Video

Then lets ride
Yeah all right, lets ride

Then lets ride
Yeah gonna ride
Lets right, all night

Then lets ride
Gonna ride
Lets ride, all night

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone


31 ottobre 2011

Ai monti





Le nebbie salendo,
si uniscono alle nubi che le aspettano.

Sono felici di incontrasi.

Scuotono gli animi umani togliendogli
un senso primario.

Questi incontri avvengono in delle terre
di mezzo che i più arditi, chiamano monti.

Forse la forma non sarà millesimata,
ma la sostanza rimane di certo connessa al cielo.

La mente si adagia,
su una cosa che non si vedono
o semplicemente,
sarebbe più bello non vedere.

Forse è questo che mi fa aspettare,
ma ti assicuro, solo un tuo cenno
ed è sicuro che attraverso questa
strada che non vedo.

29 ottobre 2011

Ottobre è il mese di Awareness for Breast Cancer

Forma e colore insieme,
non diranno mai nulla
se una malattia come
il cancro ti toglie attimi di respiro.

La seconda ribbellione avviene nel
mio cervello solo dopo che la mia
anima sa di questo male impronunciabile.

Dopo la diversità la mutilazione
non resta che appendere una nastro,
si solo un nastro rosa.

28 ottobre 2011

Marcare

Marcare, non sempre significa essere presenti,
il piu' delle volte serve essere organizzati,
per avere la pace di un animo ribdelle che si confonde e si eleva
a potenze superiori
che non condividono adolescenze,
bugie e animi neri.

26 ottobre 2011

Buon giorno a te





Mi sembra di passare da un amore all'altro,
ma in realtà ero sulla superficie di un lago ghiacciato.
Era un ghiaccio traslucido, trasparente che
faceva intravedere un altro me.
Mi commiserava.
Non capivo bene se era quel freddo che sentivo
a non farmi capire qual era la parte giusta della vita.
Quella che senza alcun dubbio, doveva essere vissuta.

L'amore comunque era smisurato,
avrei voluto parlare con l'altro me stesso,
ma la barriera di quel ghiaccio era troppo spessa,
non avrebbe sentito quello che dicevo.
Preferii non parlare e rimasi in silenzio.

Aspettai un pò ma nulla si mosse.
Cominciò a stancarmi
lo sguardo perseverante dell'altro
mi infastidiva.

Ma continuai a guardarlo,
forse era semplicemente stanco,
non so ma il fatto è che sono
ancora seduto ad aspettare che mi parli.

25 ottobre 2011

La voce di Gray

Sapevo che la sua bellezza veniva
da movenze semplici
come se fosse un vento,
leggero leggero
tra le falde di
due monti che si uniscono.
Così la, quella sera,
mi sembrò di conoscerla da tempo.
Era semplice,
come la sua voce.

20 ottobre 2011

buon onomastico

La fine della giornata arriva
sempre piena di profumi e di luce.

La cosa che invece mi preoccupa,
è risvegliarmi nel cuore della notte
e pensarti.

Mi fa quasi paura.

Mi penetra dentro fino a che l'anima
accende il desiderio di vederti.

Forse la cosa mi piace pure.

Ma non sono molto sicuro, oggi
forse voglio solo mandarti un augurio,
quello di essere felice.

Ma tutti i miei forse di squagliano nelle
emozioni di un domani che non è ancora arrivato.
O perché "vedo nero e non capisco cos'è".

18 ottobre 2011

muttetti

Commu quannu era nicu
vulissi turnari,
nta li to vrazza,
pi sentiri di muttetti
chi mifacevunu scialari.
'Da gioia chi mi mustravi
ogni vota chi mi videvi,
commu du lunedì matina quannu
mi ricanuscisti...
commu a diri:
"ca! ora vinni, nun ti canusciu?"
Mi manchi...
è un pezzu di mia chi manca e non si iunci chiù.


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Ca si cand eram mic
vroiai sa te intorci
ca intr-o vraja
pentru a vedea….(muttetti)
pe cei care ma faceau sa cheltuiesc
De bucuria ce mi-o aratai
de atatea ori cand ma vedeai
ca diminetile de luni cand
ma recunosteai…
ca si de a-mi spune:
“aici! acum vii, nu te cunosc?”
Mi-e dor…
e un pic din mine ce nu mai e si nu va mai fi.

12 ottobre 2011

Nuova Teoria

Spero che questa mia Teoria non confonda più di tanto, ma alla luce degli eventi è l'unico modo per dichiararla oggi 12.11.2011 per la prima volta.

G.P.

05 ottobre 2011

ore 18





La cosa che più mi piace ricordare di te, è quel sorriso amaro.
Una miscela di pessimismo e gioia di vedermi, che contraddistinguerà per sempre i tratti salienti del mio animo.
Ti ricorderò spessissimo nel raccontare le mie cose e sarai sempre vivo nei miei pensieri.
Perché mi hai dato una cosa che nessuno mai mi potrà prendere, la dignità di uomo.
Il tuo spirito sarà sempre al mio fianco senza lasciarmi mai, sarai come luce in un buio che intorno a me si fa sempre più cupo.
Quel buio che ti pervade quando stai viaggiando da solo su un autobus, con i tuoi pensieri, circondato da estranei. Quelli stessi, che arrivati al capolinea scendono ed è solo allora che ti accorgi che l'autista sei tu e tutti i personaggi che sono scesi non sono altro che i tuoi stessi pensieri, che cercheranno altre menti con cui viaggiare.
A te penserò Nonno, a te guarderò in tutte le mie difficoltà e spero soltanto che saremo un'altra volta assieme.
Tuo nipote.
Pino

Perche' ti aspetto?



"Sunt 4 întrebări de valoare în viaţă... Ce este sacru? Din ce e făcut spiritul? Pentru ce merită să trăieşti şi pentru ce merită să mori?
Răspunsul la toate acestea este acelaşi. Doar dragostea."

03 ottobre 2011

non ci sara'

L'occasione sfugge alla gente che non pensa
ecco del perche' mi sento cosi'
come un moribondo,
al capezzale di quel letto
che e' il mio sentire le cose,
ci sono tanti infelici
aspettero'.
Solo quando riuscirai
a comprendere quello che dico
mi esporro' nuovamente,
altrimenti rimarro' silenzioso.

Fiore orientale





Il bisogno d'amore che emani,
è come un profumo tenue,
come di fiori notturni,
il cui profumo si sposta con
l'afa estiva della notte.

Il pensiero della tua solitudine
mi assale, vorrei portarti via
con me, su un altro mondo.

Li dove potrei davvero
essere il tuo miracolo.


Povestea cu frumoasa din padurea adormita




Ormai era sicura, quel rumore veniva dal bagno.
Si alzò piano, il cuore le batteva velocissimo. Prese il grosso libro, che aveva sulla sedia che le faceva da comodino. Era uno dei volumi di guerra e pace di Tolstoj, era pesante. Teneva il volume con entrambe le mani i rumori non si fermavano.
Pensò che il topo doveva essere davvero grosso. Il cuore le arrivava in gola.
"Un topo nel mio bagno, che schifo, ma dove sono finita. Se mio padre fosse stato vivo non sarei arrivata a tutto questo. Che squallore. Mio dio se penso a quella coda liscia a quel pelo grigio mi sale lo schifo. Vomiterò di sicuro tutto quello che ho bevuto. Ma tanto che importa voglio solo morire."
Aprì la porta lentamente e accese la luce. Pendeva dal soffitto una sola lampada ad incandescenza. La polvere si era posata sopra. Vide il topo che al grido corse verso di lei che stava in mezzo alla porta aperta. Urlò saltando all'indietro e cadde svenuta.
Quando si svegliò era già pomeriggio, il libro era accanto a lei il segnalibro era saltato.
Si alzò piano, la lampada era ancora accesa. Si spogliò piano, lasciano le cose lì dove se le tolse. Nuda si guardò nello specchio, non si piaceva per nulla. Si sedette sulla tazza per fare pipì. Il cuore le sobbalzo e lei si alzò di scatto. Il topo era li un po’ più avanti dei vestiti. non dava segni di vita era fermo.
Non poteva essere che lo avesse schiacciato cadendo. Si avvicinò era li morto stecchito.
"Poverino" pensò "era più spaventato di me ed è morto di paura".
Lo raccolse con una paletta e lo gettò dentro un sacco nero.
"Ecco il tuo funerale schifoso...Ammazzati", aprì la pattumiera e lo buttò dentro.
Ammazzati, era come un tic, lo diceva proprio a tutti.
"Anche al topo, sono proprio buffa. Che cosa strana che mi è capitata. Un topo muore dopo che mi passa accanto svenuta. Forse sto bevendo troppo." Aprì la pattumiera per capire se era affetta da delirio. Non era così il topo era nella sua busta.
Squillo il telefono era Corina.
"È un girono intero che ti cerco ho parlato con Calogero questa sera c'è un posto anche per te"
"Meno male un altro solo giorno in questo posto e sarei impazzita"
"comunque passano a prenderti"
"Va bene grazie, mi preparo subito".

Calogero stava già aspettando seduto al bar del suo locale di lap dance.
"Come ti chiami?"
"Giorgia"
"Ne abbiamo già una qui, ti chiameremo Andrea se ti va bene."
"Nessun problema quanto e quando mi paghi?"
"Di sicuro sei carina bisognerebbe fare una prova almeno un giorno, comunque, ti offro vitto e alloggio per adesso passa da casa e prendi le tue cose e per la paga avrai come tutte un fisso e poi una percentuale sull'intrattenimento dei clienti."

Il suo obiettivo era solo quello di fare soldi per uscire da quella situazione in dieci minuti raccolse le sue cose dall' appartamento chiamò il proprietario e se lo scrollò di dosso dicendogli che avrebbe potuto tenersi la caparra della casa.
Corina era sotto, la stava aspettando con il suo ragazzo.
Andarono nell'appartamento al centro della citta'.
"Prenderò per il culo chiunque" disse Giorgia.
"Si spero che tu possa fare un sacco di soldi, sei bellissima".
"Ammazzati."
"Ah aha ah, forse ti prendo in parola, ah aha ah".
"Corina credimi, non voglio più nessuno, sono delusa da questa vita di merda".
"Giorgia, anche io dicevo così ma poi...."tocco la mano di Enzo.
Enzo sorrise e disse:"Tutte uguali le donne, vista una, viste tutte".
Il letto era comodo e caldo come quello di casa sua in provincia. Casa dolce casa. Corina e lei avevano fatto tutte le scuole insieme, sempre assieme dall'asilo. Che bei tempi, di spensieratezza e gioco, erano solite studiare assieme uscire assieme, comprare la stessa maglia.
I destini si erano separati da quando i genitori di Corina avevano divorziato e lei era finita in città con la madre che aveva seguiti uno squattrinato con il quale aveva una relazione.
Quasi da subito Corina aveva fatto mille lavori per mantenere tutti ma la lap-dance era stato il risultato finale.
Appena il padre di Giorgia era morto, da subito le cose erano andate male e per affrontare il mutuo sia lei che le sorelle e la madre facevano almeno tre lavori a testa.
Nulla, economicamente la pensione di funzionario di stato e gli stipendi che prendevano, non bastavano che per quello.
Giorgia era la figlia più grande e decise che Corina l'avrebbe potuta aiutare con un lavoro dal siciliano, così chiamavano Calogero in città.
Si trovarono sedute per cena con altre cinque ragazze, ognuna con una pietanza diversa, loro decisero di dividere la pasta alla carbonara che Corina aveva lasciato a pranzo.
Due stavano litigando. Capirono che una, era invidiosa dell'altra, perchè al lavoro faceva più soldi di lei.
Nessuno parlava tranne le due che si stuzzicavano a vicenda.



Molti mesi, forse anni, erano passati da quella prima sera. Giorgia era l'unica ragazza che non era mai andata via. Il locale del Siciliano era diventato il suo lavoro. Le cose erano andate sempre benissimo, aveva perfino affittato una casa da sola. La sua forza, era l'intelligenza. Non aveva bisogno di cambiare aria come facevano le altre. Lei stava benissimo e soprattutto il padrone non si lamentava. Era surreale perchè tutte dicevano che dopo massimo sei mesi, si doveva cambiare aria, i clienti non cercavano.
Niente di tutto questo le capitava, chissà perchè.
Spesso Giorgia si chiedeva quale fosse il destino che le sarebbe toccato, forse non voleva cambiare per paura di trovare un ambiente diverso.
Tutte le sere si trasformava in Andrea, beveva moltissimo, non avrebbe sopportato, senza essere ubriaca che uomini di tutti i tipi le frugassero per il corpo come maiali selvaggi, senza rispetto.
Fiumi di alcol scorrevano per lei ma i clienti non mancavano.
Forse era Alcolista ma voleva smettere quella vita di merda, la doveva abbandonare il suo corpo prima o poi.
Raggiungere l’unica persona che l’avesse mai amata, suo padre.
Sarebbe stato bellissimo.

In una sera d’estate, la vita scorreva come al solito, quando entrarono.
Erano cinque ragazzi, avevano l’aria di chi si voleva divertire e avevano bevuto.
Alessandra andò incontro ad uno di loro si baciarono come se si conoscevano da tempo.
Andrea al solito aveva bevuto un casino. C’erano state tantissime persone quel giovedì sera.
La situazione subito andò su di giri.
Alessandra al solito suo chiese al suo amico se potevano bere una bottiglia insieme e chiese se gli altri li volevano seguire.
Fece un gesto ad Andrea e lei subito si alzò e si andò a sere insieme a lei.
La cosa era piacevole lei ed Alessandra erano insieme accanto al malcapitato che aveva da subito offerto la bottiglia di prosecco.
Andrea fece fuori almeno 3 calici, prima di accorgersi che qualcuno disse che si doveva far e il gioco della bottiglia.
La bottiglia vuota ruotò un paio di volte e ci furono delle risate. Andrea non capì bene ma tutti indicavano lei.
“Casa Succede?”
“Nulla” Rispose Alessandra sorridendo “ ti devi solo spogliare”
“Ammazzati”.
“Non hai capito forse, è il gioco della bottiglia e i ragazzi vogliono che ti spogli qui sul tavolo sei uscita tu”.
“Va bene, ma loro cosa avrebbero perso?” chiese cruda Andrea.
“Un’altra bottiglia”. Disse la nuova ragazza di cui non aveva capito ancora il nome.
“Ok, va bene, ma la merce non si tocca.”
Si spogliò davanti a tutti sul tavolo esagonale.
Fu osservata da tutti.
C’era un ragazzo, più brutto degli altri che la guardava insistentemente, ma aveva già una compagna.
Andrea lo guardò ammiccante e lui subito chiese: “Come ti chiami?”
“Andrea”.
Il gioco continuò tra penalità che erano bottiglie e spogliarelli che nessun altra voleva fare.
Il ragazzo continuava a guardarla in modo insistente e lei continuava a distogliere lo sguardo.
Le faceva venire i brividi quel tizio. Si era brutto ma migliore di tanti altri che aveva avuto fra le braccia, non capiva forse erano gli occhi, questa cosa era come una attrazione, non riusciva a non guardarlo di sfuggita.
“Chi è quello?” chiese piano ad Alessandra.
“Mio fratello, si chiama Pino.”
“Come tuo fratello?”
“Allora ragazze” fece di botto Pino “che ne dite se aggiungiamo qualcosa al gioco?”
“Si” fece Alessandra Felicissima.
“Facciamo così: se la bottiglia si ferma su un uomo, l’uomo deve andare e offrire in privato qualcosa, ma deve essere il caso a decidere, sarà la bottiglia a scegliere la ragazza quindi le coppie che ci sono qui dentro saranno di sicuro cambiate dal destino, non trovate che sia più bello assecondare i suoi capricci?”
“Pino e se capitiamo noi due” disse Alessandra un po’ delusa.
“Allora niente, il gioco non è valido per i fratelli… ma vedrai che non capiterà”.
Alessandra era felicissima della notizia e disse subito “ se qualcuno non vuole giocare si può pure alzare, il primo giro alla bottiglia lo faccio fare io”.
Nessuno si scompose, c’era qualcuno che sospirava ma non si alzò nessuno.
La bottiglia ruotò e fece fuori nella sua corsa almeno due bicchieri che si ruppero. Si fermò su Pino.
Lui si alzo e disse “Ora tocca vedere chi sarà la ragazza.”
La bottiglia girò velocissima nel frattempo grida di esaltazione risuonavano festose, Andrea era presa dai fumi dell’alcol ma non rinunciava a vedere cosa sarebbe successo.
In cuor suo voleva che quel giro non si fermasse mai, guardava la bottiglia nel suo vorticare, e come se lo avesse invece disturbato, il fato scelse proprio lei.
“Ammazzati” disse e sorrise “due volte nella stessa sera”.

Lui non le diede il tempo di finire la frase, l'aveva già presa per mano.
La sua mano era calda, Andrea sentì subito che un torpore le prendeva tutto il corpo. Camminarono e raggiunsero una stanza con un divanetto. Subito il cameriere portò un paio di bicchieri. Erano pieni di prosecco.
Andrea non ricordava più il nome.
"Come hai detto che ti chiami?"
"Pino"disse lui porgendole un bicchiere"e tu? qual'è il tuo vero nome?"
"Andrea" rispose secca, " perché?"
"Secondo me tu non ti chiami Andrea"
"E tu che ne sai"era stupita da questa affermazione, tutti i clienti appena entravano in quello spazio privato le saltavano addosso, loro due invece erano ancora in piedi.
"Senti che dici se ci sediamo"
Le aveva letto nel pensiero.
"Si Grazie" disse contenta. I fumi dell'alcol non la facevano ragionare bene, ma la discussione scorreva senza silenzi.
Dopo un po che erano li seduti, lei si spogliò senza motivo. Lui allora cominciò a toccarla, all'improvviso si fermo e le disse "Mi dai un bacio?"
Un bacio la cosa più intima e bella che poteva dare, era tanto tempo che non glielo chiedevano. Erano sempre interessati a tutt'altro.
Non capì perché si sentì attratta da quell'uomo che non conosceva.
Lo baciò sulle labbra senza pensarci, fu un bacio lampo, ma nessuno li poteva vedere.
Lui cambiò subito atteggiamento, voleva solo baciarla e glielo faceva capire.
" E no bello basta così. Un bacio è una cosa importantissima per me."
"Lo so, apposta te l'ho chiesto, apposta sono qui con te."
Il cameriere entrò senza badare e prese i bicchieri che erano rimasti vuoti su un tavolo vicino al divanetto, "continuate o uscite?"
"No usciamo" disse lui con tono deciso.

La cosa la fece pensare. Per la prima volta un uomo rinunciava a toccarla ad ansimarle addosso.
Forse stava diventando brutta?
Incredibile non voleva pensarci, come avrebbe fatto.
La famiglia ormai si era abituata a quel tenore di vita. Passava tutto quello che prendeva a loro, la sorella piccola poteva ancora studiare e la madre lavorava si ma senza sforzarsi più di tanto.
Quel periodo la vita le stava sorridendo e adesso si sarebbe scoperta brutta.
Non voleva più sentire questa storia che aveva in testa, voleva solo smettere di pensarci. Di colpo i fumi dell'alcol erano svaniti.
Che cosa sarebbe stato di lei forse sarebbe dovuta andare in una altro locale.










Buon giorno lettori, scusate il preambolo fatto così, come novella. Però era doveroso, perchè la gente in difficoltà va aiutata.
Nella sua infinita cattiveria il genere umano scorda che le favole scaturiscono dalla vita reale.... peccato.
Ecco perché preferisco l'ermetismo della poesia alla chiarezza della scrittura.
La gente si crede furba per il più delle volte, volendo primeggiare in modo totalitario, non e' possibile e soprattutto, si deve ascoltare il proprio cuore. Credo che domani ci sarà un nuovo capitolo e la vita reale scorrerà di nuovo come un fiume in piena.
Spero soltanto che la mente di Giorgia a cui dedico questo passo si svegli e consapevolmente prenda coscienza che la vita e' solo eccessivamente brutta per piacere a tutti. Come la bellezza degli uomini, che si amano, va cercata dentro, cosi' anche la vita va scavata e per farlo si deve amarla.

02 ottobre 2011

per rimuovere il dispiacere dal cuore

Salute a te, che fai sì che il Momento avanzi e che presiedi a tutti i misteri, che proteggi il pronunciare delle formule per l'Osiride N giustificato. Qui c'È un Dio scontento contro di lui. Che il male venga rimosso e fatto cadere sulle braccia del Signore della Verità. Vengano rimosse le trasgressioni che sono in lui e il male e la tenebra. O Signore di Giustizia: rimuovendo ciò che lo divide da te, questo Dio È in pace. O Signore fa che ti porti le offerte delle quali tu vivi e fai vivere l'Osiride N giustificato, con ciò in pace. Il dispiacere che È nel tuo cuore contro di lui venga rimosso.



Un corpo due anime

Il sipario si apre,
si vede scendere
in campo il mio amore.

Mi sembra di morire
al pensiero che tu non ci sia,
che tu possa partire.

Non voglio perdere nemmeno la tua sola idea.
Voglio continuare ad amare te.

Rimani così, ferma immobile sopra di me,
almeno guardami.


silenzio gelido

Fotografie-0104



Ci sono solo delle tracce in questo freddo intenso che provo. Vorrei di certo essere li insieme a te per scaldarmi.
Realizzare insieme dei sogni che mi concederebbero Cinque lunghissimi minuti di pace ed invece, sono come sempre solo.
Ripenso alla tua voce, alle tue storie, al calore che mi infondevi.
Al solo pensarti una gioia si infonde in tutto l'essere e suppongo che vedendoti tutti i giorni non ne avrei mai abbastanza, ma mi riporto alla realta' e mi sento cosi' semplicemente su una traccia nella neve.
Al freddo, chissa quanto ancora riusciro' a resistere, al tuo silenzio gelido.

nonsenso

La tua decisione non ha senso,
sei già stata assorbita dal mio io.

Vuoi o no, sai che sei parte di me.

Il nonsenso sta nel fatto che mi eviti.

Per paura forse, ma niente può farti più paura
che l'impossibilità di capire un'idea.

Voglio solo che tu accetti e che tu possa digerire
questo schifo di vita nel miglior modo possibile.

Sei davvero tutto quello che cercavo allora vivi,

Sorprendimi.

01 ottobre 2011

L'ultimo amore







Sentirti così vicina e non poter condividere le stesse sensazioni, mi fa pensare.
Non è questo il nostro destino, non toccarsi mai, se non in posti che non meritano l'amore, non è bello.
Il più delle volte la gente, si ritrova allacciata gli uni agli altri ed alla fine si rimane insieme pur non volendo.
Certe altre volte invece la mente decide che stare assieme non è importante e una delle parti volta le spalle all'amore per seguire il niente.
In questo caso la mente conosce la verità, ma l'io la nasconde.
Non serve l'intelligenza per capire basterebbe l'istinto, ma nulla l'io si ostina a non dare retta all'inconscio.
È così che l'ultimo amore si lascia andare...


feste e musiche

Ci hanno portato qui per
essere animali sociali
non lasciarti andare,
non ti angustiare.

Semplicemente amami
e fatti sorreggere
da un ritmo pazzo e forsennato
al quale non ti puoi nascondere.

Fammi sentire Tuo.





Nuovo mondo

Cosa succede non voglio capirlo,
mi sto tuffano a capo fitto
dentro un nuovo mondo.
Mi sento completamente assorbito
dai preparativi, mi confondo nelle cose
ributtandomi nella tormenta,
fatta di vento e ghiaccio.
Non voglio più sentire freddo.


senza

"Tra gli dèi che gli uomini inventarono, il più generoso è quello che unendo molte solitudini ne fa un giorno di allegria."








Aubrey Beardsley

come Rimbaud o Lautréamont, ha speso in un arco di tempo brevissimo, ventisei anni (1872-1898), la sua vita di artista e come loro è stato folgorato dalle contraddizioni del suo tempo. Nasce nell’Inghilterra di fini Ottocento, sull’onda di un movimento che rifiuta i miti del secolo, in una nazione industrialmente matura, al centro di un sistema mondiale segnato da una sempre più stretta compenetrazione della civiltà occidentale con le altra antiche civiltà, in particolare con quella dell’Estremo Oriente. Inizia allora l’epoca dell’Imperialismo che segnerà un punto di svolta nella storia del capitalismo: a una società borghese caratterizzata da una miriade di centri indipendenti collegati fra loro dalla mano provvidenziale del mercato, ne succede un’altra nettamente diversa turbata da nuove e più profonde contraddizioni. Nel passaggio dall’una all’altra, la certezza cederà il posto al dubbio, l’armonia al discorde, la realtà al sogno, il naturalismo al simbolismo. I sentimenti di B. chiaramente preludono alla sensibilità del Novecento: il comico, il satirico, il giocoso, la fantasia liberata, l’onirico, l’incubo, la paura, l’orrido, il satanico, la morte, la gioia di vivere, l’amicizia, l’amore, il grottesco, la sessualità, la donna, il feto, la natura. Tutto ciò rappresentato in un contrasto fra nero e bianco, in una dialettica di linee marcate, in un leggero puntinismo, in figure ancora più presenti perché senza rilievo, in stilizzazioni e simbolismi, con riferimenti a motivi orientali, con esaltazione della linea astratta o con dovizia di particolari concreti. Tutta l’opera di B. è caratterizzata dall’estremo impregno professionale, dallo studio del design, dallo sperimentalismo continuo.
Beardsley lavorò a lungo per la rivista Yellow Book, che raccoglieva l'opera di numerosi artisti e scrittori del tempo soprattutto ascritti al movimento estetico. Le sue opere furono spesso discusse, per le peculiarità stilistiche innovative e soprattutto per la sua tendenza alla perversione ed al grottesco, soprattutto nei soggetti erotici del periodo maturo. Beardsley fu sempre affascinato dalla storia e dalla mitologia, mutuando da esse la maggior parte dei suoi soggetti: ricorrenti sono le figure di Lisistrata e Salomè, ad esempio. La maggior parte delle sue illustrazioni furono realizzate ad inchiostro, con netti contrasti tra campiture nere e bianche, tra raffinati dettagli e linee pure.
Beardsley era amico di Oscar Wilde e nel 1893 illustrò la sua Salomè in occasione della prima in Francia. Lavorò inoltre a numerose riviste e quotidiani, tra cui The Savoy e 'The Studio oltre al già citato Yellow Book, ed illustrò molti libri tra cui Le Morte d'Arthur di Thomas Malory, alcuni racconti di Edgar Allan Poe, una raccolta di storie su Pierrot e The rape of the lock di Alexander Pope. Come caricaturista, oltre alla sua opera per giornali e riviste, realizzò alcune scene sulla vita irriverente di Oscar Wilde. Tuttavia fu proprio la sua collaborazione artistica con Oscar Wilde, che proprio allora fu incarcerato per sodomia, a sminuire la sua rispettabilità agli occhi delle società di allora e a portarlo al licenziamento da "Yellow Book". Dopo il licenziamento, la rivista, subì un lento declino in quanto era Beardsley a caricarla della propria eccentricità. Venne pubblicata solo per altri 7 mesi.
Beardsley fu inoltre scrittore: sua è Under the Hill, un racconto erotico incompiuto basato sulla leggenda del cavaliere tedesco Tannhäuser che, dopo aver trovato la dimora sotterranea di Venere, si trattiene un anno a venerare la dea.