Na notti sula, chiu chiara di nauttra,
chiddu ca vogghiu è sapiri
u disiu di na stidda chi casca,
u pirchì s'adduma na luci n'ta l'occhi
di na fimmina di nautru munnu.
Idda ca puru non parrannu
a me stissa lingua si sforza d'amarimi,
commu nuddu avi saputu fari finu a stura,
l'amuri ca sulu na fimmina 'nnamurata poti,
pi essiri matri di du figghiu ca non pozzu aviri..........................
10 agosto 2007
L'Amore del mio amico Nunzio
01 agosto 2007
na notti
La Vita Perigliosa di Giosuè Parte 8
Gli piaceva tantissimo quello che scriveva lei dalle lontane terre in cui era andata a rifuggiarsi per non pensare più a lui ma non serviva a molto................ Era rilassato Giosuè quel sentirsi non sentirsi era come un'altalena che non riusciva a farlo smettere di sognare..............e faceva della realtà fatta sogno la quotidianità per la quale si era tanto battuto.......................AMAVA ed era felice di farloBreath of life.
If we want the dream come true, we must be true to the dream, but all this will only be meaningful if there are dreamers who respond and make the dream come true.
15 giugno 2007
La Vita Perigliosa di Giosuè Parte 7
"Ti penso... molto...sto cercando di rimuoverti dai miei pensieri...non riesco...sento la tua passione dentro di me che mi sta distruggendo l'anima!"
Questo, era quello che pensavano entrambe, quando decidevano di non vedersi, uno perché Giosuè era stato chiaro fin dalla seconda volta che si erano incontrati, aveva subito detto che era sposato con una bimba e per seconda cosa che lui non aveva sempre modo di essere libero questo dava l'input a lasciar perdere tutto e ogni volta che c'era il reincontro erano punto e a capo.......
Lui sentiva che il desiderio di lei era una situazione stabile monodirezionale opposta a quella sua infatti lui non avrebbe voluto perdere nulla di ciò che aveva...........Il vedersi a spezzoni o il non vedersi affatto faceva si che non riuscisse a rimuovere. Era sempre presente e attiva nel suo cervello.
Aveva cercato di farle capire che sarebbe stato più bello se entrambe avessero potuto vivere una vita parallela, senza però decidere di lasciarsi andare completamente, ma non succedeva era possibile che lei avrebbe voluto tutto e subito............
E la domanda che si poneva era sempre la stessa: Si possono amare più persone?
Gli venivano in mente le parole della madre che aveva un concetto solo materno dell'amore:
"L'amore non si può ridurre, si può solo moltiplicare"
Ma in quelle parole, era sicuramente incluso suo padre, era lui infatti che con sacrifici quasi scarnificanti a rendere possibile l'unione e la crescita di una famiglia del tutto rispettabile..........
Questo gli permetteva di capire che anche il suo senso d'amore poteva essere assoggettato a quella regola.................................
La Vita Perigliosa di Giosuè Parte 6
Per circa quattro mesi, si videro quotidianamente, quando stavano assieme per entrambe era come assistere ad uno spettacolo pirotecnico.
O Giosuè lasciava il Nelson, al suo nulla, o lei lo andava a trovare la, in quel castello incantato dove lui cercava di nascondere il suo orgoglio di maschio innamorato.........il sesso parlava per lui dava il meglio di se e stava davvero bene a sentire che pure lei si sentiva incenerita da quell'amore inatteso.
Giosuè sentiva nel suo cuore un bruciare che veniva attutito solo dal vederla, anche lei provava le stesse cose e non disdegnava tutte le scuse che lui trovava per incontrarla.
05 giugno 2007
La Vita Perigliosa di Giosuè Parte 5
Era sempre in quei giorni che Giosuè attraversava il suo periodo più brutto, quello che porta all'estate, e decise comunque di chiamare quel numero di telefono per seguire il corso d'assaggiatore di primo livello.
La voce era dolce e squillante al telefono, era una ragazza sveglia una di quelle che non hanno problemi di parlare con il primo che incontrano o meglio che sentono, il pronto che aveva avuto effetto strano, nella sua mente da subito aveva avuto come un aprire di porta un girare di ingranaggi che sarebbe stato un problema poi fermare.
E da li come se qualcosa continuasse a farli richiamare li portò a sentirsi spessissimo.
Era quello che meno si aspettava, non sarebbe dovuto succedere, ma ormai era andata, si era innamorato.
04 giugno 2007
La Vita Perigliosa di Giosuè Parte 4
La reale possibilità di mantenere il Nelson con pochissimi clienti l'anno, che arrivavano solo per la storia del posto, lo metteva in non poche difficoltà.
Quell'anno aveva avuto un annata davvero magra, ed era riuscito a stento malgrado l'affanno a resistere. Spegneva le luci ed era sempre in palpitazione quando sentiva una macchina che rombava al di la della curva che era antistante il rettilineo sul quale il Nelson aveva l'ingresso principale.
Certe sere la dispensa era vuota e preferiva uscire spegnere i motori della piscina unico lusso che si era concesso e andava al bar di Luis che era li con una parabola a ricevere Film dal mondo.......Stavano assieme e bevevano qualcosa di forte avevano deciso di fare un corso da Sommelier ma alla fine il costo eccessivo aveva fatto cedere alla tentazione di partecipare Luis nel paese vicino ed aveva fatto in modo che anche Giosuè rinunziasse.......
17 maggio 2007
Demoni
02 maggio 2007
La Vita Perigliosa di Giosuè Parte 3
Giosuè, era sposato con una figlia, ma non era molto felice, la moglie e la bimba vivevano lontano da lui in una grande e bella città vicino ai nonni che potevano con il loro potere economico offrire tutto le opportunità che la vita proponeva a Rosario.
Quella sua di ritirasi in un piccolo centro non era sicuramente il non amare la moglie, ma l'odio per il suocero che in qualche modo al solo stargli vicino gli cambiava la vita.
Aveva percezione, che la la sua cattiveria venisse fuori, dando il peggio di se. Quando era con lui e la compulsione a trovare altre persone che lo circondassero per farlo zittire era irrefrenabile diventava appiccicoso ed intollerante come a volere praticare il mobbing di quel tizio che tanto detetestava.
E poi il paesello, la libertà di scelta per persone con cui scambiare opinioni e commenti su tutto ciò che gli accadeva nella grande città e poi c'erano loro le donne che gli rendevano la vita più felice femmine di tutte le età e di tutte le razze che erano li a sua piena disposizione donne che gli davano piacere fisico e piacere intellettuale o entrambe.
Erano loro quelle da cui Giosuè scappava, le donne con cui si poteva dialogare, era come essere prigioniero in un lager nazista e combattere contro la fame mantenendo la propria dignità.
Quella sua di ritirasi in un piccolo centro non era sicuramente il non amare la moglie, ma l'odio per il suocero che in qualche modo al solo stargli vicino gli cambiava la vita.
Aveva percezione, che la la sua cattiveria venisse fuori, dando il peggio di se. Quando era con lui e la compulsione a trovare altre persone che lo circondassero per farlo zittire era irrefrenabile diventava appiccicoso ed intollerante come a volere praticare il mobbing di quel tizio che tanto detetestava.
E poi il paesello, la libertà di scelta per persone con cui scambiare opinioni e commenti su tutto ciò che gli accadeva nella grande città e poi c'erano loro le donne che gli rendevano la vita più felice femmine di tutte le età e di tutte le razze che erano li a sua piena disposizione donne che gli davano piacere fisico e piacere intellettuale o entrambe.
Erano loro quelle da cui Giosuè scappava, le donne con cui si poteva dialogare, era come essere prigioniero in un lager nazista e combattere contro la fame mantenendo la propria dignità.
Non voleva tradire, ma la sua posizione era invidiabile, riusciva a parlare con tutte le donne, di tutte le età e poi era davvero bello i suoi occhi erano grigi e anche se teneva i capelli corti erano davvero tanti e si sistemavano da soili senza che facesse gesti o usasse unti innaturali, fisico da nuotatore insomma un mix che facevano del tenutario dell'Hotel Nelson la persona ideale per essere corteggiata ed amata da quasi tutte le donne che lo conoscevano. Ma c'era Rosario la donna che più amava e che non poteva assolutamente perdere.
Perchè Rosario una bimba è bel che spiegato all'ecografia morfologica, al quale il suocero avevo assistito, era risultato un maschietto, perchè i medici più bravi avevano errato e per fare dispetto prorpio a lui Giosuè disse che avrebbe chiamato il primo genito come suo padre persona molto più bella del suocero ma assai meno influente nella società..............
23 aprile 2007
Scusate l'iterruzione del racconto
Scusate l'interruzione della vita perigliosa di Giosuè ma era più significativa un'ode a mio zio, che ha abbandonato la vita in due mesi......................................................
Forse uno dei pochi che rispettava la mia eccentrica personalità.
Mi mancherà tanto..............................................
Forse uno dei pochi che rispettava la mia eccentrica personalità.
Mi mancherà tanto..............................................
A partenza i me ziu
Profumo di crispeddi fritti ca provula,
ciauru di gersuminu iancu e di calia a ddu botti,
sonu di campaneddi d'argentu appinnuti o santu.
E poi u tammuru che batti e a grancascia ca
chiama all'adunata di musicanti.
Santi d'austu ca fannu turnari i famigghi
oncantu ca puru niuru, fannu
veniri genti puru i luntanu......
Di chistu mi ricordu caru ziu
di commu mi trattasti e di commu
misuravi u rispettu cu tutti.
Ti vogghiu beni e ie sicuru
ca to partenza sarà pi tutti na cosa brutta....
Un to niputi............................
ciauru di gersuminu iancu e di calia a ddu botti,
sonu di campaneddi d'argentu appinnuti o santu.
E poi u tammuru che batti e a grancascia ca
chiama all'adunata di musicanti.
Santi d'austu ca fannu turnari i famigghi
oncantu ca puru niuru, fannu
veniri genti puru i luntanu......
Di chistu mi ricordu caru ziu
di commu mi trattasti e di commu
misuravi u rispettu cu tutti.
Ti vogghiu beni e ie sicuru
ca to partenza sarà pi tutti na cosa brutta....
Un to niputi............................
11 aprile 2007
La Vita Perigliosa di Giosuè Parte 2
Legge fisica inattacabile dalle vecchie teorie, modernissima nelle definizioni, ma stretta a ridurre il tempo in un borgo di provincia senza spazi da utilizzare e azioni da intraprendere.
Era questa la realtà, intrappolati in un'esistenza che accomunava poche centinai di anime e che portava alla consapevolezza che ognuno era importante per se e non aveva del resto, voglia di anticipare nulla di se agli altri.
Esistenze, fatte di parenti e invidie democratiche, per piccoli uomini ingigantiti da piccole azioni comuni fatte per le loro famiglie.
Giosuè aspettava, era l'unico in paese ad avere una memoria fotografica che gli permetteva di avere la sensazione di conoscere anche chi era passato solo una volta, nel suo piccolo hotel "Nelson" unico personaggio famoso che si era degnato di fermersi tra quelle quattro case. Quest'ultimo era passato nell'Ottobre del 1797 anno prima della caduta di Ferdinando I re delle Due Sicilie, che a seguito dei moti rivoluzionari sfociarono nella nascita della "Repubblica Partenopea", dovette abbandonare Napoli e rifugiarsi con l’aiuto di Nelson in Sicilia, a Palermo. Nelson fu contentissimo di aiutare il re in decadenza perchè già aveva intenzione di occupare quelle terre. Infatti nel 1799 re Ferdinando fu rimesso sul trono di Napoli, grazie all’aiuto dell' inglese, che aveva sconfitto la flotta francese nella battaglia di Abukir impedendo alla Francia la supremazia nel Mediterraneo.
Nelson soffocò nel sangue la repubblica partenopea e liberò la monarchia borbonica da uno scomodo avversario avuto in consegna, il Caracciolo, eroe della rivoluzione napoletana. Con una decisione che suscitò sdegno e che gli venne rimproverata dai suoi stessi connazionali, lo impiccò sulla sua nave, dopo un sommario processo, alla presenza della sua compiaciuta amante, l'avventuriera Emma, la giovane moglie dell’anziano ambasciatore inglese, Sir William Hamilton. Ferdinando I, in segno di riconoscenza, concesse a Nelson, in perpetuo, l'Abbazia di Maniace, le terre e la città di Bronte(in greco tuono) nello stesso modo come in passato erano appartenuti all’Ospedale di Palermo. Nel passaggio di proprietà «vi congiunse come diritti il novero di tutte le usurpazioni, abbenchè contraddette e condannate»........
10 aprile 2007
La Vita Perigliosa di Giosuè Parte 1
Certamente la vita di Giosuè era assai piena di noia ed incessante stanchezza di essere infinitamente turbato dal non avere granché da fare.
Questa condizione era una molla che lo spingeva ad avere la certezza che sarebbe stato, il concepire o entrare in un sodalizio importante con persone speciali a farlo cambiare, a dargli una nuova esistenza.
Ed era solo per questo che si era fossilizzato in un piccolo borgo medievale che sembrava un altro quando un posto in cui il tempo si era quasi fermato dilatandosi dismisura. Come se in quel posto la legge di Einstein fosse l'unica legge naturale che si occupasse di non far procedere il tempo.......
02 aprile 2007
Sorrisi
14 marzo 2007
I QUATTRU I VULCANU

Puteva mai sapiri, chi commu
mammalucchi taliannu dda rina niura
e ddu mari azzurro, mi puteva veniri
u spinnu di scriviri di ddu bagnu fattu
e setti i sira tra barchi e surfuru giallu
ca spicca macari i notti.....
Puteva mai pinsari chi d'acqua tepida
di prima sira mi puteva ristari n'to cori
e chi senza tuvagghi e du muturina scassati
avissi putu pinsari che chidda avissi statu
l'urtima vacanza libira di passari senza pinseri
commu i quattru i Vulcanu.....
Tra chiappiri, munnizzari ca nun c'erunu e genti
ca ta tratta commu un re senza mi ti canusci....
mammalucchi taliannu dda rina niura
e ddu mari azzurro, mi puteva veniri
u spinnu di scriviri di ddu bagnu fattu
e setti i sira tra barchi e surfuru giallu
ca spicca macari i notti.....
Puteva mai pinsari chi d'acqua tepida
di prima sira mi puteva ristari n'to cori
e chi senza tuvagghi e du muturina scassati
avissi putu pinsari che chidda avissi statu
l'urtima vacanza libira di passari senza pinseri
commu i quattru i Vulcanu.....
Tra chiappiri, munnizzari ca nun c'erunu e genti
ca ta tratta commu un re senza mi ti canusci....
04 marzo 2007
01 marzo 2007
Piove!
Rimanere per molto tempo da soli, ti aiuta riflettere, a credere che anche alcune delle più importanti, cose che fai siano sistemi di controllo, per equazioni algebriche, che verranno conservate su frattali di memoria che chi sà quando potranno essere riprese. Ed è solo allora che ti senti come colui che affronta la pioggia cercando di aprire l'ombrello ancor prima di incontrarla.
26 febbraio 2007
Scusami
Scusami Se quella sera sono stato troppo fragile E non ho avuto proprio forza per resistere Per fregarmene Scusami Ma la voglia di sentirti era incontrollabile Dirti tutto in quel momento era impossibile Era inutile Scusami, Se ho preferito scriverlo, che dirtelo, ma non è facile dirti che sei diventata il senso di ogni mio giorno, momento, perché... perché sei fragile Scusami Se io non sto facendo altro che confonderti Ma vorrei far di tutto per non perderti Voglio viverti Parlami Ma ti prego di qualcosa oppure stringimi Ho paura del silenzio e dei tuoi brividi E dei miei limiti Scusami, Se ho preferito scriverlo, che dirtelo, ma non è facile dirti che sei diventata il senso di ogni mio giorno, momento, perché... perché sei fragile e come me sai piangere Scusami, Se ho preferito scriverlo, che dirtelo, ma non è facile dirti che sei diventata il senso di ogni mio giorno, momento, perché... perché sei fragile e come me sai piangere.
13 febbraio 2007
Non c'è mai niente da fare.
Moriamo ogni istante un pochino forse solo se fossimo un po' diversi moriremmo di meno e la passione non nuocerebbe così tanto.
E' un periodo in cui mi sento più vivo che mai controllo quasi tutte le mattine di essere io padrone della mia vita e mi sento un po' attonito dai comportamenti della gente....
Persone, in grandi città, non in grado di stare alla stregua, con piccoli borghesi di provincia, che pur stando assieme in quattro e smontando le ruote di un cassonetto della spazzatura vedono se stessi come enormi esseri benevoli che distruggono l'ATO in piccolo e con il loro piccolo modo di fare reagiscono ad una tardiva essenza del "non c'è mai niente da fare".
E' un periodo in cui mi sento più vivo che mai controllo quasi tutte le mattine di essere io padrone della mia vita e mi sento un po' attonito dai comportamenti della gente....
Persone, in grandi città, non in grado di stare alla stregua, con piccoli borghesi di provincia, che pur stando assieme in quattro e smontando le ruote di un cassonetto della spazzatura vedono se stessi come enormi esseri benevoli che distruggono l'ATO in piccolo e con il loro piccolo modo di fare reagiscono ad una tardiva essenza del "non c'è mai niente da fare".
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