da subito catapultato nella ricerca, mondo fatto da estenuanti e tumultuose maratone notturne per leggere i manuali dell’apprendista stregone, mi distoglieva dal mio scopo: il movimento.
Ogni tanto pensavo a quale fosse il movimento che avrei dovuto fare per non insospettire il burattinaio che reggeva le mie fila, ma non avevo tempo e dovevo leggere altro.
Nel mio girovagare però iniziò una musica. All’inizio incomprensibile, piena di allusioni all’odierne sporcizie politiche, poi piano piano mi sembra di sentire in mondo franco il pensiero dell’artista che la battezzava alle nostre cose questa melodia che in realtà era un canzone.
Adesso capivo bene e le parole finali sono una poesia a me già nota che cito poiché mi colpirono molto:
“…..Ma quando ritorno in me, sulla mia via, a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato mi basta una sonata di Corelli, perché mi meravigli del creato.”
Mi illuminai, era palese, il burattinaio era parte del creato.
Allora lo vidi, in alto, che guardava in giù, verso di me e mi accorsi dei fili.
Capii che oro monoatomico e polvere di proiezione non erano semplicemente il modo di sfuggire dalle grinfie del mio burattinaio, ma il sistema di trovarsi a contatto con il creato.
Non erano dei fili reali che arrivavano alle parti del mio corpo, erano fili che entravano nella mia psiche.
Il burattinaio era quello che mi suggeriva i pensieri…..
Allora il vero movimento sta nel pensiero, pensai. Sentii tirare forte, un filo si spezzò subito facendomi un male cane.
Mi viene di fronte il cappellaio matto, ma non più come personaggio di un libro ma come carta da gioco. Il suo ghigno inquietante promette vittorie non sofferte e la sconfitta degli avversari, il rapido ribaltamento della partita. E’ la logica del caos “forza irrefrenabile” scagliata contro “elementi inamovibili”. Questo scavalca tutte le regole, può fare quello che vuole, così è il Bagatto. Rappresenta il caos. Si spezzò un altro cavo che teneva imbrigliato il mio pensiero.
Tutto, si muove con logica per il burattinaio, ma tale logica se volta al caos anche in modo minimo, porta ad un desiderio di tradurre in anarchia ogni cosa, ogni azione, in modo che l’anarchia prenda il sopravvento dimostrando che la medaglia della realtà possiede una sola faccia.
Continuarono a rompersi i cavi, mandandomi le prime volte quasi al Creatore.
Ormai è passato un po’ di tempo, ed oggi mi trovo a combattere il burattinaio perché non vuole rassegnarsi alla realtà dei fatti. La maggior parte dei suoi fili sono ormai tranciati, ma cerca sempre di metterne di nuovi lanciando degli arpioni che fanno appiglio alle mie paure ed alle mie insicurezze.
Fa di tutto per non perdere il suo potere, mi scaglia addosso forze pazzesche ma non capisce che il processo è irreversibile i suoi fili continueranno a staccarsi.
Il concetto di tempo mi ha scavalcato, non mi ha smosso, oggi mi trovo ancora a percorre la strada con Felice. Il caos che ho creato nella mia testa per rendermi libero è ancora in atto e non mi importa di rimanere fermo su un gradino di questa scala ad aspettare per il passo successivo.
Ormai credo tanto in Felice, che per lui ho perfino ucciso aiutanti del burattinaio.
Non mi importa della zizzania che può crescere nel mio percorso. Ho deciso, il caos è solo mio e nessuno mi può fare cambiare rotta, mi districo tra le altre isole vedendo solo dei poveri infelici che non hanno capito e comunque non capiranno il perché di certe azioni. Sono isole piccole anche se sembrano posizionate tutte in punti strategici, arse dal sole dove non esistono sorgenti d’acqua e la vita prospera solo per brevi precipitazioni o per la caparbietà sottraendo un po’ di sale al mare che le circonda. Isole così non vale la pena viverle, nemmeno da naufraghi. E poi ci sono isole invisibili che appaiono di punto im bianco, che sulle tua mappa non sono segnate, sono quelle in cui il drago cinese regna sovrano, nell’umido della sua sorgente, a cui attingere in modo continuo quasi esasperante, dove tutte le navi si fermano. Isole inesistenti con porti dai mille magazzini.
Spesso quando si sgancia un filo del burattinaio, vi approdo o per caso o per destino, e trovo risposte che il drago in modo diretto mi da, senza mezze misure, senza pensare al perché, mi sento protetto da lui.
Sono su questa rotta e non ho ragione, la zizzania non è altro che carburante pulito da mettere nel serbatoio della mia isola che ho tramutato in nave, per continuare a muovermi fino alla fine. Non sento nemmeno il peso di un carico che sto trasportando. Guardo al passato cercando di non affondare tra i ricordi per tracciare nuove rotte e varcare mille altre porte.
Al grosso drago devo molto, così come a Felice. Mi hanno insegnato senza volere nulla in cambio, senza chiedere, come mai era successo prima. Non provo vergogna ad attingere alla loro conoscenza, non voglio dare più peso alle interferenze del burattinaio. Voglio fare terra bruciata attorno a lui, senza bruciare io stesso, per impedirgli di paralizzare il mio pensiero.
Voglio trovare la mia pace, voglio vivere felice e contento come in tutti gli happy ending delle favole, ma ho ancora tanti cavi da tranciare per essere completamente libero.

10 marzo 2010

Per una australiana che viene dai nebrodi

Ancora una volta mi accorgo che le
Nuove tecnologie mi avvolgono
In un intrigo di niente, mi sento avvolto da un
Tenue bagliore che viene da un amore che sana l'angolino spezzato del
Arto che è diventato il mio cuore ferito.



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Once again I realize that
I embrace new technologies
In a plot of anything, I feel enveloped by a
Glow that comes from a love that heals the broken corner of
Limb that has become my wounded heart

03 marzo 2010

Che differenza c'è tra un corvo e uno scrittoio?

Il Cappellaio Matto è un personaggio inventato da Lewis Carroll apparso per la prima volta nel 1865 in Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e che ricompare con il nome di Hatta in Attraverso lo Specchio e quel che Alice vi trovò (1871).
Come per tutti i suoi personaggi, Carroll non ne dà una precisa descrizione fisica, ma si sofferma più sul comportamento del personaggio e sul suo modo di relazionarsi con Alice.
Il personaggio nasce dall'antico detto inglese "Essere matti come un cappellaio" che derivava dall'usanza di utilizzare il mercurio nella lavorazione dei cappelli, sostanza che aveva effetti rovinosi sulla salute mentale degli artigiani cappellai.
Possiamo ricostruire il carattere e l'aspetto del Cappellaio Matto analizzando, le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Alice on Stage e Attraverso lo Specchio e quel che Alice vi trovò.
Il Cappellaio abita nel Paese delle Meraviglie in una casetta parallela a quella della Lepre, dove invece si svolge l'azione.
Nel primo libro è uno dei tanti sudditi della Regina di Cuori. Cappellaio fallito, dedito solo a gozzovigliare, aveva partecipato ad un Festival della canzone organizzato dalla Regina, con scarsissimi risultati, era stato accusato di "ammazzare il tempo" e così da quel momento il Tempo, risentito, per lui ed i suoi compagni si fermò alle sei. Nella sua perenne ora del tè, il Cappellaio partecipa ai festini della Lepre Marzolina (Matta anche lei) e sembra non riuscire a portare un discorso sensato a termine senza interruzioni. Appassionato anche di Orologi, ne possiede uno che segna il giorno ed il mese, ma non le ore. Il suo famosissimo indovinello 'Che differenza c'è tra un corvo e uno scrittoio?' ha fatto arrovellare i cervelli dei lettori che spinsero Carroll ad inventarne una risposta.






Ma il Cappellaio Matto in realtà è in ognuno di noi....... è colui che spinge fuori tutti i pensieri, colui che non ci fa agire, come si deve, cioè, come il sistema di un osservatore esterno vorrebbe.
In altre parole è un' autodifesa per la sopravvivenza.
Pensate, quanto si può resistere sotto pressione, nella mediocrità?
Poco anzi pochissimo.
In questa situazione allora entra in gioco il cappellaio, che ti fa apparire Matto al mondo di chi ti osserva, ma ti fa sopravvivere a quella pressione imposta da personaggi che per il loro puro tornaconto, fanno apparire la normalità deviata, e quindi ti inducono a diventare matto per galleggiare nelle loro folli e insensate regole.......

Che dire di quel Burlone di Tim Burton, sarà pure lui una regina Rossa e farà si che i suoi sudditi appaiano matti?
Sicuramente per stare al gioco, anche se a certi livelli, attori e attrici debbono scendere a compromessi, quindi non sarà tanto distante l'interpretazione di Johnny Deep, dall'essere il cappellaio matto perfetto, forse gli viene così bene perché non deve far altro che pensare a smorzare quella pressione che alla fine si concretizza nei suoi ingaggi milionari.
Semplicemente dico che conservare la propria identità in periodi bui come questo, costa molta fatica e quindi meglio adeguarsi, apparire Matti e sopravvivere. Piegarsi a regole e schemi è molto più semplice che diventare regolari.
Sono convinto, che la vera forza stia nel dare voce alla propria follia, ad essere noi a dettare le nostre regole, a fare uscire il cappellaio matto dalle menti di chi ci segue, far capire realmente che il nostro operato è per il bene della comunità.
Ahimè è molto complicato il mitico Lewis Carroll si piegò al volere dei suoi stessi lettori dando una rispsota all'indovinello:
Che differenza c'è tra un corvo e uno scrittoio?
Nessuna Entrambe hanno le penne!

26 febbraio 2010

Finnegans Wake

Pippo Pollina - Franco Battiato
Progetto musicale spettacolare che ripercorre la ballata popolare Irlandese e l'opera di James Joyce


29 gennaio 2010

Rivolto a chi dice che la ricerca nel nostro paese non esiste

Questo messaggio è rivolto a chi per il bene e il progresso dell'umanità intera, voglia fare qualcosa di concreto.
Partiamo dalle basi......per progredire in una ricerca scientifica, oggi si ha bisogno di capacità di calcolo e nella maggior parte dei casi i ricercatori non hanno a disposizione...
Da un po d'anni è nato un servizio, che permette a utenti che non stanno utilizzando la propria CPU di condividere questa risorsa.[ Superlink@Technion ]
Sapete quanto il vostro PC rimane inattivo mediamente in una sola giornata?
Ve lo dico io: 2 ore se l'uso è solo quello di video scrittura o traffico internet.

Allora rivolgo un appello a tutti quelli che ritengono che in Italia la Ricerca non esiste.... Non è così. La ricerca la possiamo fare tutti basta sperare la propria risorsa senza pensarci troppo.
Come si fa?

Semplicissimo:
  1. si scarica il programma a questo Link;
  2. si lancia l'applicazione a Download completato;
  3. ci si aggancia ad un gruppo per lavorare ad un solo progetto per volta Link cliccando Join;
Siete anche voi parte integrante di una rete di ricercatori magari Italiani, che non hanno la possibilità di avere soldi ed attrezzature dallo stato.......




20 dicembre 2009

Il Flauto Magico / The Magic Flute

Come una dolce musica su di un flauto traverso echeggia trasmettendo un fiato al cuore iniziò la nostra storia... note che rievocano parole, incontri, passioni, vorrei essere su ogni tasto e ripercorrere ogni attimo trasportata dal suono dolce e delicato della tua anima, tenerti per mano e volare laddove la natura mescola ogni suo elemento... amore melodioso dal tono alto... pause che non avresti mai voluto ascoltare... ritornelli che ti avvolgono sempre più... piano, piano fino a sorprenderti facendoti godere degli ultimi istanti... la musica sta per finire... resta solo il brivido che ogni lacrima lascia scorrere... per sempre.

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How sweet music on a flute echoes sending a draft to the heart our story begins... notes that recall words, encounters, passions, I would be on each key, and retrace every moment carried by the sound of your sweet and gentle soul, keep hands and fly where nature mixes its entirety... love melodious tone up... pauses that you never wanted to hear... refrains that embraces you ever... slowly, slowly making you be surprised to enjoy the last moments... music is finally...remains only the excitement that each tear left to drain... forever.

11 dicembre 2009

Elio

Essere la mia mente che galoppa
La mia anima troppo gentile
Io che sembro un burbero in realtà
Oltrepasso la mia stessa soglia per divenire.

02 dicembre 2009

Luna


Questa anima dai colori cupi, a colpo d'occhio,
nasconde le cose, poi la guardi e ti accorgi che è
come la luna,
l'astro che restituisce luce,
diafana,
fredda ma che se piena rischiara i pensieri e li lascia
trasferire.
Vorrei essere irradiato completamente preso.