Video

Then lets ride
Yeah all right, lets ride

Then lets ride
Yeah gonna ride
Lets right, all night

Then lets ride
Gonna ride
Lets ride, all night

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone


20 dicembre 2009

Il Flauto Magico / The Magic Flute

Come una dolce musica su di un flauto traverso echeggia trasmettendo un fiato al cuore iniziò la nostra storia... note che rievocano parole, incontri, passioni, vorrei essere su ogni tasto e ripercorrere ogni attimo trasportata dal suono dolce e delicato della tua anima, tenerti per mano e volare laddove la natura mescola ogni suo elemento... amore melodioso dal tono alto... pause che non avresti mai voluto ascoltare... ritornelli che ti avvolgono sempre più... piano, piano fino a sorprenderti facendoti godere degli ultimi istanti... la musica sta per finire... resta solo il brivido che ogni lacrima lascia scorrere... per sempre.

**********************************************************************************

How sweet music on a flute echoes sending a draft to the heart our story begins... notes that recall words, encounters, passions, I would be on each key, and retrace every moment carried by the sound of your sweet and gentle soul, keep hands and fly where nature mixes its entirety... love melodious tone up... pauses that you never wanted to hear... refrains that embraces you ever... slowly, slowly making you be surprised to enjoy the last moments... music is finally...remains only the excitement that each tear left to drain... forever.

11 dicembre 2009

Elio

Essere la mia mente che galoppa
La mia anima troppo gentile
Io che sembro un burbero in realtà
Oltrepasso la mia stessa soglia per divenire.

02 dicembre 2009

Luna


Questa anima dai colori cupi, a colpo d'occhio,
nasconde le cose, poi la guardi e ti accorgi che è
come la luna,
l'astro che restituisce luce,
diafana,
fredda ma che se piena rischiara i pensieri e li lascia
trasferire.
Vorrei essere irradiato completamente preso.


17 novembre 2009

Pessimismo


quando ti sembra che tutto stia diventando scuro........sei solo al tramonto.........la notte deve ancora arrivare..........

01 novembre 2009

Le parole suonate da Giovanni Allevi / The words played by Giovanni Allevi

Acrostico per una FAN


Contento, quando cala il tramaonto,
Ritorno con la mia anima alla condizione
Ideale di persona comune.
Stimolato da una intensa
Tensione che si diffonde in tutto l'essere
Inicomincio a vedere meglio, dirado così la
Nebbia che mi ha circondato e finalmente sento,l'unico pensiero vero:
"Amore".

22 ottobre 2009

OROBORO


L'AVENTO DEL SERPENTE CHE SI MORDE LA CODA.


Nel momento Dio in cui becca in fragrante Adamo ed Eva ...dice al serpente: Poichè tu hai fatto questo , sii maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche!Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inamicizia tra te e la donna , tra la tua stirpe e la sua stirpe, questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno!"
Nonostante ciò il simbolismo è aperto alle più varie interpretazioni. Nell'antico Egitto , esso era usato come uraeus, il cobra che decorava il copricapo della famiglia reale come "Signore della vita e della Morte", sommo simbolo del potere terreno. Secondo i cabalisti ebrei medievali , il numero segreto esoterico del serpente nell'Eden è lo stesso del Messia: come scrisse A. Crowley , mago e divinatore di pessima fama, ma di cultura sconfinata: il serpente è il Liberatore", sottolineando che "il serpente è anche il principale simbolo dell'energia maschile " e "creatore e distruttore che opera ogni cambiamento". Per gli gnostici cristiani , il serpente , attorcigliato attorno all'Albero della Vita , doveva essere celebrato come latore di GNOSIS , di profonda illuminazione personale dello spirito (= il serpente dice a Eva che mangiando il frutto avrebbero fatto discernimento tra bene e male e i loro occhi si sarebbero aperti).Per i tantrici orientali, il serpente rappresenta il potere della kundalini (=che significa proprio serpente), la forza sessuale creatrice normalmente immaginata come raggomitolata alla base della spina dorsale , se stimolata, essa produce un intenso flusso di calda energia , ma se la persona non è preparata a questo risveglio, la forza spirituale si trasforma in una terribile forza incontrollata.Nel racconto bibblico , non si dice che il serpente è il diavolo , Satana o Lucifero. Si tratta quindi di un semplice serpente che si comporta come tutti i normali serpenti: tenta la donna....le connotazioni sessuali possono essere ovvie nel mondo post-fruediano, ma non così vistose ai ns antenati...In ogni caso tra la storia del malvagio serpente e il concetto di una sua possibile missione o possessione da parte di un'entità diabolica...il passo è breve, infatti Milton scrive: "---il serpente, o piuttosto Satano nascosto nel serpente,il vile serpente entro cui mi trasfusi..."
Pensate che l'identificazione del serpente col male è così radicata ormai nella cultura e nella società che proprio una serpe , con la lingua a penzoloni, è lo stemma della "casata dei Serpeverde" di Hogwarts, alma mater di tutti quei maghi che , nella saga di Harry Potter, si mettono sulla cattiva strada...


Similmente alla travolgente forza vitale partorita dalla Madre all’ ’ origine dei tempi, il Serpente è la Vita stessa, è lo slancio che dal basso si innalza verso l ’ alto, emergendo vorticosamente dall’ ’ oscurità verso la luce, dalle tenebre dell’ ’ ignoranza al lume della Conoscenza. Ed è proprio la Conoscenza ancestrale che il Serpente custodisce e protegge nel suo Essere, poiché esso è la manifestazione vivente e, al contempo, il guardiano della Saggezza che dimora nell’ ’ intimo e caldo mondo sotterraneo, laddove l ’ incantevole respiro della Madre può ancora essere chiaramente percepito, e nessuna falsa verità, nata dall’ ’ illusione che governa il mondo umano, può insinuarsi. Ma il mondo sotterraneo non è solamente luogo di terriccio umido e tiepido, ma anche di sorgenti e grandi corsi d ’ acqua. Per questo il Serpente è signore non solo della terra ma anche delle acque che dalla profondità tendono a salire verso l ’ alto e ad emergere alla luce del sole, e nelle quali la vita ha avuto inizio. Il suo letargo stagionale e, soprattutto, la sua muta, rappresentano il perenne Ciclo della Grande Madre, che mostra a coloro che la vogliono ascoltare come la Vita si trasformi lentamente in Morte, e la Morte in nuova Vita; ma il Serpente simbolizza particolarmente il passaggio che unisce la Morte alla Rigenerazione, il sonno al risveglio, ovvero il cambio di pelle, la trasmigrazione dell’ ’ Anima da un corpo che cessa di vivere ad un altro concepito nel Ventre, oppure la morte iniziatica, la profonda trasformazione nata dal pieno raggiungimento della Consapevolezza divina, alla quale consegue una rinascita spirituale. Per questo nel Serpente vi è il potere della Guarigione profonda, intesa sia come annullamento e liberazione da ogni stato oscuro e da ogni malattia spirituale, in seguito al contatto diretto col Divino; sia, su un piano più prettamente materiale, come eliminazione dei mali fisici. Il suo veleno, infatti, anticamente era unito a particolari erbe medicinali e usato, in piccolissime dosi sapientemente preparate, per curare certe malattie. Come richiamo alla forma fallica, ma anche a quella uterina, il Serpente è un animale connesso anche al potere generativo, alla fertilità, alla nascita e alla crescita, ma soprattutto alla sessualità, all’ ’ erotismo trascendente e all’ ’ unione degli opposti, ovvero dell’ ’ Essenza femminile e maschile, non solo rappresentate dall’ ’ uomo e dalla donna comuni, ma soprattutto da quelle energie opposte insite all’ ’ interno di ogni singolo essere umano. Queste energie o polarità opposte sono state raffigurate in diverse culture proprio come due serpenti, uno rosso, corrispondente all’ ’ energia positiva e maschile, e uno blu, corrispondente all’ ’ energia negativa e femminile, che si intrecciano armoniosamente su per la spina dorsale, creando quella sacra corrente elettrica trasformatrice che nella spiritualità induista viene chiamata kundalini. Anche kundalini è rappresentata come un serpente tre volte arrotolato alla base della spina dorsale (in un punto particolare tra l ’ ano e i genitali), dove si dice che dimori, addormentata; il suo risveglio, seguito a pratiche misteriche segrete, si dice che possa condurre l ’ iniziato in uno stato di trascendenza divina, e ad una ricongiunzione animica con la Divinità. Si tratta quindi di una profonda mutazione interiore, di un Risveglio completo, di una Comunione perfetta e meravigliosa con la Madre primigenia, e quindi di una Rinascita ad una nuova vita illuminata dalla Saggezza che è scaturita proprio dal potere del Serpente, la sacra energia creativa della Grande Dea. L ’ armonia dei Serpenti è la profonda armonia dell’ ’ iniziato, il loro equilibrio è il suo equilibrio, il loro potere è il potere che, reso nuovamente attivo, ora traspare da lui e permea la sua vita rendendola veramente Sacra. Emergendo dal suo mondo ombroso, del quale egli è signore, il Serpente non emerge da ciò che è malvagio, ma semplicemente da ciò che è sconosciuto alla comune e limitata mente umana, e porta con sé la Saggezza ancestrale. Abbracciare il Serpente significa riabbracciare la Saggezza della Terra e sentire la sua Voce. Coltivare il potere del Serpente significa alimentarlo per far sì che si risvegli, e che conduca in quei mondi in cui la Sorgente primaria, intatta e purissima, può ancora essere contemplata e Conosciuta. Particolarmente radicato nel mondo femminile, figlio della terra e delle acque, e maestro di rigenerazione, il Con movenze sinuose emerge dalle profondità terrestri, sorgendo dagli oscuri anfratti nascosti e protetti. La sua dimora sono i grovigli di radici intricate, le cavità terrose, ma anche le sorgenti, i corsi d ’ acqua e le paludi, i margini dei sentieri battuti dal sole e i rami degli alberi, delicatamente ombreggiati dal fresco fogliame. Animale ctonico e misterioso, custode di un immenso potere primordiale, il Serpente ama celarsi nel tepore del profondo ventre della Grande Madre, luogo primigenio in cui tutti i segreti sono conservati con cura, e le antiche energie terrestri scorrono e si concentrano. Di queste energie il Serpente è figlio e simbolo antichissimo, legato ai movimenti del sottosuolo, ai moti nascosti che danno origine al Mutamento interno, al potere della trasformazione lenta o repentina; profonda e cullante come il battito del cuore terrestre, o tremenda e irrompente come le violente vibrazioni che generano i terremoti.
Serpente è intimamente legato alla Luna, che con i suoi continui passaggi dalla luce all’ ’ ombra ne rappresenta il segno celestiale. La Luna, Signora dei cicli, dei ritmi, delle maree e dell’ ’ utero femminile, così misteriosamente sensibile alla sua musica di silenzi e armonie, è anche Signora dell’ ’ eterno susseguirsi di Nascita e Morte, e come il Serpente cambia il suo aspetto, la sua “ pelle ” , seguendo l ’ eternità del Tempo, che nel suo essere immutabile cambia continuamente e dà luce al divenire. Il Serpente, nascosto nell’ ’ oscurità, rappresenta particolarmente l ’ aspetto della Luna nera e il suo potere di trasformazione, il mutamento che avviene nel passaggio dalla fine di un ciclo all’ ’ inizio di quello successivo, illuminato da una nuova luce. Se lo si guarda mentre si morde la coda, come nell’ ’ immagine dell’uroboro mitologico, si scorgerà proprio il simbolo dell’eterno ciclo senza inizio né fine. Il morso del Serpente sulla propria coda è l’istante stesso in cui avviene il passaggio, il risveglio che segue il sonno della morte. Esso è “ Colui che risveglia ” , per questo la sua potente presenza aleggiava anche nel momento in cui nella donna comparivano i primi segni del sangue sacro, il ciclo mestruale che infondeva in lei il nuovo e immenso potere di generare. Si riteneva infatti che la causa del ciclo femminile fosse proprio il morso di un serpente, portatore del Cambiamento, e che durante il mestruo le donne potessero attirare l ’ amore del Serpente, che sentendo il loro stato particolare avrebbe potuto fecondarle. Erano guardiane e mantenitrici del Potere del Serpente, che in loro era risvegliato e attivo, e interagivano direttamente con esso, come mostrano anche antiche statuette di Donne che tengono i serpenti tra le mani o sul ventre, oppure, nel caso delle Baccanti, li ripongono in un canestro (forse simbolo del grembo femminile, luogo per eccellenza in cui la Madre potrebbe far sentire la sua meravigliosa Presenza). Le Pitonesse erano pertanto messaggere della Dea e Sue voci sacre, ed Ella parlava tramite loro, in modi misteriosi e magici, facendo di esse le Sue dirette intermediarie con il mondo dei comuni esseri umani; degli uomini che a loro si rivolgevano umilmente chiedendo responsi e saggezze. Ma la Voce della Madre, scaturita dalla Terra e conosciuta tramite il potere del Serpente, prese ad affievolirsi e tornò quasi completamente nelle profondità del sottosuolo. Allo stesso modo il Serpente, che danzando l’arcaica creazione era emerso dagli ombrosi anfratti terrestri, scivolò in essi nuovamente, non appena l ’ ignoranza del mondo umano iniziò a prevalere e si permise di schiacciare sotto i piedi l ’ antica Conoscenza. Di tutte le culture solo quella ebraica ripudiò il serpente e lo scacciò dalla sua primaria posizione, provocando una perdita inestimabile e il prevalere dell’oscurità e dell’illusione di possedere verità che invece si erano ben nascoste nelle cavità delle rocce, degli alberi, della terra e di tutti quei luoghi naturali che avrebbero potuto nasconderle e proteggerle, mantenendole però a disposizione di quei pochi fortunati che, accogliendole, le avrebbe riassorbite in sé. L’ultima immagine che ci appare del Serpente è quella della Tentazione. Lo vediamo mentre tenta la “ prima ” donna creata dalla costola di un uomo, Eva, e accanto a lui vive una succosa e rossissima mela, anch’essa simbolo della Grande Madre archetipa e della sua immensa fecondità. La tentazione del Serpente alla Donna è la tentazione di lei di riafferrare la Conoscenza che da sempre le era stata accessibile, e che ora sembrava preclusa da un ordine piovuto da un Dio Padre celeste, che dall’alto dei cieli non poteva più avere nessun contatto con la sacralità della Terra vergine e sensualmente rigogliosa. La mano di Eva, che tocca la mela rossa e, con un breve e netto gesto, la stacca dall’Albero della Conoscenza, è l'atto del rifiuto della Donna di sottostare ai voleri di una divinità misogina e maschilista, la sua volontà di mordere la Saggezza e di nutrirsi nuovamente di essa, di riunirsi ai flussi della Natura e alla sua arcaica Consapevolezza muliebre. Non appena il Serpente viene da lei ascoltato ecco che dal grembo femminile riprendono a sgorgare i flussi del sangue sacro, che il Dio maschio le aveva tolto. Il sangue sacro che è il Mistero della Donna, il suo potere, il suo sapere, la sua eredità lasciatale dalle sue lontane Antenate, e prima ancora di esse dalla splendida Madre primigenia. L’atto della Donna è stato considerato l ’ atto della disubbidienza, e per questo motivo ella è stata schiacciata insieme al Serpente in una condizione di totale subordinazione all’uomo padrone. Ma la sua natura è la natura dell’Ascolto di ciò che è nascosto. La sua indole ereditaria volge alla Grande Madre. La sua volontà tende al ricordo della Sorgente della Saggezza. Come custode del potere terrestre, il Serpente percepisce ogni movimento del suolo e del sottosuolo, prima ancora che i suoi effetti si verifichino e si mostrino sulla superficie della Terra e agli occhi degli uomini. Esso è quindi considerato l ’ animale della Profezia ed era proprio la Profezia ciò di cui si occupavano le antiche Sacerdotesse che venivano chiamate pythie (serpi), pitonesse o drakaine, e che erano particolarmente affini all’aspetto della primitiva Dea Serpente, raffigurata nei reperti archeologici con testa di serpente, arti serpentini o simboli di spire (emanatici di forza rigenerativa), spirali e linee ondulate, a imitare il movimento del rettile e i segni che questo lascia sulla sabbia al suo passaggio. Attraverso la loro Conoscenza e il loro intimo legame con la Terra e le dimensioni divine, queste Sacerdotesse percepivano la Voce della Grande Madre, i Suoi movimenti, il Suo volere, o semplicemente ciò che sarebbe successo in futuro e ciò che era accaduto in passato.
La sua Danza è la sinuosa Danza serpentina. Ella ama il Serpente e il Serpente ama la Donna. E nel momento della loro ricongiunzione le Antiche Armonie sono in lei ricostituite, ed ella ritorna ciò che era stata nelle epoche remote. Una meravigliosa espressione della Divinità, e una manifestazione del suo incorruttibile potere. * Articolo di Violet. tratto da Il tempio della Ninfa e © pubblicato nel libro: Il Tempio della Ninfa -Raccolta di articoli, racconti, canti dal profondo del bosco - Vol. I Fonti: Il Linguaggio della Dea, Marija Gimbutas. Longanesi, Milano, 1989 Le dee viventi, Marija Gimbutas. Medusa Edizioni, Milano, 2005 La femmina sacra. Sheela, la dea dei celti, Maureen Concannon. Arkeios, Roma, 2006 Luna Rossa, Miranda Grey. Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC), 2004 Animali di potere, Nicki Scully. Il Punto d’Incontro, 2003 Le Maschere di Dio: Mitologia Occidentale, Joseph Campbell. Oscar Mondadori, Milano, 1992 Il Corpo della Dea, Selene Ballerini. Atanòr, 2002 Alla ricerca della Luna, Ada D ’ Ariès. Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 1997 La casa delle Donne dagli occhi luminosi, Ada D’Ariès. Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 2006 Le Vergini Arcaiche, Leda Bearne. Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 2006 Figure di donna nei miti e nelle leggende, Patricia Monaghan. Edizioni Red, Milano, 2004 Il vischio e la quercia, Riccardo Taraglio. Edizioni L ’ Età dell’Acquario, Torino, 2001 Ladies of the Lake, Caitlin Matthews HarperSanFrancisco, London, 1992 Le Dame del Lago. Le Damigelle del Graal e la Rinascita della Terra [1], di Violet http://www.robertolapaglia.com/animalistreg.htm [2]

03 settembre 2009

L'arte secondo Philip Scott Johnson / The art for Philip Scott Johnson

Women In Art from Philip Scott Johnson on Vimeo.



Non credo ci siano confini per l'arte.......fare arte può essere......anche prendere dei lavori fatti nei secoli e editarli assieme..............Guardate il video e commentate perfavore


I do not think there are boundaries for art...........making art can be ....... also get some work done over the centuries and edit them together .............. Watch the video and comment please


http://vimeo.com/psjohnson


31 agosto 2009

Vento e Amore





"...La lontananza fa all’amore... quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo e scatena il grande. " - Roger de Bussy - Rabutin -



Il vento soffiava velocemente tra le grinze della mia giacca e faceva sbattere il colletto della mia camicia sul casco, il rumore era quasi assordante.
Improvvisamente una chiazza scura sull'asfalto, fu solamente un istante mi ritrova i incollato con il sedere sull'asfalto senza capire come fosse accaduto.
Le macchine mi passavano di lato senza fermarsi e tutto mi sembrava cosi assurdo che quando una di queste si fermo comincia ad imprecare contro tutto e tutti, non mi accorsi nemmeno che era una donna vestita in modo strano.
Era una poliziotta, mi fermai un istante e mi sembrò che nella sua uniforme fosse la cosa più bella che vedevo da tutta una vita, senza rendermene conto avevo finito di parlare come imbambolato ed ero già in piedi, aveva preso il cappello dal retro della macchina io avevo tutta la giacca strappata, ed i pantaloni avevano fatto la stessa fine. Feci un rapido conto della situazione ortopedica delle mie ossa nulla di rotto. Sfilai il casco, la tabella a lato a me diceva Novara ero quasi arrivato. L'altro poliziotto aprì lo sportello ma non scese..............

12 agosto 2009

Moto Perpetuo


In quell'istante in cui ti ho incontrato affacciati da quella rupe è nato il nostro amore... onde che iniziano un lungo viaggio si accavallano una sull'altra sfiorate dal vento, fresche al mattino ardenti la notte, infrangersi spesso contro gli scogli della vita reale ...ma con forza andare oltre sprofondare negli abissi per custodire il nostro tesoro...là dove nessuno può mai arrivare!!!!!!! Incontrarci ? solo noi conosciamo il nostro segreto e tutte le volte che ne abbiamo avuto voglia ci siamo rinchiusi e abbiamo vissuto la ricchezza di questo sentimento. Le onde continuano il loro lungo viaggio ...l'intensità aumenta man mano che si avvicinano alla riva e si rifrangono, ma nelle profondità le correnti che le generano con il loro moto perpetuo continuano... chissà dove... pronte a iniziare un nuovo lungo viaggio alla ricerca di quel tesoro nascosto, custode delle nostre emozioni!!!!




In that instant in which I have met you, leaned out by that cliff, our love was born... waves that begin a long trip they cross one on the other one grazed by the wind, fresh in the morning ardent in the night, break down against the rocks of the real life...but with strength going over to sink in the abysses to guard our treasure...there where nobody can ever arrive!!!!!!! To meet us? only we know our secret and every time that we have had desire of it, there we confined and we lived the wealth of this feeling. The waves continue their long trip...intensity increases as soon as they draw near to the shore and they break , but in the depths the tides that produce herselves with their perpetual motion continue... who knows where... ready to begin a new long journey in search of that hidden treasure, custodian of our emotions!!!!





En cet instant dans lequel je t'ai rencontré montré par ce rocher, notre amour est né... flots que commencent un long voyage ils se croisent une sur l'autre effleuré par le vent, fraîches au matin ardent la nuit, se briser souvent contre les rochers de la vie réelle...mais avec force aller au-delà sombrer dans les abîmes pour garder notre trésor...là où personne ne peut arriver jamais!!!!!!! Nous rencontrer? nous seulement connaissons notre secret et toutes les fois qui avons eu j'en sois voulu nous nous sommes enfermés et nous avons vécu la richesse de ce sentiment. Les flots continuent leur long voyage...l'intensité augmente au fur et à mesure qu'ils se rapprochent du bord et ils se brisent, mais dans les profondeurs les courants qui les engendrent avec leur mouvement perpétuel continuent... peut-être où... prêtes à commencer un nouveau long voyage à la recherche de ce trésor caché, gardien de nos émotions!!!!

11 agosto 2009

Arrampicato ad un ricordo / Climbed to a memory


Per un istante le nostre vite si sono incontrate..le nostre anime si sono sfiorate.(Oscar Wilde)

...In quell'istante la tua ha lasciato un segno profondo sulla mia.
Come un graffio di un felino molto cattivo, mi ha riportato qui, dove la paorla amore esiste e dove solo a provarla la razionalità, può morire.
Non farò altro che pensarti e ardere di desiderio per averti vicina, non farò altro che arrampicarmi su qualche ricordo che va sbiadendosi, nella chimica neuronale, non farò altro che amarti finchè non ti incontrerò di nuovo, finche non sarai tu a non poter più fare a meno di me.




Con questo pensiero faccio lo stacco Estivo

***************************************************************

For a moment our lives met .. our souls are touching. (Oscar Wilde) ... In that moment yours have left a deep mark on mine. Like a scratch of a very bad feline, it reported me here, where the word love exists and where only for a try of that, the rationality can die. I will don't make other than to think you, and burn myself of desire, for have you near, I will don't make other that isn't climb up on memory that is fading in neural chemistry, not that I will love you until we meet again, until you will don't do more less than me. With this thought I am leaving Summer.

06 agosto 2009

Improvvisamente capisco

Sono considerato un'unica cosa
con il più splendido dei pensieri
sono costruito tra le migliori opinioni
che si possono ricevere su qualcosa o qualcuno
vivere diventa sintetico, quasi matematico
ma l'importante è essere nei pensieri
e io sono davvero stanco di non essere.
Sono attacato ad un vetro dal quale vedere
ascoltare assaporare, ricevere, sentire.
Non voglio più dire delle cose che poi mi fanno stare male
io credo nella loro forza, le parole sono si suoni
certe volte gradevoli certe altre garvi e pesanti
sono oggetti che percorrono l'aria e si rifrangono
come le onde su quei teli di barca che si intravedevano dal tono.
Voglio che tutto intorno ci sia solo tu
notte e giorno fragile ricomincerò ad essere orgoglioso.


05 agosto 2009

sfiorami / tap


Sfiorami, mi sento vicino,
prova a mettermi in guardia
un brivido che scorre
partendo dalle mani
scorrerti dentro,
flusso che dentro di te
ti fa diventare,
ti fa essere........

*********************************************************

Tap me, make me feel near,
tries to warn
a shiver that scrolls
starting from the hands
scroll inside,
flow inside of you
makes you become,
it makes you be ........

L'isola Giardino / The Island garden


Come in un io sempre oppresso
dal esistenza del sistema,
la vita si catapulta con potenza,
verso cose che sembrano ma non sono.
Senza spiegazioni, l'isola, diventa un giardino,
qui si trovano sempre di più giorni cupi e probabilmente
e la giostra della giovinezza va scemando per una nuova vita.

********************************************************************

As an ego,always oppressed
by the system,
life, with power, catapult itself
toward things that seem to be but are not. Without explanation, the island becomes a garden,
here you find always more, gloomy days
and the carousel of youth, goes into decline for a new life.

04 agosto 2009

Incostante

Mi sento come artigliato da una personalità sorprendete.
Solo lo sguardo e quel velo di tristezza mi lascia ancora vuoto e senza fiato, ti penso.

03 agosto 2009

Volontariamente

Silenzioso mi muovo
alternando alla luce
nuove oscurità.
Volontariamente mi
incontro con questa
terribile forza che mi
ordina di scordare il
mare d'amore che
identifico con te,
andando alla deriva si
ideano nuovi pensieri
utili a generare isolate
terre dove io naufrago
annaspando cerco di trovarti.

28 luglio 2009

Amore sulla mia mente/ Love on my mind


Lavoro ancora ma il mio pensiero è solo tuo,

voglio che mi porti a vedere un posto,

che mi lasci incantato e senza fiato.

Portami dentro il tuo cuore,

fammi toccare l'anima.

Voglio solo te, null'altro.

Dammi tutto ciò che in amore non si può elargire,

senza mezze misure, chiedimi tutto l'amore che riesci a contenere.

***************************************************

I'm working, but my unique thought, is for you,

I would like that you bring me, to see a place, that leaves me spellbound and breathless.

Take me inside your heart,

let me touch the soul.

Give me all that in love we can not give,

Without half measures, ask me all the love that you can contain.

27 luglio 2009

Al padre.....

Cercando un brivido


Come posso spiegare?

Forse parlando a me stesso.

Ma realmente, una volta che parlerò, potrò vedere di nuovo?

So soltanto, che siamo sempre alla ricerca di quel brivido, quello che non arriva.

Andiamo sempre verso l’alto, cercando l'impossibile.

Come per una collina, sempre alla ricerca di quel brivido di fresco che ci ristora,

che parta dal mignolo del piede e arrivi alla punta dei capelli.

Ci sembra di andare su, sempre più su,

senza la sensazione, che stiamo ancora gridando intorno ad un punto, senza capirlo,

senza Guardare attorno, solo per soggezione di ciò che c’è di fronte a noi.

E’ reale, riesco a sentirlo.

Quando due persone diventano una sola, riesco a capirlo.

Pensavo che non avresti mai visto l’amore che c'è in me.

Ed invece io, che non ho mai provato Amore, eccomi a vorticarti attorno.

Cambiare dopo tutto questo tempo, non è semplice.

Vivo in un ritmo dove i minuti sono lunghi, straordinariamente lunghi.

Come una pianta arsa dalla siccità mi ristoro alla sera,

quando arriva un po di rugiada che mi rinfresca, mi riprende,

mi dice di te ciò che veramente sento.

Afferrami, sto cadendo.

Vieni a me, dall’interno.

Tutto ciò che abbiamo è questa notte

continuerà ad essere così fino all’alba.

Cercando quel brivido, non capiamo

che forse l'amore vero è davanti a noi

a schiudersi come in un sogno e siamo li a guardare in alto.

23 luglio 2009

Sono Stanco di Amare/I'm tired to love




Pensieri che si sovrappongono
insieme a sentimenti che la ragione
non conosce, questo è vedere due anime
osare per raggiungere un benessere eccezionale.
Sono stanco d'amare.


Thoughts that overlap
with feelings and reason
taht none know, this is to see two souls
dare to reach an exceptionally well-being.
I'm tired to love.

15 luglio 2009

L'ombra del Re / The shadow of the King


Spesso mi incontro con la mia ombra,
ed è allora che comincio a svirgolare attimi,
trafugare e rubbare istanti all'icedere del tempo.
Mi sento come un bimbo innoccente,
che prende le anime della gente e con non curanza,
con alchemici giochi
le trasforma in cose più belle,
ridandole ai padroni come ogetti rari.
Togliendo quasi del tutto
la visione normale delle cose.

***************************************************

Often I meet with my shadow
and then I start to svirgolare moments,
Rubbia and steal moments all'icedere time.
I feel like a child innoccente,
that takes the souls of the people and not curanza,
with alchemical games
turns into the most beautiful things,
ridandole to owners as rare objects.
Removing all but
the normal vision of things.

01 luglio 2009

PRIMA GERARCHIA:

1. I SERAFINI sono menzionati da Isaia (6, 2), nella narrazione della visione che costituì la sua vocazione profetica, come esseri celesti che hanno il compito di lodare e di adorare incessantemente Dio proclamandone la santità. Il profeta li descrive con aspetto umano, dotati di tre paia di ali: col primo paio si coprono il volto, per indicare l'inaccessibilità del mistero di Dio, col secondo volano, col terzo si coprono i piedi in segno di riverenza. I teologi fanno dei serafini il più elevato in dignità dei nove cori degli angeli.

2. I CHERUBINI: Nell'Antico Testamento il termine sta a indicare esseri celesti, servitori di Dio (Sal. 18). La Chiesa cattolica li ha posti tra gli angeli e se ne è ispirata per la raffigurazione simbolica degli evangelisti, basandosi sul testo di Ezechiele (1, 5-14); sono ricordati da Dante (Convivio, II, 5 e Par., XXVIII, 99) come spiriti contemplanti il Padre nella sua relazione col Figlio.

3. I TRONI sono il terzo coro della prima gerarchia degli angeli, secondo la classificazione che risale allo pseudo-Dionigi l'Areopagita. Devono il loro nome ai troni su cui siedono. Portatori della Giustizia di Dio, sovrintendono alla corretta collocazione nello spazio e nel tempo dell’elemento creato.

SECONDA GERARCHIA:

1. DOMINAZIONI: primo coro della seconda gerarchia angelica. Stabiliscono i confini entro i quali l’elemento creato potrà agire, nel pieno rispetto delle leggi statiche e dinamiche che i Cherubini hanno stabilito in precedenza. Confini entro cui la nuova creazione potrà muoversi interagendo con gli altri elementi creati, secondo un principio di generale armonia e in ottemperanza alle leggi universali.

2.POTESTA’: terzo coro della seconda gerarchia angelica. Caricano l’elemento creato dell’energia vitale più adatta alla sua specie. Praticamente formano i suoi corpi sottili, infondono il "prana", modellano l’aura che permetterà l’espressione del Sé e difendono dall’attività eversiva delle forze maligne.

3. VIRTU’: Sono il secondo coro della seconda gerarchia e rimandano col loro nome alle virtù cristiane: Le virtù si distinguono: 1. per il loro oggetto, in teologali (fede, speranza e carità, che hanno Dio per oggetto formale) e morali (che hanno per oggetto formale qualcosa di diverso da Dio; le principali si dicono cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza); 2. per la loro origine, in infuse direttamente dalla Grazia divina e acquisite con la costanza del retto comportamento; 3. per il loro fine, in naturali e soprannaturali; 4. per il loro grado, in eroiche (proprie della santità) e comuni.

TERZA GERARCHIA

1. PRINCIPATI: primo coro della terza gerarchia angelica.Sono i protettori delle manifestazioni religiose e di culto che stabiliscono e conservano i legami tra creature e Creatore; costituiscono il ponte tra la manifestazione materiale e l’essenza spirituale.

2. ARCANGELI: gli arcangeli sono nominati nel Nuovo Testamento e nella letteratura apocalittica giudaica. La tradizione cristiana vi annovera Michele, Raffaele, Gabriele e talora anche Uriele.

3. ANGELI: termine generico con cui si identifica il più basso dei cori angelici, e raggruppa in generale i militi della Milizia Celeste, cui secondo la tradizione fa capo San Michele Arcangelo Angeli e creature Celesti sono anche presenti negli ambiti delle scienze occulte, nella magia e nell’esoterismo.

25 giugno 2009

L'ipnosi regressiva

L'ipnosi regressiva

Secondo i sostenitori, è una metodologia utile, nel contesto di una psicoterapia, per far riaffiorare dall'inconscio ricordi, eventi o traumi che influenzano la vita presente di un paziente provocando dei problemi psicologici. Il termine "regressiva" sta a indicare che con questa pratica si cerca di stimolare, in un soggetto in trance, la capacità di ritornare indietro nel tempo ricordando esperienze rimosse. Durante la rievocazione intraipnotica il paziente può comunicare contenuti riferibili a presunte vite precedenti. Secondo il parere prevalente di molti scienziati, ciò è attribuibile ad immaginazione, falsi ricordi,suggestione e condizionamento da parte del conduttore che favorirebbe l'emersione nel soggetto di criptomnesie e confabulazioni. Di parere opposto sono invece altri ricercatori quali Raymond Moody, Brian Weiss, Ian Stevenson, Angelo Bona che nella loro pratica clinica affermano di avere riscontrato, durante le regressioni ipnotiche, l'emersione di contenuti riferibili a presunte vite precedenti. Le più antiche pratiche di regressione a vite precedenti compaiono nelle Upaniad, risalenti al 900 a. C.. Patanjali, vissuto probabilmente tra il IX e il IV sec. a. C. e ritenuto il maggior esponente del Raja Yoga, negli Yogasutra definisce la regressione pratiprasavah (riassorbimento, nascita a ritroso). Secondo la scuola di pensiero a lui ispirata la regressione a vite precedenti sarebbe in grado di eliminare il karma accumulato nei samskara (impressioni coscienziali) durante esistenze precedenti.

Come si pratica l'ipnosi regressiva

L'ipnosi regressiva è uno strumento della psicoterapia e come tale deve essere utilizzato. In primo luogo occorre depotenziare nel soggetto la relazione con l'ambiente esterno. Per far ciò, come afferma Milton Erickson, è necessario tramite una serie di suggestioni di stanchezza e di sopore portare il paziente ad una condizione di sonno profondo e riposante. Successivamente si induce il fenomeno chiamato "regressione". Milton Erickson intende con questo termine la capacità dei soggetti che abbiano ricevuto appropriate suggestioni e istruzioni di richiamare in vita ricordi, schemi comportamentali e abitudini di un periodo precedente che può giungere fino all'infanzia. I sostenitori della regressione a vite precedenti affermano invece che si possa retrocedere a tempi antecedenti la vita attuale. La liberazione (abreazione) e la rielaborazione dei contenuti emozionali favorirebbero il riequilibrio psicologico del soggetto.

Il fondamento e le critiche

L'ipnosi regressiva è considerata dalla maggior parte dei medici e più in generale dalla comunità scientifica una procedura metodologica pseudoscientifica che crea dei falsi ricordi. La critica afferma che la fonte dei ricordi, presentati come frutto di vite passate, siano racconti creati dal subconscio influenzato dalle informazioni e dai suggerimenti forniti dal terapeuta. I ricordi creati sotto ipnosi non sono distinguibili dai reali ricordi e possono apparire più vivi di quelli reali.

24 giugno 2009

Internal tangle / Groviglio interno

Between narrow roads that cross crevasses,
I found if by magic in a forest
where goblins and elves sang long stories of my land.
My eyes became gold and my words will resonate
in the hearts of people wanted to indulge their instincts without thinking not discern good from evil.
A gate closed, a key forgotten,
a place that remains secret to most.
Thus swallowed by this tangle of roads without border between asphalt and nature, placed in my country, I feel helped by countless forces that keep me up tirelessly and mostly effortless.
Sicilian port of people who rise to a simple encounter between very distant breeds, inexplicable union building, place of magic that makes all the love that has accumulated.






Tra strette strade che percorrono crepacci ,
mi trovai per incanto in un bosco dove gnomi e folletti cantavano
lunghe storie della mia terra. I miei occhi diventavano d'oro
e le mie parole risuonavano nei cuori delle persone che
volevano abbandonarsi ad i loro istinti senza pensare,
senza discernere il bene dal male.
Un cancello chiuso, una chiave dimenticata,
di un posto che resta segreto ai più.
Ingoiato così da questo groviglio di strade senza confine tra asfalto e natura,
inserito nella mia terra, mi sento aiutato da infinite forze che mi mantengono in piedi
senza sosta e soprattutto senza fatica.
Sicilia porto di popoli che si sollevano ad un semplice incontro tra razze molto lontane,
costruendo connubi inspiegabili, posto di magia che rende, tutto l'amore che ha accumulato.

03 giugno 2009

I laghi dell'anima / The lakes of the soul



.....è come se la mia anima,
rimanesse sul fondo di un lago
chiuso tra le pareti ripide
di monti innevati,
il vento soffia davvero forte......
la superficie si increspa
trema senza fare onde......
il vento lascia alle spalle le sponde
e una volta al centro comincia a vorticare......
mi sento scosso dallo sbattere delle
pinne dei pesci, che nuotano sotto la superficie.....
e mi toccano con i loro bargigli cercando sul fondo
qualcosa da mangiare........
......Tremo...... il freddo non mi fa resistere.....
......affiorando mi trascino le alghe dal fondo
e faccio diventare verde tutta la superficie....
rimango pochi instanti prendo una boccata
di felicità e mi inabisso nuovamente.......
I miei occhi cambiano di nuovo colore
si iniettano di sangue diventano rossi
e ricomincio a lottare senza tregua come un
uomo del passato che uccide chi si mette
davanti alla strada per ostargli i movimenti
ritorno a essere brutale ed insensato,
voglio sangue e battaglia,
voglio vita e speranza,
non voglio mai più tirar fuori l'anima
voglio diventare terribile, tremendo ed implacabile!
Non voglio più soffrire.

**********************************************

..... it is as if the soul ever,
remain on the bottom of a lake
closed between the steep walls of
snow-covered mountains,
the wind blows really strong
...... the surface ripples trema without waves ......
leaves the wind behind the banks
and once at the center begins to whirl ......
I feel shaken by the crash of fins of fish
that swim below the surface .....
and touch me with their wattles
looking at the bottom something to eat ........
I'm trembling ...... the cold does not make me to resist
...... I drag surfacing algae from the bottom
It becomes green ....
I remain a few instant I take a breath of happiness to me
and sinks again .......
My eyes change color again
injecting blood turn red
and again to fight relentlessly
as a man of the past that kills
who make front of the road
for the movement
return to be brutal and senseless,
I want blood and battle,
I want life and hope,
I do not want to never again bring out the soul
I want to become a terrible, terrible and merciless!
I do not want to suffer more.

20 maggio 2009

A Franco Brancatelli l'Artista

L'architetto Franco Brancatelli, dopo la passione per la pittura, che esprime essenzialmente con i suoi omini, ci propone un'opera d'arte musicale, che viene dalla sua più profonda essenza siciliana.
L'autore mischia con una musica, che potremo definire dei giorni nostri, parole e ritmi che provengono da un passato che ha radici ben piantate sui Nebrodi, monti sui quali vive e lavora.

Godetevi la sicilianità di un artista che scopre pian pian le sue doti e ci inonda di una sonorità che è pari solo ai suoi omini semplici e diretti.

video

06 maggio 2009

Nella mia vita/In my life/În viaţa mea/在我的生命/En mi vida



Nella mia vita non ho mai trovato una persona, che mi abbia rivolto un pensiero.
Oppure è possibile che nella mia vita, prima di te, non ho incontrato nessuno.

**********************************************************************************

In my life I never find a person, who gave me a thought.
Or is possible that in my life, before you, I have not met anyone.

**********************************************************************************
In viata mea n-am mai găsit o persoană, care mi-a dat o idee.
Sau este posibil ca in viata mea, înainte de a vă, nu am întâlnit pe nimeni.

**********************************************************************************

在我的生命中我從來沒有找到一個人,誰給了我一個想法。
或可能是我一生中,在你,我從未見過任何人。

**********************************************************************************

En mi vida nunca encontrar a una persona, quien me dio una idea.
O es posible que en mi vida, antes de que usted, no he conocido a nadie.

27 aprile 2009

Farsi trasportare da un soffio / Get carried by a breath / 获得由呼吸

Farsi trasportare da un soffio, lasciarsi andare e sentire la delicatezza delle tue mani, la dolcezza del tuo sguardo. Solamente con il tuo respiro, riesco ad arrivare dove nessuno mi ha mai portato, in pochissimi istanti, riesci a farmi vivere l'amore, quello vero.



*******************************************************


Get carried by a breath, 
let go and feel the delicacy of your hands, 
the sweetness of your eyes. 
Only with your breath, 
I go where no one has ever brought me, 
in a few seconds, can make me experience the love, the real one.


*********************************************

获取进行了呼吸, 
放开和微妙的感觉你的手, 
甜蜜的你的眼睛。 
只有在您的呼吸, 
我去那里从来没有人给我带来了, 
在几秒钟后,可以让我体验到爱,真正的一个。

23 aprile 2009

Ti desidero / I wish you / 我祝你 / Mi-aş dori să vă


dopo un tempo definito, 
avrei voluto sentirmi avvolto 
dal calore del tuo corpo, 
sfiorato dal tuo respiro, 
perduto nei tuoi pensieri.......


******************************************
after a definite time, 
I wanted to feel wrapped 
by the heat of your body, 
touched by your breath, 
lost in your thoughts .......


*******************************************
经过一段时间, 
我想感觉包裹
由你的身体热量, 
感动你的呼吸, 
迷失在您的想法.......


*******************************************
după o perioadă de timp, 
Am vrut sa simt învelite 
de căldură a corpului, 
atins de către vă respiraţia, 
pierdut in gandurile tale .......

08 aprile 2009

Mito della caverna di Platone

Rappresentazione simbolica del contenuto del dialogo

Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall'infanzia, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.

Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muricciolo, lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attrarrebbe l'attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un'eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.

Mentre un personaggio esterno avrebbe un'idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (si ricordi che sono incatenati fin dall'infanzia), sarebbero portati ad interpretare le ombre "parlanti" come oggetti, animali, piante e persone reali.

Si supponga che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l'uscita della caverna: in primo luogo, i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del fuoco ed egli proverebbe dolore. Inoltre, le forme portate dagli uomini lungo il muretto gli sembrerebbero meno reali delle ombre alle quali è abituato; persino se gli fossero mostrati quegli oggetti e gli fosse indicata la fonte di luce, il prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo nel fissare il fuoco, preferirebbe volgersi verso le ombre.

Allo stesso modo, se il malcapitato fosse costretto ad uscire dalla caverna e venisse esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere alcunché. Il prigioniero si troverebbe sicuramente a disagio e s'irriterebbe per essere stato trascinato a viva forza in quel luogo.

Volendo abituarsi alla nuova situazione, il prigioniero riuscirebbe inizialmente a distinguere soltanto le ombre delle persone e le loro immagini riflesse nell'acqua; solo con il passare del tempo potrebbe sostenere la luce e guardare gli oggetti stessi. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere lo sguardo al cielo, ammirando i corpi celesti con maggior facilità che di giorno. Infine, il prigioniero liberato sarebbe capace di vedere il sole stesso, invece che il suo riflesso nell'acqua, e capirebbe che:

« è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile e ad essere causa, in certo modo, di tutto quello che egli e suoi compagni vedevano. »

(Platone, La Repubblica, libro VII, 516 c - d, trad.: Franco Sartori)

Resosi conto della situazione, egli vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna e liberare i suoi compagni, essendo felice del cambiamento e provando per loro un senso di pietà: il problema, però, sarebbe proprio quello di convincere gli altri prigionieri ad essere liberati. Infatti, dovendo riabituare gli occhi all'ombra, dovrebbe passare del tempo prima che il prigioniero liberato possa vedere distintamente anche nel fondo della caverna; durante questo periodo, molto probabilmente egli sarebbe oggetto di riso da parte dei prigionieri, in quanto sarebbe tornato dall'ascesa con "gli occhi rovinati". Inoltre, questa sua temporanea inabilità influirebbe negativamente sulla sua opera di convincimento ed, anzi, potrebbe spingere gli altri prigionieri ad ucciderlo, se tentasse di liberarli e portarli verso la luce, in quanto, a loro dire, non varrebbe la pena di subire il dolore dell'accecamento e la fatica della salita per andare ad ammirare le cose da lui descritte.

Interpretazione

Parlando semplicemente, Platone si riferisce alla scoperta della realtà delle cose che ci circondano: per fare questo, discute sulla natura stessa della realtà. Dopo aver raccontato il mito, però, Platone aggiunge che tutto il ragionamento dietro l'allegoria deve applicarsi a tutto quello di cui si è già discusso nel dialogo: serve, cioè, ad interpretare le pagine che descrivono la metafora del sole e la teoria della linea.

In particolare, Platone paragona il mondo conoscibile, cioè gli oggetti che osserviamo attorno a noi, ...

« ...alla dimora della prigione, e la luce del fuoco che vi è dentro al potere del sole. Se poi tu consideri che l'ascesa e la contemplazione del mondo superiore equivalgono all'elevazione dell'anima al mondo intelligibile, non concluderai molto diversamente da me [...]. Nel mondo conoscibile, punto estremo e difficile a vedere è l'idea del bene; ma quando la si è veduta, la ragione ci porta a ritenerla per chiunque la causa di tutto ciò che è retto e bello, e nel mondo visibile essa genera la luce e il sovrano della luce, nell'intelligibile largisce essa stessa, da sovrana, verità e intelletto. »

(Platone, La Repubblica, libro VII, 517 b - c, trad.: Franco Sartori)

Il sole che brilla all'esterno della caverna rappresenta l'idea del bene e questo passaggio darebbe facilmente l'impressione che Platone la concepisse come una divinità creativa ed indipendente. Normalmente gli uomini sono tenuti prigionieri, costretti ad osservare delle semplici ombre di forme che non sono neanche dei veri oggetti; essi possono essere trovati soltanto "fuori della caverna", cioè nel mondo intellegibile delle forme conosciute dalla ragione e non dalla percezione.

Inoltre, dopo aver fatto ritorno dalla contemplazione del divino alle "cose umane", l'uomo-filosofo rischia di fare una "cattiva figura" se, ...

« ...prima ancora di avere rifatto l'abitudine a questa tenebra recente, viene costretto a contendere nei tribunali o in qualunque altra sede discutendo sulle ombre della giustizia o sulle copie che danno luogo a queste ombre, e a battersi sulla interpretazione che di questi problemi dà chi non ha mai veduto la giustizia in sé. »

(Platone, La Repubblica, libro VII, 517 d - e, trad.: Franco Sartori)

Chiaramente Platone si riferisce, tra le righe, al processo che Socrate dovette subire: tutto il mito, infatti, diviene una metafora della vita del filosofo ateniese, che riuscì a risalire la strada verso la verità, ma venne ucciso per aver tentato di portarla agli uomini, incatenati al mondo dell'opinione.

Una interpretazione ancora più semplicistica mette in parallelo questa allegoria con quella dell'illuminazione. Come prima cosa, l'uomo deve svegliarsi da quel sonno che viene chiamato "vita" (equivalente alla liberazione del prigioniero); in seguito egli si rende conto delle finzioni che l'uomo credeva entità reali (le ombre sulla parte della caverna); infine, egli giunge a vedere la verità per quella che è realmente (il sole ed il mondo all'esterno della caverna). L'istinto dell'uomo è quello di liberare gli altri prigionieri per condividere le sue scoperte, ma questo tentativo è inutile, in quanto i prigionieri non possono e non vogliono vedere oltre le rassicuranti ombre ed attaccano il portatore della verità.

Un'ulteriore interpretazione è stata fatta dagli idealisti. Nella filosofia di George Berkeley, infatti, viene espresso il concetto che gli uomini non conoscano direttamente ed immediatamente i veri oggetti del mondo: piuttosto, noi conosciamo soltanto l'effetto che la realtà esterna ha sulle nostre menti. In altre parole, quando osserviamo un oggetto, noi ne percepiamo solo una copia, una semplice rappresentazione mentale del "vero" oggetto della realtà esterna.

Simbolismo

Ogni aspetto dell'allegoria ha il proprio significato: Platone era fortemente interessato alla politica ed alla sociologia, delle quali si discute, indirettamente, nel mito.

In primo luogo, Platone simboleggia con il sole la fonte della vera conoscenza. In seguito aggiunge che i prigionieri incatenati nella caverna rappresentano la maggior parte dell'umanità: il filosofo è l'uomo liberato, che tenta di portare i suoi compagni verso la conoscenza.

Il significato del mito è duplice: esso può essere letto, infatti, sia in chiave ontologica, sia gnoseologica.

La parte iniziale del mito riprende, infatti, la teoria della linea, già esposta da Platone nei libri precedenti al settimo: il mito della caverna diventa quindi la descrizione della faticosa salita dell'uomo verso la vera conoscenza. La seguente tabella riassume il parallelismo, evidenziando anche il rapporto dimensionale tra le varie parti del segmento.

Teoria della linea

Opinione

Scienza

Immaginazione

Fede

Discorso intellettivo

Intellezione

Metafora utilizzata nel mito

Ambiente interno della caverna

Mondo esterno alla caverna

L'uomo è prigioniero dell'opinione perché crede passivamente alle immagini delle cose sensibili, cioè le ombre delle forme proiettate sulla parete della caverna.

L'uomo, anche quando osserva direttamente le forme di animali e piante fatte passare dietro il muretto, è ancora legato all'opinione a causa del divenire dell'esistenza.

L'uomo entra nell'intellegibile quando passa dallo scorgere oggetti e uomini nel riflesso dell'acqua all'osservazione diretta.

L'uomo volge lo sguardo alla luce delle stelle e della luna, approdando al mondo della pura intellezione e giungendo a scorgere l'idea del Bene in sé.

Il mito della caverna nella società moderna e nei media

L'idea della liberazione dell'uomo dalle catene della sua esperienza limitata ed il raggiungimento della pura conoscenza della realtà è comune a molte culture; anche le scoperte e le invenzioni che rendono tale il mondo moderno possono essere viste come risultato del tentativo dell'uomo di superare i propri limiti per raggiungere ciò che è oltre la conoscenza del momento. La letteratura, la scultura, il cinema ed in generale tutte le arti sono ricche di storie di uomini che, sfidando l'ostilità dei contemporanei, si sono "liberati dalle catene" dell'opinione arrivando a conoscere la verità e sono poi tornati a riferirla, non sempre guadagnando rispetto ed ammirazione, agli ex compagni di prigionia. Inoltre, nel Novecento il mito della caverna è divenuta una metafora che simboleggia quanto i mass media influenzino e dominino l'opinione pubblica, interponendosi tra l'individuo e la notizia, manipolando quest'ultima secondo necessità.

  • Nella trilogia Matrix, la razza umana è controllata e sfruttata dalle macchine, che fanno credere loro di vivere liberamente nel mondo del XX secolo, mentre in realtà la tengono imprigionata, coltivando uomini e donne per trarne l'energia necessaria alla loro sopravvivenza meccanica. La gente vive senza accorgersi minimamente della realtà perché vive collegata ad un sistema informatico, chiamato appunto Matrix dai dissidenti, che invia impulsi elettrici al cervello umano, convincendo gli uomini di vivere in un mondo che, in realtà, non esiste più da centinaia di anni. Spetterà al Prescelto, Neo, liberarsi dall'illusione biochimica e, con l'aiuto dei ribelli, ritornare nel sistema per tentare di liberare la razza umana dal controllo delle macchine. Sia il finale del primo film con il dialogo di Neo al telefono, sia il comportamente del personaggio di Cypher, lasciano tuttavia intendere che, anche messi di fronte alla realtà delle cose, non tutti gli uomini saranno disposti ad abbandonare la loro "prigionia", preferendo la tranquillità e la sicurezza della loro vita illusoria.
  • È simile il riferimento al mito in WALL-E, film di animazione in cui l'umanità è rinchiusa in un'astronave, incapace di deambulare, finché il capitano dell'astronave non si ribella al "pilota automatico" e riporta la nave verso Terra.
  • Nel film The Truman Show, il protagonista crede di vivere in una tranquilla cittadina americana; è abituato a considerare "reali" i suoi amici, il suo lavoro, il suo paese, la sua fidanzata. In realtà egli vive, fin dalla nascita, in un reality show televisivo di cui è l'unico inconsapevole protagonista e le persone con le quali ogni giorno comunica sono semplicemente delle comparse del programma.
  • Nel film Il tredicesimo piano, viene trovato morto un famoso programmatore di mondi virtuali, immense simulazioni di città del passato abitate da esseri virtuali con personalità umana. L'unico indizio sul delitto è stato lasciato all'interno di uno di questi mondi ed un collega della vittima dovrà entrarvi per recuperarlo, facendo attenzione a non rivelare alle entità in esso viventi la loro reale situazione: se, infatti, una di queste entità scoprisse la verità, le conseguenza sarebbero imprevedibili.
  • In Arancia Meccanica, il protagonista Alex è sottoposto alla "cura Ludovico"; legato con una camicia di forza ad una sedia, la testa fissata con lacci e gli occhi tenuti aperti forzosamente, è costretto a guardare per ore la proiezione di filmati estremamente violenti dagli scienziati che decidono per lui cosa è bene e cosa è male. Come incatenato nella caverna, può solo guardare sulla parete ombre proiettate dagli artefici/giganti.
  • In Tutta la vita davanti c'è un richiamo diretto al mito della caverna. La protagonista Marta, laureata in filosofia, prima lo racconta alla piccola Lara e poi, venendo delusa da Giorgio, il sindacalista, gli dice che lo riteneva l'uomo che l'avrebbe salvata dalla caverna.