19 marzo 2010
A me luci
mi pigghiava a cunfusioni i testa.
Pinseri assa giravunu tornu tornu a cosi inutili.
Ieru 'nta l'aria.
Pezzi di casa ca divintavanu sempri cchiu rossi,
acqua fridda chi faceva arrisagghiari,
pinsava a cosi ca non esistevunu,
l'amuri,
i sordi,
a saluti.
Non capeva.
Ddà gran cufusioni jera sulu picchi non sapeva leggiri 'nta natura di cosi.
Anarfabeta, m'arraggiava.
Idda mi faceva spacari u munnu,
nun putiva truvari,
non sapeva circari e mi pigghiava a cunfusinoi i testa.
Ora capisciu.
Sulu ora sacciu.
Di segni
eranu nu scrittu chi parravunu i tia
erunu un cantu ca mi cuntavunu i tia.
Sugnu ancora cca a circari i leggiri cacchia iautra parola
ma ormai mi ni futtu si la capisciu o no,
ormai sacciu,
sugnu allu pinninu,
commu a tutti.
Sciddicu 'nta sta vita 'nsilenziu.
Ormai sulu tu si lu me frenu,
sulu pi tia restu...
a me luci.
11 marzo 2010
The tale of Interior eye ovvero la favola dell’occhio interiore.
Mi fece capire che in realtà la sua felicità non gli veniva dal comandare dei diseredati, ma dal trovarsi insieme a gente, che non vedevano di buon occhio il vecchio detto, importante per la nostra psiche isolana: “u cummanari je megghiu di futtiri”.
Li capiva, capiva la loro vecchia sofferenza, le loro ferite erano uguali, si erano trovati e sicuramente riconoscendoli non aveva avuto più bisogno di cercare. Il tutto si sarebbe costruito da solo.
Felice mi spiegò la teoria “in tutto il creato è il bene a vincere sempre”.
Infatti dimostrò di conoscere bene le vecchie storie di Trismegisto che voleva dominare il i simboli, ma realmente capì, come me oggi, che ogni uomo è un isola, di un arcipelago molto frastagliato posizionato geograficamente attorno al trentatreesimo parallelo. Il pericolo vero sta nel divincolarsi in quell’intrigo di canali che si dipanano in modo molto insidioso per i naviganti. Uno sbaglio e cozzi in modo irreparabile con le altre terre emerse.Si potrebbe affondare da un momento all’altro, essere fagocitati da una balena e non vedere più la vita se non con una guida, una persona che nel tuo percorso ti può essere vicina, ti può aiutare a trovare la via. Mi fece capire che il passo successivo al paese delle meraviglie, era soltanto la vita di un burattino che lasciato senza fili si ribellava e non trovava pace in questa società che ti vuole invece, essere umano come tutti, legato a sottili fili che solo in pochi manovrano. Intuii dalle sue discussioni astratte che fare dei piccoli spostamenti, impercettibili agli occhi dei burattinai, mi avrebbero dato la felicità di un movimento tutto mio.
Mi stava spiegando, velatamente, che dai micro movimenti sarei arrivato a movimenti sempre più ampi, finché con degli strattoni avrei strappato i fili, mi sarei mosso del tutto liberamente in quel labirinto di isole senza che nessuno potesse farmi sentire in difficoltà.
Lui si muoveva libero e per questo era Felice.<
Alla fine della nostra passeggiata, Felice stese la mano e mi offrì cose di cui non credevo l’esistenza, oro monoatomico e polvere di proiezione, prendendoli da una tasca.
Non vedevo l’altra mano, mi preoccupai, uno sconosciuto con due caramelle.
Già accentarne una è difficile.
Mi fece pensare ad un tranello.
Nessuno ti da niente per niente, ma il mio istinto non mi ingannava mai. Era come se ci fosse un impulso che spingeva ad agire un sesto senso che mi poneva fiducia.
Li ingerii.
Mi trovai da subito catapultato nella ricerca, mondo fatto da estenuanti e tumultuose maratone notturne per leggere i manuali dell’apprendista stregone, mi distoglieva dal mio scopo: il movimento.
Ogni tanto pensavo a quale fosse il movimento che avrei dovuto fare per non insospettire il burattinaio che reggeva le mie fila, ma non avevo tempo e dovevo leggere altro.
Nel mio girovagare però iniziò una musica. All’inizio incomprensibile, piena di allusioni all’odierne sporcizie politiche, poi piano piano mi sembra di sentire in mondo franco il pensiero dell’artista che la battezzava alle nostre cose questa melodia che in realtà era un canzone.
Adesso capivo bene e le parole finali sono una poesia a me già nota che cito poiché mi colpirono molto:
“…..Ma quando ritorno in me, sulla mia via, a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato mi basta una sonata di Corelli, perché mi meravigli del creato.”
Mi illuminai, era palese, il burattinaio era parte del creato.
Allora lo vidi, in alto, che guardava in giù, verso di me e mi accorsi dei fili.
Capii che oro monoatomico e polvere di proiezione non erano semplicemente il modo di sfuggire dalle grinfie del mio burattinaio, ma il sistema di trovarsi a contatto con il creato.
Non erano dei fili reali che arrivavano alle parti del mio corpo, erano fili che entravano nella mia psiche.
Il burattinaio era quello che mi suggeriva i pensieri…..
Allora il vero movimento sta nel pensiero, pensai. Sentii tirare forte, un filo si spezzò subito facendomi un male cane.
Mi viene di fronte il cappellaio matto, ma non più come personaggio di un libro ma come carta da gioco. Il suo ghigno inquietante promette vittorie non sofferte e la sconfitta degli avversari, il rapido ribaltamento della partita. E’ la logica del caos “forza irrefrenabile” scagliata contro “elementi inamovibili”. Questo scavalca tutte le regole, può fare quello che vuole, così è il Bagatto. Rappresenta il caos. Si spezzò un altro cavo che teneva imbrigliato il mio pensiero.
Tutto, si muove con logica per il burattinaio, ma tale logica se volta al caos anche in modo minimo, porta ad un desiderio di tradurre in anarchia ogni cosa, ogni azione, in modo che l’anarchia prenda il sopravvento dimostrando che la medaglia della realtà possiede una sola faccia.
Continuarono a rompersi i cavi, mandandomi le prime volte quasi al Creatore.
Ormai è passato un po’ di tempo, ed oggi mi trovo a combattere il burattinaio perché non vuole rassegnarsi alla realtà dei fatti. La maggior parte dei suoi fili sono ormai tranciati, ma cerca sempre di metterne di nuovi lanciando degli arpioni che fanno appiglio alle mie paure ed alle mie insicurezze.
Fa di tutto per non perdere il suo potere, mi scaglia addosso forze pazzesche ma non capisce che il processo è irreversibile i suoi fili continueranno a staccarsi.
Il concetto di tempo mi ha scavalcato, non mi ha smosso, oggi mi trovo ancora a percorre la strada con Felice. Il caos che ho creato nella mia testa per rendermi libero è ancora in atto e non mi importa di rimanere fermo su un gradino di questa scala ad aspettare per il passo successivo.
Ormai credo tanto in Felice, che per lui ho perfino ucciso aiutanti del burattinaio.
Non mi importa della zizzania che può crescere nel mio percorso. Ho deciso, il caos è solo mio e nessuno mi può fare cambiare rotta, mi districo tra le altre isole vedendo solo dei poveri infelici che non hanno capito e comunque non capiranno il perché di certe azioni. Sono isole piccole anche se sembrano posizionate tutte in punti strategici, arse dal sole dove non esistono sorgenti d’acqua e la vita prospera solo per brevi precipitazioni o per la caparbietà sottraendo un po’ di sale al mare che le circonda. Isole così non vale la pena viverle, nemmeno da naufraghi. E poi ci sono isole invisibili che appaiono di punto im bianco, che sulle tua mappa non sono segnate, sono quelle in cui il drago cinese regna sovrano, nell’umido della sua sorgente, a cui attingere in modo continuo quasi esasperante, dove tutte le navi si fermano. Isole inesistenti con porti dai mille magazzini.
Spesso quando si sgancia un filo del burattinaio, vi approdo o per caso o per destino, e trovo risposte che il drago in modo diretto mi da, senza mezze misure, senza pensare al perché, mi sento protetto da lui.
Sono su questa rotta e non ho ragione, la zizzania non è altro che carburante pulito da mettere nel serbatoio della mia isola che ho tramutato in nave, per continuare a muovermi fino alla fine. Non sento nemmeno il peso di un carico che sto trasportando. Guardo al passato cercando di non affondare tra i ricordi per tracciare nuove rotte e varcare mille altre porte.
Al grosso drago devo molto, così come a Felice. Mi hanno insegnato senza volere nulla in cambio, senza chiedere, come mai era successo prima. Non provo vergogna ad attingere alla loro conoscenza, non voglio dare più peso alle interferenze del burattinaio. Voglio fare terra bruciata attorno a lui, senza bruciare io stesso, per impedirgli di paralizzare il mio pensiero.
Voglio trovare la mia pace, voglio vivere felice e contento come in tutti gli happy ending delle favole, ma ho ancora tanti cavi da tranciare per essere completamente libero.
10 marzo 2010
Per una australiana che viene dai nebrodi
Nuove tecnologie mi avvolgono
03 marzo 2010
Che differenza c'è tra un corvo e uno scrittoio?
26 febbraio 2010
Finnegans Wake
Progetto musicale spettacolare che ripercorre la ballata popolare Irlandese e l'opera di James Joyce
29 gennaio 2010
Rivolto a chi dice che la ricerca nel nostro paese non esiste
- si scarica il programma a questo Link;
- si lancia l'applicazione a Download completato;
- ci si aggancia ad un gruppo per lavorare ad un solo progetto per volta Link cliccando Join;
30 dicembre 2009
20 dicembre 2009
Il Flauto Magico / The Magic Flute
Come una dolce musica su di un flauto traverso echeggia trasmettendo un fiato al cuore iniziò la nostra storia... note che rievocano parole, incontri, passioni, vorrei essere su ogni tasto e ripercorrere ogni attimo trasportata dal suono dolce e delicato della tua anima, tenerti per mano e volare laddove la natura mescola ogni suo elemento... amore melodioso dal tono alto... pause che non avresti mai voluto ascoltare... ritornelli che ti avvolgono sempre più... piano, piano fino a sorprenderti facendoti godere degli ultimi istanti... la musica sta per finire... resta solo il brivido che ogni lacrima lascia scorrere... per sempre.
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How sweet music on a flute echoes sending a draft to the heart our story begins... notes that recall words, encounters, passions, I would be on each key, and retrace every moment carried by the sound of your sweet and gentle soul, keep hands and fly where nature mixes its entirety... love melodious tone up... pauses that you never wanted to hear... refrains that embraces you ever... slowly, slowly making you be surprised to enjoy the last moments... music is finally...remains only the excitement that each tear left to drain... forever.
11 dicembre 2009
Elio
02 dicembre 2009
Luna

Questa anima dai colori cupi, a colpo d'occhio,
nasconde le cose, poi la guardi e ti accorgi che è
come la luna,
17 novembre 2009
Pessimismo
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quando ti sembra che tutto stia diventando scuro........sei solo al tramonto.........la notte deve ancora arrivare..........
01 novembre 2009
Acrostico per una FAN
22 ottobre 2009
OROBORO

L'AVENTO DEL SERPENTE CHE SI MORDE LA CODA.
Nel momento Dio in cui becca in fragrante Adamo ed Eva ...dice al serpente: Poichè tu hai fatto questo , sii maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche!Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inamicizia tra te e la donna , tra la tua stirpe e la sua stirpe, questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno!"
Nonostante ciò il simbolismo è aperto alle più varie interpretazioni. Nell'antico Egitto , esso era usato come uraeus, il cobra che decorava il copricapo della famiglia reale come "Signore della vita e della Morte", sommo simbolo del potere terreno. Secondo i cabalisti ebrei medievali , il numero segreto esoterico del serpente nell'Eden è lo stesso del Messia: come scrisse A. Crowley , mago e divinatore di pessima fama, ma di cultura sconfinata: il serpente è il Liberatore", sottolineando che "il serpente è anche il principale simbolo dell'energia maschile " e "creatore e distruttore che opera ogni cambiamento". Per gli gnostici cristiani , il serpente , attorcigliato attorno all'Albero della Vita , doveva essere celebrato come latore di GNOSIS , di profonda illuminazione personale dello spirito (= il serpente dice a Eva che mangiando il frutto avrebbero fatto discernimento tra bene e male e i loro occhi si sarebbero aperti).Per i tantrici orientali, il serpente rappresenta il potere della kundalini (=che significa proprio serpente), la forza sessuale creatrice normalmente immaginata come raggomitolata alla base della spina dorsale , se stimolata, essa produce un intenso flusso di calda energia , ma se la persona non è preparata a questo risveglio, la forza spirituale si trasforma in una terribile forza incontrollata.Nel racconto bibblico , non si dice che il serpente è il diavolo , Satana o Lucifero. Si tratta quindi di un semplice serpente che si comporta come tutti i normali serpenti: tenta la donna....le connotazioni sessuali possono essere ovvie nel mondo post-fruediano, ma non così vistose ai ns antenati...In ogni caso tra la storia del malvagio serpente e il concetto di una sua possibile missione o possessione da parte di un'entità diabolica...il passo è breve, infatti Milton scrive: "---il serpente, o piuttosto Satano nascosto nel serpente,il vile serpente entro cui mi trasfusi..."
Pensate che l'identificazione del serpente col male è così radicata ormai nella cultura e nella società che proprio una serpe , con la lingua a penzoloni, è lo stemma della "casata dei Serpeverde" di Hogwarts, alma mater di tutti quei maghi che , nella saga di Harry Potter, si mettono sulla cattiva strada...
Similmente alla travolgente forza vitale partorita dalla Madre all’ ’ origine dei tempi, il Serpente è la Vita stessa, è lo slancio che dal basso si innalza verso l ’ alto, emergendo vorticosamente dall’ ’ oscurità verso la luce, dalle tenebre dell’ ’ ignoranza al lume della Conoscenza. Ed è proprio la Conoscenza ancestrale che il Serpente custodisce e protegge nel suo Essere, poiché esso è la manifestazione vivente e, al contempo, il guardiano della Saggezza che dimora nell’ ’ intimo e caldo mondo sotterraneo, laddove l ’ incantevole respiro della Madre può ancora essere chiaramente percepito, e nessuna falsa verità, nata dall’ ’ illusione che governa il mondo umano, può insinuarsi. Ma il mondo sotterraneo non è solamente luogo di terriccio umido e tiepido, ma anche di sorgenti e grandi corsi d ’ acqua. Per questo il Serpente è signore non solo della terra ma anche delle acque che dalla profondità tendono a salire verso l ’ alto e ad emergere alla luce del sole, e nelle quali la vita ha avuto inizio. Il suo letargo stagionale e, soprattutto, la sua muta, rappresentano il perenne Ciclo della Grande Madre, che mostra a coloro che la vogliono ascoltare come la Vita si trasformi lentamente in Morte, e la Morte in nuova Vita; ma il Serpente simbolizza particolarmente il passaggio che unisce la Morte alla Rigenerazione, il sonno al risveglio, ovvero il cambio di pelle, la trasmigrazione dell’ ’ Anima da un corpo che cessa di vivere ad un altro concepito nel Ventre, oppure la morte iniziatica, la profonda trasformazione nata dal pieno raggiungimento della Consapevolezza divina, alla quale consegue una rinascita spirituale. Per questo nel Serpente vi è il potere della Guarigione profonda, intesa sia come annullamento e liberazione da ogni stato oscuro e da ogni malattia spirituale, in seguito al contatto diretto col Divino; sia, su un piano più prettamente materiale, come eliminazione dei mali fisici. Il suo veleno, infatti, anticamente era unito a particolari erbe medicinali e usato, in piccolissime dosi sapientemente preparate, per curare certe malattie. Come richiamo alla forma fallica, ma anche a quella uterina, il Serpente è un animale connesso anche al potere generativo, alla fertilità, alla nascita e alla crescita, ma soprattutto alla sessualità, all’ ’ erotismo trascendente e all’ ’ unione degli opposti, ovvero dell’ ’ Essenza femminile e maschile, non solo rappresentate dall’ ’ uomo e dalla donna comuni, ma soprattutto da quelle energie opposte insite all’ ’ interno di ogni singolo essere umano. Queste energie o polarità opposte sono state raffigurate in diverse culture proprio come due serpenti, uno rosso, corrispondente all’ ’ energia positiva e maschile, e uno blu, corrispondente all’ ’ energia negativa e femminile, che si intrecciano armoniosamente su per la spina dorsale, creando quella sacra corrente elettrica trasformatrice che nella spiritualità induista viene chiamata kundalini. Anche kundalini è rappresentata come un serpente tre volte arrotolato alla base della spina dorsale (in un punto particolare tra l ’ ano e i genitali), dove si dice che dimori, addormentata; il suo risveglio, seguito a pratiche misteriche segrete, si dice che possa condurre l ’ iniziato in uno stato di trascendenza divina, e ad una ricongiunzione animica con la Divinità. Si tratta quindi di una profonda mutazione interiore, di un Risveglio completo, di una Comunione perfetta e meravigliosa con la Madre primigenia, e quindi di una Rinascita ad una nuova vita illuminata dalla Saggezza che è scaturita proprio dal potere del Serpente, la sacra energia creativa della Grande Dea. L ’ armonia dei Serpenti è la profonda armonia dell’ ’ iniziato, il loro equilibrio è il suo equilibrio, il loro potere è il potere che, reso nuovamente attivo, ora traspare da lui e permea la sua vita rendendola veramente Sacra. Emergendo dal suo mondo ombroso, del quale egli è signore, il Serpente non emerge da ciò che è malvagio, ma semplicemente da ciò che è sconosciuto alla comune e limitata mente umana, e porta con sé la Saggezza ancestrale. Abbracciare il Serpente significa riabbracciare la Saggezza della Terra e sentire la sua Voce. Coltivare il potere del Serpente significa alimentarlo per far sì che si risvegli, e che conduca in quei mondi in cui la Sorgente primaria, intatta e purissima, può ancora essere contemplata e Conosciuta. Particolarmente radicato nel mondo femminile, figlio della terra e delle acque, e maestro di rigenerazione, il Con movenze sinuose emerge dalle profondità terrestri, sorgendo dagli oscuri anfratti nascosti e protetti. La sua dimora sono i grovigli di radici intricate, le cavità terrose, ma anche le sorgenti, i corsi d ’ acqua e le paludi, i margini dei sentieri battuti dal sole e i rami degli alberi, delicatamente ombreggiati dal fresco fogliame. Animale ctonico e misterioso, custode di un immenso potere primordiale, il Serpente ama celarsi nel tepore del profondo ventre della Grande Madre, luogo primigenio in cui tutti i segreti sono conservati con cura, e le antiche energie terrestri scorrono e si concentrano. Di queste energie il Serpente è figlio e simbolo antichissimo, legato ai movimenti del sottosuolo, ai moti nascosti che danno origine al Mutamento interno, al potere della trasformazione lenta o repentina; profonda e cullante come il battito del cuore terrestre, o tremenda e irrompente come le violente vibrazioni che generano i terremoti.
Serpente è intimamente legato alla Luna, che con i suoi continui passaggi dalla luce all’ ’ ombra ne rappresenta il segno celestiale. La Luna, Signora dei cicli, dei ritmi, delle maree e dell’ ’ utero femminile, così misteriosamente sensibile alla sua musica di silenzi e armonie, è anche Signora dell’ ’ eterno susseguirsi di Nascita e Morte, e come il Serpente cambia il suo aspetto, la sua “ pelle ” , seguendo l ’ eternità del Tempo, che nel suo essere immutabile cambia continuamente e dà luce al divenire. Il Serpente, nascosto nell’ ’ oscurità, rappresenta particolarmente l ’ aspetto della Luna nera e il suo potere di trasformazione, il mutamento che avviene nel passaggio dalla fine di un ciclo all’ ’ inizio di quello successivo, illuminato da una nuova luce. Se lo si guarda mentre si morde la coda, come nell’ ’ immagine dell’uroboro mitologico, si scorgerà proprio il simbolo dell’eterno ciclo senza inizio né fine. Il morso del Serpente sulla propria coda è l’istante stesso in cui avviene il passaggio, il risveglio che segue il sonno della morte. Esso è “ Colui che risveglia ” , per questo la sua potente presenza aleggiava anche nel momento in cui nella donna comparivano i primi segni del sangue sacro, il ciclo mestruale che infondeva in lei il nuovo e immenso potere di generare. Si riteneva infatti che la causa del ciclo femminile fosse proprio il morso di un serpente, portatore del Cambiamento, e che durante il mestruo le donne potessero attirare l ’ amore del Serpente, che sentendo il loro stato particolare avrebbe potuto fecondarle. Erano guardiane e mantenitrici del Potere del Serpente, che in loro era risvegliato e attivo, e interagivano direttamente con esso, come mostrano anche antiche statuette di Donne che tengono i serpenti tra le mani o sul ventre, oppure, nel caso delle Baccanti, li ripongono in un canestro (forse simbolo del grembo femminile, luogo per eccellenza in cui la Madre potrebbe far sentire la sua meravigliosa Presenza). Le Pitonesse erano pertanto messaggere della Dea e Sue voci sacre, ed Ella parlava tramite loro, in modi misteriosi e magici, facendo di esse le Sue dirette intermediarie con il mondo dei comuni esseri umani; degli uomini che a loro si rivolgevano umilmente chiedendo responsi e saggezze. Ma la Voce della Madre, scaturita dalla Terra e conosciuta tramite il potere del Serpente, prese ad affievolirsi e tornò quasi completamente nelle profondità del sottosuolo. Allo stesso modo il Serpente, che danzando l’arcaica creazione era emerso dagli ombrosi anfratti terrestri, scivolò in essi nuovamente, non appena l ’ ignoranza del mondo umano iniziò a prevalere e si permise di schiacciare sotto i piedi l ’ antica Conoscenza. Di tutte le culture solo quella ebraica ripudiò il serpente e lo scacciò dalla sua primaria posizione, provocando una perdita inestimabile e il prevalere dell’oscurità e dell’illusione di possedere verità che invece si erano ben nascoste nelle cavità delle rocce, degli alberi, della terra e di tutti quei luoghi naturali che avrebbero potuto nasconderle e proteggerle, mantenendole però a disposizione di quei pochi fortunati che, accogliendole, le avrebbe riassorbite in sé. L’ultima immagine che ci appare del Serpente è quella della Tentazione. Lo vediamo mentre tenta la “ prima ” donna creata dalla costola di un uomo, Eva, e accanto a lui vive una succosa e rossissima mela, anch’essa simbolo della Grande Madre archetipa e della sua immensa fecondità. La tentazione del Serpente alla Donna è la tentazione di lei di riafferrare la Conoscenza che da sempre le era stata accessibile, e che ora sembrava preclusa da un ordine piovuto da un Dio Padre celeste, che dall’alto dei cieli non poteva più avere nessun contatto con la sacralità della Terra vergine e sensualmente rigogliosa. La mano di Eva, che tocca la mela rossa e, con un breve e netto gesto, la stacca dall’Albero della Conoscenza, è l'atto del rifiuto della Donna di sottostare ai voleri di una divinità misogina e maschilista, la sua volontà di mordere la Saggezza e di nutrirsi nuovamente di essa, di riunirsi ai flussi della Natura e alla sua arcaica Consapevolezza muliebre. Non appena il Serpente viene da lei ascoltato ecco che dal grembo femminile riprendono a sgorgare i flussi del sangue sacro, che il Dio maschio le aveva tolto. Il sangue sacro che è il Mistero della Donna, il suo potere, il suo sapere, la sua eredità lasciatale dalle sue lontane Antenate, e prima ancora di esse dalla splendida Madre primigenia. L’atto della Donna è stato considerato l ’ atto della disubbidienza, e per questo motivo ella è stata schiacciata insieme al Serpente in una condizione di totale subordinazione all’uomo padrone. Ma la sua natura è la natura dell’Ascolto di ciò che è nascosto. La sua indole ereditaria volge alla Grande Madre. La sua volontà tende al ricordo della Sorgente della Saggezza. Come custode del potere terrestre, il Serpente percepisce ogni movimento del suolo e del sottosuolo, prima ancora che i suoi effetti si verifichino e si mostrino sulla superficie della Terra e agli occhi degli uomini. Esso è quindi considerato l ’ animale della Profezia ed era proprio la Profezia ciò di cui si occupavano le antiche Sacerdotesse che venivano chiamate pythie (serpi), pitonesse o drakaine, e che erano particolarmente affini all’aspetto della primitiva Dea Serpente, raffigurata nei reperti archeologici con testa di serpente, arti serpentini o simboli di spire (emanatici di forza rigenerativa), spirali e linee ondulate, a imitare il movimento del rettile e i segni che questo lascia sulla sabbia al suo passaggio. Attraverso la loro Conoscenza e il loro intimo legame con la Terra e le dimensioni divine, queste Sacerdotesse percepivano la Voce della Grande Madre, i Suoi movimenti, il Suo volere, o semplicemente ciò che sarebbe successo in futuro e ciò che era accaduto in passato.
La sua Danza è la sinuosa Danza serpentina. Ella ama il Serpente e il Serpente ama la Donna. E nel momento della loro ricongiunzione le Antiche Armonie sono in lei ricostituite, ed ella ritorna ciò che era stata nelle epoche remote. Una meravigliosa espressione della Divinità, e una manifestazione del suo incorruttibile potere. * Articolo di Violet. tratto da Il tempio della Ninfa e © pubblicato nel libro: Il Tempio della Ninfa -Raccolta di articoli, racconti, canti dal profondo del bosco - Vol. I Fonti: Il Linguaggio della Dea, Marija Gimbutas. Longanesi, Milano, 1989 Le dee viventi, Marija Gimbutas. Medusa Edizioni, Milano, 2005 La femmina sacra. Sheela, la dea dei celti, Maureen Concannon. Arkeios, Roma, 2006 Luna Rossa, Miranda Grey. Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC), 2004 Animali di potere, Nicki Scully. Il Punto d’Incontro, 2003 Le Maschere di Dio: Mitologia Occidentale, Joseph Campbell. Oscar Mondadori, Milano, 1992 Il Corpo della Dea, Selene Ballerini. Atanòr, 2002 Alla ricerca della Luna, Ada D ’ Ariès. Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 1997 La casa delle Donne dagli occhi luminosi, Ada D’Ariès. Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 2006 Le Vergini Arcaiche, Leda Bearne. Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 2006 Figure di donna nei miti e nelle leggende, Patricia Monaghan. Edizioni Red, Milano, 2004 Il vischio e la quercia, Riccardo Taraglio. Edizioni L ’ Età dell’Acquario, Torino, 2001 Ladies of the Lake, Caitlin Matthews HarperSanFrancisco, London, 1992 Le Dame del Lago. Le Damigelle del Graal e la Rinascita della Terra [1], di Violet http://www.robertolapaglia.com/animalistreg.htm [2]
23 settembre 2009
15 settembre 2009
03 settembre 2009
L'arte secondo Philip Scott Johnson / The art for Philip Scott Johnson
Women In Art from Philip Scott Johnson on Vimeo.
Non credo ci siano confini per l'arte.......fare arte può essere......anche prendere dei lavori fatti nei secoli e editarli assieme..............Guardate il video e commentate perfavore
I do not think there are boundaries for art...........making art can be ....... also get some work done over the centuries and edit them together .............. Watch the video and comment please
31 agosto 2009
Vento e Amore
"...La lontananza fa all’amore... quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo e scatena il grande. " - Roger de Bussy - Rabutin -
12 agosto 2009
Moto Perpetuo

In that instant in which I have met you, leaned out by that cliff, our love was born... waves that begin a long trip they cross one on the other one grazed by the wind, fresh in the morning ardent in the night, break down against the rocks of the real life...but with strength going over to sink in the abysses to guard our treasure...there where nobody can ever arrive!!!!!!! To meet us? only we know our secret and every time that we have had desire of it, there we confined and we lived the wealth of this feeling. The waves continue their long trip...intensity increases as soon as they draw near to the shore and they break , but in the depths the tides that produce herselves with their perpetual motion continue... who knows where... ready to begin a new long journey in search of that hidden treasure, custodian of our emotions!!!!
En cet instant dans lequel je t'ai rencontré montré par ce rocher, notre amour est né... flots que commencent un long voyage ils se croisent une sur l'autre effleuré par le vent, fraîches au matin ardent la nuit, se briser souvent contre les rochers de la vie réelle...mais avec force aller au-delà sombrer dans les abîmes pour garder notre trésor...là où personne ne peut arriver jamais!!!!!!! Nous rencontrer? nous seulement connaissons notre secret et toutes les fois qui avons eu j'en sois voulu nous nous sommes enfermés et nous avons vécu la richesse de ce sentiment. Les flots continuent leur long voyage...l'intensité augmente au fur et à mesure qu'ils se rapprochent du bord et ils se brisent, mais dans les profondeurs les courants qui les engendrent avec leur mouvement perpétuel continuent... peut-être où... prêtes à commencer un nouveau long voyage à la recherche de ce trésor caché, gardien de nos émotions!!!!
11 agosto 2009
Arrampicato ad un ricordo / Climbed to a memory

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