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Then lets ride
Yeah all right, lets ride

Then lets ride
Yeah gonna ride
Lets right, all night

Then lets ride
Gonna ride
Lets ride, all night

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone


28 maggio 2008

I Cieli d'Irlanda e la solita condizione Italiana.

Come promesso all'amico Salvatore, del Ristorante Dai Romani, nei pressi di Galway, questo articolo vuole dare luce a tutti coloro che sfiniti e stressati dal vivere Siciliano, decidono di spostarsi ed andare in un altro paese a cercare di vivere in modo dignitoso, per trovare un futuro migliore per non essere oppressi dalla non riuscire a vivere, lo stesso non vivere, che non da aiuto a nessuno di noi.
Ebbene Salvatore, ha deciso una vita Irlandese con paghe che arrivano tutte le settimane, orari di lavoro giusti e congeniali, con poche tasse sugli stipendi assistenza sanitaria nazionale ben fatta. Da 12 anni che non ha nostalgia della bellissima Sicilia dove per comprare un motorino doveva sbattersi facendo due lavori.....
Ogni tanto torna a controllare che tutto è rimasto identico e subito torna a lavoro la senza rimpianti. Lavorare dove il lavoro è valorizzato dove ogni uomo è uomo e non animale da soma che porta acqua agli altri..... Lui ha capito, per stare bene non devono esistere differenze monetarie classiste.... L'uomo è quello che riesce a produrre e l'Irlanda in tutto questo è maestra, dominata dai Vichinghi con idee pre-comuniste, ha portato il loro carattere a modificarsi ed arrivare sino a noi..... D'altronde un Italiano può vivere benissimo sotto questa bandiera, forse un pò più sbiadita............................

14 maggio 2008

Come vive un italiano 2 - un Siciliano a Milano

“Non capisco nelle tue parole tanto rimorso e tanta delusione per qualcosa che non hai fatto ma che hai sempre voglia di cominciare, capisco che lavorare per gli altri non dia le soddisfazioni che si hanno lavorando in proprio, non solo economiche (che comunque ci vogliono) ma anche come prestigio e affermazione personale, è bello vedere alle design review che LORO si prendono i meriti e tu li che segni che cazzo vogliono o che cazzo pensi potranno volere quando capiranno cosa vogliono (bè, mi sa che sono contorto ma non conosci il mio ingegnere capo, un genio nel suo campo ma anche un incasinatore da paura, es. nei suoi schemi elettrici manca sempre qualcosa o c’è da qualche parte un anello che richiuso su se stesso non serve ad un cazzo, ma quando gli fai vedere che non funziona aggiusta le sviste ed è un grande, però già hai preso una lavata di capo dal socio perché alla verifica il tutto non funzionava ed hai perso tempo prezioso sulla scadenza, MA….). Nonostante tutto sto qua, oggi ho lavorato dalle 8:30 alle 20 con una sola ora di pausa pranzo, me so rotto li coglioni, Ma… l’affitto lo devo pagare, le bollette anche, il mangiare ci mancasse altro, a fine mese azzero il conto e ricomincio col nuovo stipendio il successivo… Vita i miedda!

Ogni tanto nei finesettimana mi dedico a qualche hobbies, per il resto TIRO A CAMPARE.

A ben vedere mettersi in proprio sembrerebbe una soluzione, avendo tre cose fondamentali:

L’idea – oggetto del busines-

Il coraggio – è pur sempre una scommessa-

Il tempo e luogo favorevoli – per questi ci vuole il sesto senso

Esempi lampanti sono un gruppo di miei colleghi che ha scommesso sugli impianti ad energia solare, di loro tre hanno fatto società ma sono solo in alto mare, anzi uno ha giocato con due piedi in due scarpe e sta rilevando uno studio avviato da un ingegnere ormai anziano con cui si era associato vedendo i giorni di magra che lo aspettavano dopo l’apertura della società (lui i piccioli però l’havi), un altro ha lasciato la ragazza qui a Milano e se n’è ritornato a Napoli allettato dall’offerta di una spa del settore energie alternative che è di proprietà di un costruttore di CIMITERI (sto qua ha azzeccato tutti e tre, ma il tombaro dopo il capparo non mi stuzzica, i cimiteri però sono una miniera d’oro). Non dimentichiamo che l’Italia è in recessione. Speriamo di vedere una vera occasione e coglierla nel momento giusto, ma per ora non ne vedo.”

08 maggio 2008

Devil's Doom / Destino del Diavolo

The bitter fate of the devil, is a thought thought, which has already crept into our way of life.
The system of its anchor to the real world, makes it defenceless and small in his way of acting against a multitude of faces, names and sets that are always on the side of the strongest.
All this does not admit victories but alas, only defeats.
So do?
Turn your back to the multitude, to do sometimes win and then ask forgiveness for the most since their strength and the union and because in this union become extremely good ....
Or do the good remain behind the scenes of his hypocrisy of good people and fair.
What to do, be honest?
Being uncertain as Hamlet, be or not to be?

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L'amaro destino del diavolo, è un pensiero pensato, che è già insinuato nel nostro modo di vivere.
Il sistema del suo ancorarsi al mondo reale, lo rende indifeso e piccolo nel suo modo di agire nei confronti una moltitudine di volti, nomi e insiemi che stanno sempre dalla parte del più forte.
Tutto questo non ammette vittorie ma ahimè, solo sconfitte.
Allora che fare?
Voltare le spalle alla moltitudine, per farlo vincere qualche volta e poi chiedere perdono ai più visto che la loro forza e l'unione e visto che in questa unione diventano estremamente buoni....
Oppure fare i bravi restare nell'ombra della propria ipocrisia di persone buone e giuste.
Che fare, essere sinceri?
Essere incerti come Amleto, essere o non essere?

Gocce di Malinconia

Tra i tuoi seni
Non concedo al mio male
Di esistere

Ogni goccia di malinconia
Evapora
Dentro al tuo sapore

Gonfia di amore
Muta stai dal piacere
E dal tuo sangue dorato

Io cerco
Timido riparo
Trattenendo il fiato

Hb89