26 febbraio 2007

Scusami

Scusami Se quella sera sono stato troppo fragile E non ho avuto proprio forza per resistere Per fregarmene Scusami Ma la voglia di sentirti era incontrollabile Dirti tutto in quel momento era impossibile Era inutile Scusami, Se ho preferito scriverlo, che dirtelo, ma non è facile dirti che sei diventata il senso di ogni mio giorno, momento, perché... perché sei fragile Scusami Se io non sto facendo altro che confonderti Ma vorrei far di tutto per non perderti Voglio viverti Parlami Ma ti prego di qualcosa oppure stringimi Ho paura del silenzio e dei tuoi brividi E dei miei limiti Scusami, Se ho preferito scriverlo, che dirtelo, ma non è facile dirti che sei diventata il senso di ogni mio giorno, momento, perché... perché sei fragile e come me sai piangere Scusami, Se ho preferito scriverlo, che dirtelo, ma non è facile dirti che sei diventata il senso di ogni mio giorno, momento, perché... perché sei fragile e come me sai piangere.

13 febbraio 2007

Non c'è mai niente da fare.

Moriamo ogni istante un pochino forse solo se fossimo un po' diversi moriremmo di meno e la passione non nuocerebbe così tanto.
E' un periodo in cui mi sento più vivo che mai controllo quasi tutte le mattine di essere io padrone della mia vita e mi sento un po' attonito dai comportamenti della gente....
Persone, in grandi città, non in grado di stare alla stregua, con piccoli borghesi di provincia, che pur stando assieme in quattro e smontando le ruote di un cassonetto della spazzatura vedono se stessi come enormi esseri benevoli che distruggono l'ATO in piccolo e con il loro piccolo modo di fare reagiscono ad una tardiva essenza del "non c'è mai niente da fare".

Ormai riposa


Mai avrei pensato di

incidere il mio nome sulla

roccia di un monte fatto di creta,

io opera ultima di un

amore solido,

multicolore, infinito.

18 gennaio 2007

Sussulto lento

Ogni tanto riprendo il vecchio Pablo, che tengo per i momenti più tristi della mia esistenza e senza cercare di trovarmi di fronte a scelte obbligate o a scene a cui non vorrei assistere, pensando che forse certi attimi sarebbe meglio essere in un "altro quando".........
"Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. (P. Neruda)"
Non voglio morire lentamente voglio essere Vivo e mi lascio andare a piaceri intellettuali per me stesso prima che per gli altri.....
Vorrei essere, ed essere stato più paziente nella vita, per il raggiungimento della felicità senza apparire scorbutico e glaciale con persone a cui vorrei dare solo la mia protezione senza far pensare al loro uso come oggetto.......................

15 gennaio 2007

taublu

Oggi spiego perché taublu.
Nell'antico Egitto il blu era opposto al rosso ed era considerato il colore dell'introspezione e dell'infinito, era anche la tinta della pelle del dio dell'aria Ammone.
In tutto l'Occidente il blu è considerato come colore che dà serenità e invita alla calma, simboleggiando l'evasione e la pace.
Come si può notare è una parola che lo precede è tau che rappresenta l'ultima lettera dell'alfabeto fenicio, poi trasformato dai greci ed oggi rivive nella lettera T ma mi è venuta in mente dal magico quadrato di Sator.


Tra le strutture letterali palindromiche, la più famosa è probabilmente quella del "Quadrato Magico".
Infatti, analogamente ad un quadrato magico numerico (la somma delle cui caselle è costante in ogni direzione), tale quadrato di lettere mostra affascinanti e complesse simmetrie. Ecco lo schema nella versione più frequente:

Questo celebre quadrato è formato da cinque parole di cinque lettere ciascuna. Poste una sotto l'altra, possono essere lette da sinistra a destra, da destra a sinistra, dall'alto in basso, dal basso in alto, e la parola della terza riga, tenet, letta a rovescio, rimane identica. Se, poi, si scrivono tutte e cinque le parole una di seguito all'altra (rotas opera tenet arepo sator), la frase risultante può essere letta ugualmente bene anche in senso contrario, costituendo, quindi, un palindromo.
Questo strano quadrato è stato rinvenuto in molti luoghi europei, sia citato in antichi testi e sia raffigurato su antichi monumenti. Numerosi studi sono stati condotti sull'origine e sul significato di questa formula. In un primo tempo si credette un'invenzione medievale, perchè tutte le fonti conosciute non erano anteriori al VI secolo. Ma nel 1868, tra le rovine romane di Cirencester (l'antica Corinium), in Inghilterra, si rinvenne il quadrato graffito sull'intonaco di una casa databile tra il II ed il IV secolo d.C. Si pensò che la formula fosse stata una cruces dissimulatae, ovvero un artificio dei primi cristiani per adorare la croce in forma appunto dissimulata.
L'ipotesi parve trionfare nel 1926 per merito di Felix Grosser, pastore evangelista, il quale trovò che le venticinque lettere del quadrato possono essere disposte in modo da formare le parole PATERNOSTER incrociate, fra una A ed una O, corrispondenti latine dell'Alfa e dell'Omega greci, principio e fine di tutte le cose. Inoltre, nel quadrato stesso, le parole TENET formano una croce, e la T ad ogni estremità può essere interpretata come come una lettera greca tau, anch'essa simbolo della croce. Infine, ai lati di ogni T appare sempre una A (alfa) ed O (omega).
Anche lo scoglio della parola AREPO, che non esiste nel latino, parve cadere. Così ne scrive Giuseppe Aldo Rossi: "Si scoprì che nelle Gallie una certa misura di superficie, in tempo di dominazione romana, veniva chiamata sia semiiugerum, sia arepennis, dal nome del carro arepos, impiegato per lavorare il terreno. Niente di più semplice che il celtico arepos diventasse per i latini arepus. Come controprova, dalle pagine di una Bibbia greca del XIV secolo, dovuta ad un monaco bizantino, balzò fuori una traduzione del quadrato, dove alla parola AREPO corrispondeva il greco arotron (carro). Intendendo allora arepo come un ablativo di strumento, si otteneva: "Il Seminatore, col suo carro, tiene con cura le ruote"; intendendolo, invece, come un dativo d'interesse: "Il Seminatore, inteso al suo carro, tiene con cura le ruote". Altri, invece, hanno proposto differenti chiavi di lettura. Ludwig Diehl, ad esempio, ritenne che il quadrato dovesse leggersi in modo bustofredico (cioè a serpentina): sator opera tenet - tenet opera sator (il seminatore possiede le opere, ovvero Dio è il Signore del creato). In conseguenza di tutto questo, si concluse che il quadrato aveva un significato cristiano, che era stato composto nel III secolo e che la zona d'origine poteva essere la Gallia.
Successivamente, tra il 1932 ed il 1933, furono scoperti altri quattro quadrati a Dura Europos, anteriori al 256 d.C., anno della distruzione della città. Ma la scoperta più importante avvenne durante gli scavi di Pompei. Nel 1936 Matteo Della Corte, l'insigne studioso dei graffiti pompeiani, lesse un esemplare integro, graffito nella scanalatura di una colonna della Grande Palestra, accanto all'Anfiteatro. Un altro, mutilo, era stato scoperto il 5 ottobre 1925 nella casa di P. Paquius Proculus, sulla via dell'Abbondanza, ma egli non si rese conto che si trattava del medesimo testo.
Dopo queste scoperte, il quadrato venne anche chiamato latercolo pompeiano. La presenza del quadrato nell'antica Pompei poneva nuovi interrogativi. In primo luogo non vi era prova dell'esistenza del culto cristiano, ma soprattutto veniva a cadere l'interpretazione delle A e delle O come alfa e omega: essendo queste lettere greche entrate nella simbologia cristiana in seguito allo scritto profetico dell'apostolo ed evangelista san Giovanni (Apocalisse 1, 8, 21, 6 e 22, 13). Ebbene, la diffusione di quel testo nell'Italia centrale e meridionale non poté avvenire prima del 120-150.
Alcuni studiosi, come Carcopino, hanno voluto comunque salvare l'ipotesi cristiana ipotizzando che i quadrati pompeiani siano stati incisi da antichi scavatori in un'epoca posteriore all'eruzione; ma ciò contrasta con le risultanze degli archeologi, che hanno trovato intatti gli strati di sedimenti al di sopra dei graffiti. Oltre Pompei, in Italia il quadrato si trova in parecchi altri luoghi: tra i casi più interessanti la Cattedrale di Siena ed anche Sermoneta, dove il palindromo assume una curiosa struttura circolare. Anche in numerose località europee è possibile rintracciare il quadrato su qualche monumento. In Francia: nella chiesa di San Lorenzo di Rochemaure; in una vecchia casa di Le-Puy; nei castelli di Chinon, di Jarnac e di Gisors. In Spagna a San Giacomo di Compostela, celebre meta di pellegrinaggi medievali. In Ungheria graffito su una tegola di una villa romana di Aquincum, l'odierna Altofen (la vecchia Buda).Dato che alcune delle località dove è stato rinvenuto il quadrato furono possedimenti templari (ad esempio Gisors e Rochemaure), la prof. Bianca Capone, sulla base di attenti studi e personali ricerche, ha ipotizzato un legame fra il "Magico Quadrato" ed il famoso ordine religioso-militare dei Templari: sembrerebbe, infatti, che gli antichi cavalieri. probabilmente depositari di preziose conoscenze esoteriche, usassero tale simbolo per contrassegnare luoghi particolari o per trasmettere nascoste informazioni cifrate.

Questa assonanza tra pacatezza ed essere tenutari di un esoterismo medioevale mi affascina così tanto che ho deciso di adottarmi con questo nome sulla rete...

10 gennaio 2007

Stati e condizioni

Spesso penso alla mia condizione.
Sono quasi costretto a lasciarmi alle spalle la mia unica ragione di vita, per far risplendere le finanze dei miei dirigenti.
Come potere essere legati al mondo se è il mondo stesso a non essere interessato a te, a non volerti più, a digrignare i denti più forte di quanto si possa fare per farti sentire il rumore che fanno, a non darti nemmeno la possibilità di farti sperare in una miglioria, perché dove sei messo, è uno scuro fitto, fatto di nulla e di paura nel chiedere di far rispettare i propri diritti.
Spesso penso che la mia condizione non è una delle migliori, e poi penso che..........

09 gennaio 2007

Un fiato al cuore


Dopo una chiesa a strapiombo dove centinai di coppie benestanti nei secoli hanno deciso di suggellare il loro amore, tra disegni bizantini e panorami mozzafiato di ponente, dove solo il clero poteva costruire occultando con la solita storia di santi eremiti e di miracoli, srotolo la mia mente lungo una scalinata dando vita ai pensieri più strani e bizzarri.
Mi sento in bilico come un equilibrista su una passerella, che pur fata di roccia purissima, sembra fragilissima come la musa che mi affianca e mi fa sentire in un ambiente surreale accompagnando la mia discesa a picco tra cielo e mare.
Vedo in lontananza un branco di cani che si accoppiano selvaggiamente, e mi fanno ripiombare in un profondo Sud dove la paura per la stessa natura incontrollata, ti blocca, ti fa tornare indietro, e ti fa ritrovare nuovamente nel mondo reale dove ti rendi conto che la disperazione prevale sulla bellezza del posto e dare un taglio alla vita è facilitato dalla conformazione della natura stessa.
Nel mio andare, mi colpisce di nuovo una chiesette costruite a ridosso di vecchie fabbriche, di sicuro messa li a raccogliere più danaro e poi ecco il Tono nuovo modo per un siciliano dominato dai normanni di indicare le onde che sembrano proseguire la loro corsa sui teli delle barche tirate a secco.
Ed è in questo paradisiaco apparire che mi sento completamente, soggiogato da un fiato al cuore, che mi fa trasalire al pensiero di poter stare romanticamente pensoso a guardare le nubi da una rupe con occhi inespugnabili che guardano il nemico venire da sud.

05 gennaio 2007

Affacciarsi per vedere il tono

Mi è capitato un giorno di essere in una ridente cittadina al nord della Sicilia, che al suo solito, come buona spugna, assorbe bene non solo le emozioni che animi gentili di passaggio possono lasciare ma anche alcune curiosità linguistiche. Sentite se il mio ragionamento fila, in una terra così poliglotta, tutte le ipotesi possono essere azzardate........
Mi fanno sporgere da un parapetto e mi dicono: "ci sporgiamo sulla spiaggia del TONO". La mia mente subito riferisce quel nome ad una storpiatura linguistica che indica le vecchie tonnare prominenti la riva..........Ebbene no ecco che cercando tra le cose acchiappate qua e la in questo oceano inesplorato di internet viene fuori una cosa molto bella, leggete voi stessi:



Tòno a. fr. tun onde ingl. tune , mod. ton:=lat Tònus dal greco Tònos che propr. vale distendimento, tensione m. dal gr. radice di Teinò sscr. tanomi disteso (v. tendere): onde nacque l' idea

Quindi probabilmente hanno lasciato questo nome inquietantante alla mia mente i francesi................ che ne dite....... fatemi sapere

P.S. la meraviglia di cui sto parlando è Milazzo!!!!!!!!!!!

15 dicembre 2006

Nuova condizione


Chi meglio di uno come Andrea Camilleri, costretto a scappare dalla sua terra in giovane età (appena uscito dal ginnasio a suo dire). Il Camilleri che sinceramente tanto ama la Sicilia ma sicuramente non può vivere giorno dopo giorno o per paura di non poter tirare avanti o semplicemente perché non può offrire ai suoi discendenti le stesse cose che la Capitale può dare. Così lui stesso si limita semplicemente a parlarne come di un crogiolo di menti ben fatte circondato da quel niente fatto di servizi inesistenti e appalti che durano anni, di funzionari ATO che per favoreggiamenti abbassano i mq delle abitazioni per far pagare di meno alla gente "Simpatica". Di un "Cuffaro" che manda la sua terra in mano alla madonna, lo stesso presidente che non riesce dare ai salesiani i soldi per tirare avanti, gli stessi salesiani che in un' isola fatta di polvere e nulla gli hanno dato la giusta istruzione gli hanno concesso di sposare la figlia a Filicudi a lui Re dell'isola Sicilia. Un Re così votato nelle nostre province che la gente si vergogna a dire che hanno dato a lui il voto. Portato avanti dallo stesso clero che adesso ha tradito........... Ma forse Camilleri che per la prima volta nel suo libro non chiede scusa a persone o personaggi che sono stati menzionati per uro caso nel suo libro vorrebbe tornare o almeno cercare di vivere in un malessere ben radicato da politici corrotti e appaltatori collusi .......ed inserisce due frasi chiave per farci fare un'idea della sicilia infame e che lui stesso vuole denunciare........


-Che balletto osceno!Che foresta pietrificata fatta di corruzione,imbrogli,malaffare,indegnità, affarismo!S’immaginò un dialogo possibile: "Stai attento a cataminarti pirchì X,che è omo dell’onorevole Y,ed è genero di K,che è omo del mafioso Z,è in buonissimi rapporti con l’onorevole H”.
“Ma l’onorevole H non è dell’opposizione?”
“Si,ma è la stissa cosa”.

Come diceva patre Dante?

Ahi serva Italia,
di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province ma bordello!-



ed ecco la seconda frase ancora più sintoamtica



-"Si potrebbe spiare alla segretaria”.
“Vuoi babbiare?La segretaria farà e dirà tutto quello che Spitaleri le dirà di fari o di diri. Altrimenti si trova bella che licenziata. E con la fame di travaglio che c’è ,figurati se mette in pericolo il posto”.-
Rispettivamente a pag.114-115 e pag 155 del"La Vampa d'agosto"

05 dicembre 2006

nuova vita



"Ecco l’immagine del morso che spezza. I re antichi emanavano le leggi e determinavano chiaramente le pene. Quando vi è cosa da poter contemplare, allora vi è cosa che crea unione. Per questo segue il segno: il Morso che spezza. Spezzare mordendo significa unire. "

mi attira molto questa frase che è tratta da una interpretazione dei ching...........

01 dicembre 2006

la strada dove morì la sicilia

Da oggi ho deciso così per gioco di chiedere all'oracolo DEI CHING sul Futuro della Sicilia la mia dolce e amata terra e l'oracolo non ha tardato a dare risposte certe che a me sono risultate chiarissime:


Sentite la domanda:
La mia Sicilia si riprenderà dalla povertà in cui si trova?


ed ecco la risposta

L'Esagramma:
39
Chien
L'Impedimento











composto dai Trigrammi
sopra
K'an
Acqua

Sotto
Kên
Montagna

Sentenza:
L’impedimento. Propizio è il Sud/Ovest. Non
propizio è il Nord/Est. Propizio è vedere il grande uomo. La perseveranza è
salutare.

Immagine:
Sul monte vi è l’acqua: l’immagine
dell’impedimento. Così il nobile si volge verso la propria persona e forma il
suo carattere.

La Serie:
Dalla contrapposizione nascono
necessariamente difficoltà. Per questo segue il segno: l’Impedimento.

Segni misti:
Impedimento significa difficoltà.

Commento alla Decisione:
Impedimento significa difficoltà. Il pericolo sta di fronte.
Vedere il pericolo e sapersi fermare, ciò è saggezza. «Nell’impedimento è
propizio il Sud-Ovest»: poiché egli va e raggiunge il centro. «Non propizio è il
Nord-Est»: poiché lì la via finisce. «Propizio è vedere il grande uomo»: poiché
egli va e si guadagna meriti. Al posto giusto «la perseveranza è salutare»,
perché così il paese diventa disciplinato. Grande invero è l’effetto di un tempo
di impedimento.

"Come potete vedere dalla prima all'ultima lettera del "commento alla decisione" è davvero chiaro.
Considerate un attimo la Sicilia dal punto di vista geografico se la guardate da nord verso sud come fanno tutti i signori politici il vero pericolo sta di fronte il "Canale di Sicilia" e quindi viene dal vero sud del mondo ma in realtà se considerate bene la situazione psicologicamente loro ci considerano l'ultimo chiodo della "naca" come diciamo qui a Londra, ma pensate amici siciliani che seguite il mio ragionamento, quando voi guardate la carta geopolitica dell'Italia cominciate a scorrere dalla posizione di riferimento che è sicuramente la posizione geografica del vostro paese sino al nord estremo del "bel paese".......allora vista che il fronte di un'isola è dove finisce la terra ed inizia il mare, si deve considerare frontiera la nostra costa nord........... quindi il vero pericolo viene dalla stessa Italia anzi come potete leggere «Non propizio è il Nord-Est»: poiché lì la via finisce.
Mentre dice chiaramente che «Nell’impedimento è propizio il Sud-Ovest»: poiché egli va e raggiunge il centro.
Allora considerate un pò voi
Dove Morirà e soprattutto quando Morirà ogni singolo paese dove il terziario non esiste perchè non è mai esistito ed il primario è stato abbandonato dai vecchi, ve lo dico io tutto finirà quando l'assistenzialismo pensionistico sarà sospeso....................

28 novembre 2006

Dare ordine al caos



"Dare ordine al caos è impresa ardua.
Può riuscire: forze contrastanti
devono essere guidate da una astuta regia.
Tutto ciò si presenta delicato
come camminare sul ghiaccio,
ad ogni passo si potrebbe scivolare e rovinare tutto.
Ancor più vicini, al compimento:
scivolando sul ghiaccio a un passo
dalla vittoria, si ripiomberebbe nel caos."
Questo è quello che prescrivono i Ching (il libro dei mutamenti cinese).
Da un pò sto cercando di dare ordine al mio caos ma senza capire come mi sento sempre con il sedere congelato....
Sono sempre li a guardare il ghiaccio da vicinissimo e ogni volta che mi rialzo devo ricominciare tutto da capo. Non sto benissimo, con me stesso sono come impigrito, dal mio continuo scivolare e tutto questo mi fa stare male.....Mi sento inerme......Non voglio continuare a vivere nel Caos datemi una mano a venirne fuori...

24 novembre 2006

Siciliani al lavoro

Mi bolle dentro il sentire qualcosa di negativo del posto in cui vivo,
ed è come se la mia terra quasi non mi volesse.
Sono consapevole della mia giovane età,
della mia voglia di fare cose nuove ed interessanti
che in altri ambienti sarebbero riconosciuti sicuramente,
voglio essere tenace e cercare di non scappare.
O forse non serve a nulla lavorare onestamente?
Il mio animo è volto al futuro che non sono riuscito a crearmi,
ad una pseudo famiglia che non riesco a formare.
Forse l'essere considerato bene da tutti
e pagato male da uno solo mi costringerà ad andare
in un paese dove la maggior parte della gente
non ti vede nemmeno, dove non hai radici
e non sei parente di nessuno.
Alla fine, la stanchezza mi assale la mente che si mette sulla
difensiva, non facendomi produrre più nulla di nuovo
ma solo cercando il modo di sopravvire un altro giorno in una terra
in cui nulla è fatto a caso,
dove le persone non hanno futuro non solo per regola grammaticale.

09 ottobre 2006

Stupidità

La stupidità è la più grande forza distruttiva nella storia del genere umano. Non è eliminabile, ma non è invincibile. Capirla e conoscerlaè il modo miglioreper ridurne gli effetti.

25 settembre 2006

Un padre cattivo

Ieri sera ho conosciuto una persona traumatizzata dalla figura paterna.
Mi sono sentito piccolo piccolo, e cercavo davvero di capire il perché, questa donna così depressa sola al mondo, rifiutò di sposarsi, andò incontro ad un'esistenza fatta di ricordi e figli mancati.
Possono chiedermi cosa vuol dire essere accecati dalla solitudine, ma nulla vale alle persone sole che come unica compagnia tengono un gattino randagio salvato da morte certa.
La speranza unica di poter stare in compagnia e poter parlare......
Tutto questo perché la figura paterna è stata davvero scadente come del resto il 30% degli uomini, che umiliano la mia categoria e la rendono infida ed anormale.

27 luglio 2006

morte di una gatta














Unica amica
di mille notti
passate in bianco
addio,
adesso si, che diventi
impossibile.
Il solo pensiero di non poterti più
toccare con lo sguardo
come oggetto di desiderio,
mi fa affiorare lontani ricordi,
mai più vivibili.
Sarei sempre nel mio cuore come
la prima volta.........

09 luglio 2006

Capire la Natura dell'uomo

"Getta l’ancora in un luogo qualsiasi:
non toccherai il fondo,
se la tua anima è un mare profondo
e senza limiti e non uno stagno”.
Così disse l’Uomo di Natura.
E poi aggiunse:
“Vedi, la mia ancora è sempre in movimento,
solca il fondo ma non si blocca.
Io vivo per la salute umana e il progresso.
E combatto per trascinare l’ancora
In quella direzione”

Di Jack London nome d'arte di John Griffith Chaney, scrittore statunitense, noto per romanzi quali Zanna Bianca e non certamente per questa stupenda poesia.
Ma ci sarà sempre una persona al mondo che lo inquadrerà come colui che andrà trascinando un fardello, che pesa a dismisura, su di un uomo solo, che è quello di non far ristagnare le acque del sapere.

03 luglio 2006

re mida.......

L'essenza della vita
rimane il dubbio del
perché viviamo......
perciò dobbiamo vivere bene,
fregandocene di tutto
un ,
e di tutto un
facciamo manbassa,
coccolandoci anche
quando non è il
momento e mantenendo
quel velo di tristezza
su tutto ciò che tocchiamo.

29 giugno 2006

an.....core

Come si può essere ancorati
alla reale intimità
di un io che fa capolino tra le
pareti di un'anima candida
senza essere consapevoli della
propria malvagità?

26 giugno 2006

Cosa penso dell'amore

"Con gli occhi pieni di lacrime ti vidi andar via.
Non era la prima volta,ti avrei raggiunto molto presto,
ma tutto d’un tratto sentivo un senso di vuoto invadere il mio cuore
La mia musa, la mia ispirazione si allontanava lentamente.
La mia mente annebbiata, non trovava risposta a nessuna domanda.
Ti amo, pensavo e nient’altro.
Tutto quello che voglio è trascorrere le mie giornate con te, anche senza Far niente, piccoli gesti, dolci carezze…. Aspettarti ogni sera con il cuore colmo d’amore, un amore vero, sincero, un amore profondo che non conosce confini.Un amore, l’amore di una donna verso il più meraviglioso degli uomini. TI AMO TANTO"

Non è sicuramente uno scritto di un autore famoso, ma è ciò che più si avvicina all'amore, nei miei pensieri...... perchè è scritto con il cuore da una persona che ama con il cuore, il corpo e la mente....insomma quello che ognuno dovrebbe provare, prima di dire "T'Amo" ad un'altro esser senza illusioni......