Video

Then lets ride
Yeah all right, lets ride

Then lets ride
Yeah gonna ride
Lets right, all night

Then lets ride
Gonna ride
Lets ride, all night

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone

He'd had would have tried!
(Oh!) He'd would have faced you!
All night long!
Then at last you've gone


27 dicembre 2011

a ciascuno il suo

Un faro su un'isola non distante,
delimitava quel pezzo di mare.

Quella notturna armonia era semplicemente
prodiga di effluvi e di essenze piena.

Il mare scuro con i suoi malestrom
si agitava davanti a quei fari che nella
strada ornata di luci pensanti,
si stavagliavano alle nostre spalle.

Insieme a pesci ed uccelli anche noi facevamo
l'amore in quel giardino incantato chiamato
Sicilia.

Pensieri sparsi si affollavano frettolosamente
nell'imbuto del mio io millenario ed ormai stanco
di coinvolgere gli amorosi sensi.

Riconoscevo la famosa rinuncia ad amare,
pensando che le piastrelle mi facevano da
bracciale in un segna tempo dal valore inestimabile.

25 dicembre 2011

Buon Natale e Felice 2012

Determinismi oggettivi,
affiancano spesso
le emozioni della nostra esistenza.
Il più delle volte mi affaccio
con uno zaino di emozioni,
ma la sacca della mia vita sembra vuota.
Credo che siamo davvero quello che pesiamo
ho bisogno del sostegno dal mio subconscio,
delle considerazioni fatte tutte le notti
al buio, da solo.
Per questo auguro a tutti
coloro che negano l'esistenza di HORUS
buona rinascita e buon avvento
dell'era dell'acquario.

13 dicembre 2011

vortex of our souls

In my mind there are alot of you.
I left my body last night 
an owl improves my thinking.
I followed the owls in the sky.
They  arrived together on a Tree 
they taught me to fly from a tree to other one
inside the forest of my soul.
Now like an OWL, I wait my prey.
She come over me and could catch me 
in her mouth and all night she licked me.
I didn't eat my prey for decency.
For love of my 
Travel companions of my dream.


12 dicembre 2011

Il passeggero Oscuro




Ognuno di noi ha un passeggero oscuro dentro.
Ognuno di noi prima o poi deve fare i conti con lui...
Nei momenti di maggiore sconforto, la sua ombra appare,
mi trasporta nel mio altro quando.

Li ci sono i pensieri più pesanti,
quelli che non galleggiano,
quelli che non vedono mai la luce.

Spesso sono io, a non riuscire più a risalire.
Ognuno di noi prima o poi si trova di fronte ad uno specchio,
non si rende conto che il passeggero oscuro è già
riaffiorato, dalle profondità e si impadronisce di noi.

Allora, senza mezze misure, e con pochi scrupoli agisce,
non da spazio a tolleranza e rimorsi, prima di riscomparire
giù negli abissi della nostra anima nera.

11 dicembre 2011

Domenica mattina

È la domenica mattina
e la mia anima è in fondo
ad un pozzo.

Non riesce a riprendersi
non riesce ad uscire
conciliando le idee
di un sabato notte insonne.

In fondo c'è poca acqua,
giusto quella che serve
ad inzuppare i vestiti
e sentire l'umidità
che prende le ossa.

È domenica mattina
e la mia anima è in fondo
ad un pozzo.

Non osa nemmeno
denudarsi dei pensieri.
Rimane in silenzio
senza pensare minimamente che
li fuori c'è la luce.

La mia anima, spesso,
la domenica mattina,
chiede la luce
ma nello stesso
tempo la nega e la rifulge.

09 dicembre 2011

Pesci pagliaccio

Siamo come due pesci pagliaccio,
che si nascondono nel loro anemone
dove nessuno li può toccare,
ne vedere chairamente nella loro forma.
Li dove le anime colorate
si la traduco in poesia,
e scrivono insieme.
Li dove si baciano
affondando lui nella chioma di lei
e lei in un continuo baciare le sue grandi labbra.
Intesa perfetta,
che fa scomparire miti e leggende
sui quali l'anemone si appoggia,
in quel fondale di argilla azzurra saracena.

06 dicembre 2011

Il mio ponte

Come un ponte sospeso
la mia vita si snoda tra
montagne innebbiate e pianure.
Cerco spesso i miei cari e li vedo
li ad aspettare che mi fermi
a considerare la loro pena.
Non riesco a staccarmi dal
mio ponte.
Pur percorrendolo velocemente
mi trovo sempre al centro.
Si inarca sotto il mio peso
ed ovunque guardo trovo
la salita.
Spero che la mia passione non lasci
completamente il mio io.
Ne morirei per l'ultima volta.

05 dicembre 2011

forest of thoughts

Certe notti mi viene una voglia
incontrollabile di chiamarti.
Poi penso,
no,
non è per me che si sta eccitando,
non è per me che sta ansimando,
non è per me che geme,
è per me che soffrirà 
se la chiamo.
Vedo la luce alla fine di quei filari,
vedo la luce al giorno più corto, 
ma sono davvero in un bosco di pensieri 
che se non fossero alberi sarebbero incontrollabili...

04 dicembre 2011

to be or not to be

Siedo di fronte al mare.
Sonorità ed effluvi mi prendono la mente.
Emozionato a trascorrere qualche ora
con il tuo io.
Resto fermo a sommergere la tua anima
diventando la schiuma delle onde
o gli schizzi sulla risacca e
quando un gabbiano ruba il pesce da una rete,
mi riporta al tuo non essere,
mi accorgo che tu gia' non eri con me.

01 dicembre 2011

Anubi





Annoiato da una esistenza
ultraterrena da Dio.
Decise di diventare mortale.

La cosa fu in una sola notte,
aprì le porte della mente,
scese.

Arrivato trasudò paura,
ma dopo poco, si rese conto che
sarebbe stato il sesso ad
aiutare il suo malessere.

Cominciò e non fini mai più.

28 novembre 2011

Battiti d'ali




Sento il battito delle tue ali lontano,
impercettibile ma lo sento
Adesso vorrei averti vicino solo per un istante
per calmare così il mio animo.
È la rabbia che a volte si scatena dentro me,
vorrei essere solo amata.
Ma chiedo tanto lo so.
Così ti dono l'opportunità di amarmi
nascosto, indisturbato, silenzioso, in segreto.
Poi sparisci e scoprire all'improvviso
che lasci solo un grande vuoto.
Un vuoto dove trovo spesso
ogni sapore, respiro, bugie ed ambiguità.
Mi verrebbe di scappare via lontano dal mio pensiero
ma non riesco mai.
Ti avrò sempre dentro il mio vuoto
che è la tua assenza.
Questo solo pensiero mi da la certezza di un tuo ritorno,
per il rispetto della nostra promessa.

Divieto






Ardere di desiderio e non poter entrare
Accedere a spazi che danno il piacere
Accomodarsi su sofà che si scaldano
Certificare la non presenza in un posto
Essere armati di tanta pazienza
Rieducare se stessi alla passione più sfrenata
Cedere a freni inibitori mai tolti
Amare senza pietà
Senza togliere ne dare senza
Innamoramenti....

Futurismi



















Spensieratamente guardo al futuro...
lo desidero rendendomi conto che nonostante
la lontananza non è cambiato nulla...
il tempo fugge...
giorno dopo giorno
immagino già
quando ti avrò nuovamente accanto...
tutto ciò che guardo mi parla di te
facendomi sentire la tua presenza...

27 novembre 2011

Il tempo di Crono



Ho pensato di essermi
appeso ad un filo di tela
senza mai spostarmi da terra
nascosto tra le pieghe di un
tempo che in modo univoco resta
puntiforme trattenendo
passato presente e futuro.

26 novembre 2011

Il labirinto della mia mente.

Sono stordito, da versi mai osati.

Sonorità elleniche mi fanno nascondere
in un monastero otodosso

Arpeggi di fiabe ed incanti,
mi portano tra lupi e agnelli,
al centro della loro guerra privata,
mi ridesta da un torpore autunnale,
cosi' come un geco notturno che rifulge il sole.

Arrivera' il solito odore di sterco.

Mi imbattero' in lei,
quella che con un solo respiro mi ridara' la vita.
Che rinfranchera'
il mio spirito di guerriero
"non morto..."

25 novembre 2011

zorilor / alba

Lasa noaptea sa stearga urmele zorilor
Lasa iarna sa-nghete urmele razelor
Lasa vantul sa-ti racoreasca gandurile
Dar daca te-ai apucat
Sa pictezi cuvinte pe sufletul meu
Nu lua dalta sa cioplesti urmele culorilor…



Lascia che la notte tolga le tracce dell’alba
Lascia che l’inverno ghiacci le tracce dei raggi
Lascia il vento rinfreschi i tuoi pensieri
Se hai iniziato a fare una cosa difficile, ma bella
Dipingi le parole su mio animo
Non prendere lo scalpello, per scolpire le tracce dei colori

24 novembre 2011

Opportunità

Colori che cambiano,
gente che passa entrando e uscendo dalla mia vita,
articoli che si srotolano sui giornali.

Lodammo la gente giovane,
guardammo avanti,
restammo aspettando con una scusa.

Vorrei volarti vicino,
sentire il suono della tua voce,
articolare scatti gestendo la tua oscurità.

Vorrei una sola opportunità,
quella che spinge tutti noi
a salutare la nostra coscienza animalesca.


23 novembre 2011

Pasha'

Mi guardo intorno
ed e' cosi' che mi sento,
standoti vicino.

Segretamente ti guardo li,
dentro il mio piu' profondo
pensiero.

Segretamente spero che tu
possa davvero amarmi.

Segretamente accenno a me stesso,
che forse il mio amore non e' cosi' forte.

Pur sapendo che non e' tempo
spero nel tuo lato vero, nascosto
da una corazza di violenza,
possa avere la meglio,
lasciandosi andare ad un amore
infinito, in cui pensieri fanno i padroni.

19 novembre 2011

la coda del diavolo

Se mi guardo per un attimo di sfuggita nel portone di un palazzo si rispecchia un lampo o un bagliore che non so se son io o è la coda del diavolo... se mi guardo nell'attimo distratto in cui tento di dominare il vento quel che vedo non è l'anima di un santo e neanche un incornato sposo se puoi non farmi altre domande adesso basta vaghiamo nella nebbia nessuno conosce nessun'altro ...puoi guardarmi negli occhi è tutto scritto qui dammi l'ardore di notti infedeli.. scuoti il mio sonno docile ed arreso fa che io ceda a sogni ardenti e dammi amore si ma che sia grande non una storia letta con il testo a fronte e niente schiavitù né tradimenti è questa la sottile arte degli amanti. Io non so se conosci quel che sei o sei quello che volevi somigliare ma temo che basti un po' di sole a scioglierci le ali e abbagliarci sai se poi guardo quell'attimo preciso in cui la distanza tra due punti diversissimi non è più lontana impercorribile in quell'attimo le convinzioni cambiano ma ti prego non farmi altre domande adesso vedi non so più neanche parlarne nessuno possiede nessun altro lo sai ma guardami negli occhi è tutto scritto qui e dammi l'ardore di notti infedeli scuoti il mio sonno docile ed arreso fa che io ceda a sogni ardenti e dammi amore si ma che sia grande non una storia letta con il testo a fronte e niente schiavitù né tradimenti è questa la sottile arte degli amanti.


16 novembre 2011

Antipodi






















Spesso guardo al passato
erano davvero tempi spensierati, se ci pensi.
Adesso tutto è cambiato,
siamo inseguti da un tempo che sfugge.
Ci troviamo agli antipodi,
pur essendo vicinissimi nei pensieri.
Siamo sempre più soli.



09 novembre 2011

Sapienza di Salomone

‎"La sapienza è splendida e non sfiorisce, facilmente si lascia vedere da coloro che la amano e si lascia trovare da quelli che la cercano.
Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.
Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà, la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta, chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni; poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei, appare loro benevola per le strade e in ogni progetto va loro incontro."

Dal libro della Sapienza di Salomone

Il figlio della notte



Armare una vela e doversi spostare con
questo mare non sarà cosa facile.

Il sogno sarà arrivare là
dove le nubi si diradano.

Sensazioni che come le onde
che si infrangono sulla chiglia
si accavallano l'una sull'altra.

Confusione tra schiuma e gorghi
si avvicendano sotto la mia barca,
ma arriverò al tuo amore, in un modo o nell'altro.

Quando sarò la solo allora non avrai più scampo.

08 novembre 2011

Confidenza

L'ultima volta era quella che contava,
sarei tornato per quei piccoli gesti,
per quelle carezze.

Un pensiero lambiva la mia mente,
era presente.

Era come un insieme
di rami secchi,
aggrovigliati e contorti.
All'interno ben nascosto,
nidificava un picchio.

Era lui che batteva continuamente sui miei sensi.

Era lui che da li mi avrebbe fatto capire in confidenza
che non sarei durato a lungo.

Quel mondo non sarebbe stato più per alcuno.

Quel genere non avrebbe potuto più avere.

La mia guerra interiore,
sarebbe sfociata in una opaca e poco proficua pace.


07 novembre 2011

Profondo amore




Lasciarsi alle spalle,
o riorganizzare pezzettini di carta, in cui
l'amore rimaneva scritto.
Incurante della necessità di articolare
testimonianze del pensiero di lui che
ancora una volta torna alla mente come cosa vissuta.

02 novembre 2011

Mi torna in mente



Mi tornano in mente
delle cose importanti
come un filo di fumo lunghissimo
che collega la terra con il cielo.

Quelle nuvole che si muovono sopra
come distese di schiuma.

La voce mi esce rotta da
un pianto irrefrenabile,
forse è semplicemente questo.

Mi sento ancora su quel letto
immerso tra cielo e mare,
su una spiaggia bianchissima.

Aspettando Morfeo




Sempre di più sento,
questo posto come non mio.

Non sono serena,
non sogno molto.

Mi siedo aspettando Morfeo
tutte le notti sul mio letto.

Lui arriva di botto
coprendomi con il suo mantello nero.

Lo combatto,
per non smettere
di godere della sua presenza.

Mi piacerebbe che entrasse in me
e finalmente mi spiegasse.

Questa lotta mi sfianca.

Sarebbe bello giacere con lui
e finalmente dormire assieme
stanchi per la lunga schermaglia amorosa.

01 novembre 2011

Saturno


Saturno eterno simbolo di limitazione dell'individuo,
si intende come rinuncia e solitudine,
rappresenta il rigore e la perseveranza
e riflette le necessità, alle quali nessuno si può sottrarre.

Solo così posso capire la bellezza di un sorriso.

Dolcemente femminile, che ti fa sciogliere come neve.

Questo si capisce guardando questo Saturno.

Si può essere felici
o almeno fare illudere tutti,
che qualcosa di buono possa accadere anche a te.

31 ottobre 2011

Ai monti





Le nebbie salendo,
si uniscono alle nubi che le aspettano.

Sono felici di incontrasi.

Scuotono gli animi umani togliendogli
un senso primario.

Questi incontri avvengono in delle terre
di mezzo che i più arditi, chiamano monti.

Forse la forma non sarà millesimata,
ma la sostanza rimane di certo connessa al cielo.

La mente si adagia,
su una cosa che non si vedono
o semplicemente,
sarebbe più bello non vedere.

Forse è questo che mi fa aspettare,
ma ti assicuro, solo un tuo cenno
ed è sicuro che attraverso questa
strada che non vedo.

29 ottobre 2011

Ottobre è il mese di Awareness for Breast Cancer

Forma e colore insieme,
non diranno mai nulla
se una malattia come
il cancro ti toglie attimi di respiro.

La seconda ribbellione avviene nel
mio cervello solo dopo che la mia
anima sa di questo male impronunciabile.

Dopo la diversità la mutilazione
non resta che appendere una nastro,
si solo un nastro rosa.

28 ottobre 2011

Marcare

Marcare, non sempre significa essere presenti,
il piu' delle volte serve essere organizzati,
per avere la pace di un animo ribdelle che si confonde e si eleva
a potenze superiori
che non condividono adolescenze,
bugie e animi neri.

26 ottobre 2011

Buon giorno a te





Mi sembra di passare da un amore all'altro,
ma in realtà ero sulla superficie di un lago ghiacciato.
Era un ghiaccio traslucido, trasparente che
faceva intravedere un altro me.
Mi commiserava.
Non capivo bene se era quel freddo che sentivo
a non farmi capire qual era la parte giusta della vita.
Quella che senza alcun dubbio, doveva essere vissuta.

L'amore comunque era smisurato,
avrei voluto parlare con l'altro me stesso,
ma la barriera di quel ghiaccio era troppo spessa,
non avrebbe sentito quello che dicevo.
Preferii non parlare e rimasi in silenzio.

Aspettai un pò ma nulla si mosse.
Cominciò a stancarmi
lo sguardo perseverante dell'altro
mi infastidiva.

Ma continuai a guardarlo,
forse era semplicemente stanco,
non so ma il fatto è che sono
ancora seduto ad aspettare che mi parli.

25 ottobre 2011

La voce di Gray

Sapevo che la sua bellezza veniva
da movenze semplici
come se fosse un vento,
leggero leggero
tra le falde di
due monti che si uniscono.
Così la, quella sera,
mi sembrò di conoscerla da tempo.
Era semplice,
come la sua voce.

20 ottobre 2011

buon onomastico

La fine della giornata arriva
sempre piena di profumi e di luce.

La cosa che invece mi preoccupa,
è risvegliarmi nel cuore della notte
e pensarti.

Mi fa quasi paura.

Mi penetra dentro fino a che l'anima
accende il desiderio di vederti.

Forse la cosa mi piace pure.

Ma non sono molto sicuro, oggi
forse voglio solo mandarti un augurio,
quello di essere felice.

Ma tutti i miei forse di squagliano nelle
emozioni di un domani che non è ancora arrivato.
O perché "vedo nero e non capisco cos'è".

18 ottobre 2011

muttetti

Commu quannu era nicu
vulissi turnari,
nta li to vrazza,
pi sentiri di muttetti
chi mifacevunu scialari.
'Da gioia chi mi mustravi
ogni vota chi mi videvi,
commu du lunedì matina quannu
mi ricanuscisti...
commu a diri:
"ca! ora vinni, nun ti canusciu?"
Mi manchi...
è un pezzu di mia chi manca e non si iunci chiù.


____________________________________________________


Ca si cand eram mic
vroiai sa te intorci
ca intr-o vraja
pentru a vedea….(muttetti)
pe cei care ma faceau sa cheltuiesc
De bucuria ce mi-o aratai
de atatea ori cand ma vedeai
ca diminetile de luni cand
ma recunosteai…
ca si de a-mi spune:
“aici! acum vii, nu te cunosc?”
Mi-e dor…
e un pic din mine ce nu mai e si nu va mai fi.

12 ottobre 2011

Nuova Teoria

Spero che questa mia Teoria non confonda più di tanto, ma alla luce degli eventi è l'unico modo per dichiararla oggi 12.11.2011 per la prima volta.

G.P.

05 ottobre 2011

ore 18





La cosa che più mi piace ricordare di te, è quel sorriso amaro.
Una miscela di pessimismo e gioia di vedermi, che contraddistinguerà per sempre i tratti salienti del mio animo.
Ti ricorderò spessissimo nel raccontare le mie cose e sarai sempre vivo nei miei pensieri.
Perché mi hai dato una cosa che nessuno mai mi potrà prendere, la dignità di uomo.
Il tuo spirito sarà sempre al mio fianco senza lasciarmi mai, sarai come luce in un buio che intorno a me si fa sempre più cupo.
Quel buio che ti pervade quando stai viaggiando da solo su un autobus, con i tuoi pensieri, circondato da estranei. Quelli stessi, che arrivati al capolinea scendono ed è solo allora che ti accorgi che l'autista sei tu e tutti i personaggi che sono scesi non sono altro che i tuoi stessi pensieri, che cercheranno altre menti con cui viaggiare.
A te penserò Nonno, a te guarderò in tutte le mie difficoltà e spero soltanto che saremo un'altra volta assieme.
Tuo nipote.
Pino

Perche' ti aspetto?



"Sunt 4 întrebări de valoare în viaţă... Ce este sacru? Din ce e făcut spiritul? Pentru ce merită să trăieşti şi pentru ce merită să mori?
Răspunsul la toate acestea este acelaşi. Doar dragostea."

03 ottobre 2011

non ci sara'

L'occasione sfugge alla gente che non pensa
ecco del perche' mi sento cosi'
come un moribondo,
al capezzale di quel letto
che e' il mio sentire le cose,
ci sono tanti infelici
aspettero'.
Solo quando riuscirai
a comprendere quello che dico
mi esporro' nuovamente,
altrimenti rimarro' silenzioso.

Fiore orientale





Il bisogno d'amore che emani,
è come un profumo tenue,
come di fiori notturni,
il cui profumo si sposta con
l'afa estiva della notte.

Il pensiero della tua solitudine
mi assale, vorrei portarti via
con me, su un altro mondo.

Li dove potrei davvero
essere il tuo miracolo.


Povestea cu frumoasa din padurea adormita




Ormai era sicura, quel rumore veniva dal bagno.
Si alzò piano, il cuore le batteva velocissimo. Prese il grosso libro, che aveva sulla sedia che le faceva da comodino. Era uno dei volumi di guerra e pace di Tolstoj, era pesante. Teneva il volume con entrambe le mani i rumori non si fermavano.
Pensò che il topo doveva essere davvero grosso. Il cuore le arrivava in gola.
"Un topo nel mio bagno, che schifo, ma dove sono finita. Se mio padre fosse stato vivo non sarei arrivata a tutto questo. Che squallore. Mio dio se penso a quella coda liscia a quel pelo grigio mi sale lo schifo. Vomiterò di sicuro tutto quello che ho bevuto. Ma tanto che importa voglio solo morire."
Aprì la porta lentamente e accese la luce. Pendeva dal soffitto una sola lampada ad incandescenza. La polvere si era posata sopra. Vide il topo che al grido corse verso di lei che stava in mezzo alla porta aperta. Urlò saltando all'indietro e cadde svenuta.
Quando si svegliò era già pomeriggio, il libro era accanto a lei il segnalibro era saltato.
Si alzò piano, la lampada era ancora accesa. Si spogliò piano, lasciano le cose lì dove se le tolse. Nuda si guardò nello specchio, non si piaceva per nulla. Si sedette sulla tazza per fare pipì. Il cuore le sobbalzo e lei si alzò di scatto. Il topo era li un po’ più avanti dei vestiti. non dava segni di vita era fermo.
Non poteva essere che lo avesse schiacciato cadendo. Si avvicinò era li morto stecchito.
"Poverino" pensò "era più spaventato di me ed è morto di paura".
Lo raccolse con una paletta e lo gettò dentro un sacco nero.
"Ecco il tuo funerale schifoso...Ammazzati", aprì la pattumiera e lo buttò dentro.
Ammazzati, era come un tic, lo diceva proprio a tutti.
"Anche al topo, sono proprio buffa. Che cosa strana che mi è capitata. Un topo muore dopo che mi passa accanto svenuta. Forse sto bevendo troppo." Aprì la pattumiera per capire se era affetta da delirio. Non era così il topo era nella sua busta.
Squillo il telefono era Corina.
"È un girono intero che ti cerco ho parlato con Calogero questa sera c'è un posto anche per te"
"Meno male un altro solo giorno in questo posto e sarei impazzita"
"comunque passano a prenderti"
"Va bene grazie, mi preparo subito".

Calogero stava già aspettando seduto al bar del suo locale di lap dance.
"Come ti chiami?"
"Giorgia"
"Ne abbiamo già una qui, ti chiameremo Andrea se ti va bene."
"Nessun problema quanto e quando mi paghi?"
"Di sicuro sei carina bisognerebbe fare una prova almeno un giorno, comunque, ti offro vitto e alloggio per adesso passa da casa e prendi le tue cose e per la paga avrai come tutte un fisso e poi una percentuale sull'intrattenimento dei clienti."

Il suo obiettivo era solo quello di fare soldi per uscire da quella situazione in dieci minuti raccolse le sue cose dall' appartamento chiamò il proprietario e se lo scrollò di dosso dicendogli che avrebbe potuto tenersi la caparra della casa.
Corina era sotto, la stava aspettando con il suo ragazzo.
Andarono nell'appartamento al centro della citta'.
"Prenderò per il culo chiunque" disse Giorgia.
"Si spero che tu possa fare un sacco di soldi, sei bellissima".
"Ammazzati."
"Ah aha ah, forse ti prendo in parola, ah aha ah".
"Corina credimi, non voglio più nessuno, sono delusa da questa vita di merda".
"Giorgia, anche io dicevo così ma poi...."tocco la mano di Enzo.
Enzo sorrise e disse:"Tutte uguali le donne, vista una, viste tutte".
Il letto era comodo e caldo come quello di casa sua in provincia. Casa dolce casa. Corina e lei avevano fatto tutte le scuole insieme, sempre assieme dall'asilo. Che bei tempi, di spensieratezza e gioco, erano solite studiare assieme uscire assieme, comprare la stessa maglia.
I destini si erano separati da quando i genitori di Corina avevano divorziato e lei era finita in città con la madre che aveva seguiti uno squattrinato con il quale aveva una relazione.
Quasi da subito Corina aveva fatto mille lavori per mantenere tutti ma la lap-dance era stato il risultato finale.
Appena il padre di Giorgia era morto, da subito le cose erano andate male e per affrontare il mutuo sia lei che le sorelle e la madre facevano almeno tre lavori a testa.
Nulla, economicamente la pensione di funzionario di stato e gli stipendi che prendevano, non bastavano che per quello.
Giorgia era la figlia più grande e decise che Corina l'avrebbe potuta aiutare con un lavoro dal siciliano, così chiamavano Calogero in città.
Si trovarono sedute per cena con altre cinque ragazze, ognuna con una pietanza diversa, loro decisero di dividere la pasta alla carbonara che Corina aveva lasciato a pranzo.
Due stavano litigando. Capirono che una, era invidiosa dell'altra, perchè al lavoro faceva più soldi di lei.
Nessuno parlava tranne le due che si stuzzicavano a vicenda.



Molti mesi, forse anni, erano passati da quella prima sera. Giorgia era l'unica ragazza che non era mai andata via. Il locale del Siciliano era diventato il suo lavoro. Le cose erano andate sempre benissimo, aveva perfino affittato una casa da sola. La sua forza, era l'intelligenza. Non aveva bisogno di cambiare aria come facevano le altre. Lei stava benissimo e soprattutto il padrone non si lamentava. Era surreale perchè tutte dicevano che dopo massimo sei mesi, si doveva cambiare aria, i clienti non cercavano.
Niente di tutto questo le capitava, chissà perchè.
Spesso Giorgia si chiedeva quale fosse il destino che le sarebbe toccato, forse non voleva cambiare per paura di trovare un ambiente diverso.
Tutte le sere si trasformava in Andrea, beveva moltissimo, non avrebbe sopportato, senza essere ubriaca che uomini di tutti i tipi le frugassero per il corpo come maiali selvaggi, senza rispetto.
Fiumi di alcol scorrevano per lei ma i clienti non mancavano.
Forse era Alcolista ma voleva smettere quella vita di merda, la doveva abbandonare il suo corpo prima o poi.
Raggiungere l’unica persona che l’avesse mai amata, suo padre.
Sarebbe stato bellissimo.

In una sera d’estate, la vita scorreva come al solito, quando entrarono.
Erano cinque ragazzi, avevano l’aria di chi si voleva divertire e avevano bevuto.
Alessandra andò incontro ad uno di loro si baciarono come se si conoscevano da tempo.
Andrea al solito aveva bevuto un casino. C’erano state tantissime persone quel giovedì sera.
La situazione subito andò su di giri.
Alessandra al solito suo chiese al suo amico se potevano bere una bottiglia insieme e chiese se gli altri li volevano seguire.
Fece un gesto ad Andrea e lei subito si alzò e si andò a sere insieme a lei.
La cosa era piacevole lei ed Alessandra erano insieme accanto al malcapitato che aveva da subito offerto la bottiglia di prosecco.
Andrea fece fuori almeno 3 calici, prima di accorgersi che qualcuno disse che si doveva far e il gioco della bottiglia.
La bottiglia vuota ruotò un paio di volte e ci furono delle risate. Andrea non capì bene ma tutti indicavano lei.
“Casa Succede?”
“Nulla” Rispose Alessandra sorridendo “ ti devi solo spogliare”
“Ammazzati”.
“Non hai capito forse, è il gioco della bottiglia e i ragazzi vogliono che ti spogli qui sul tavolo sei uscita tu”.
“Va bene, ma loro cosa avrebbero perso?” chiese cruda Andrea.
“Un’altra bottiglia”. Disse la nuova ragazza di cui non aveva capito ancora il nome.
“Ok, va bene, ma la merce non si tocca.”
Si spogliò davanti a tutti sul tavolo esagonale.
Fu osservata da tutti.
C’era un ragazzo, più brutto degli altri che la guardava insistentemente, ma aveva già una compagna.
Andrea lo guardò ammiccante e lui subito chiese: “Come ti chiami?”
“Andrea”.
Il gioco continuò tra penalità che erano bottiglie e spogliarelli che nessun altra voleva fare.
Il ragazzo continuava a guardarla in modo insistente e lei continuava a distogliere lo sguardo.
Le faceva venire i brividi quel tizio. Si era brutto ma migliore di tanti altri che aveva avuto fra le braccia, non capiva forse erano gli occhi, questa cosa era come una attrazione, non riusciva a non guardarlo di sfuggita.
“Chi è quello?” chiese piano ad Alessandra.
“Mio fratello, si chiama Pino.”
“Come tuo fratello?”
“Allora ragazze” fece di botto Pino “che ne dite se aggiungiamo qualcosa al gioco?”
“Si” fece Alessandra Felicissima.
“Facciamo così: se la bottiglia si ferma su un uomo, l’uomo deve andare e offrire in privato qualcosa, ma deve essere il caso a decidere, sarà la bottiglia a scegliere la ragazza quindi le coppie che ci sono qui dentro saranno di sicuro cambiate dal destino, non trovate che sia più bello assecondare i suoi capricci?”
“Pino e se capitiamo noi due” disse Alessandra un po’ delusa.
“Allora niente, il gioco non è valido per i fratelli… ma vedrai che non capiterà”.
Alessandra era felicissima della notizia e disse subito “ se qualcuno non vuole giocare si può pure alzare, il primo giro alla bottiglia lo faccio fare io”.
Nessuno si scompose, c’era qualcuno che sospirava ma non si alzò nessuno.
La bottiglia ruotò e fece fuori nella sua corsa almeno due bicchieri che si ruppero. Si fermò su Pino.
Lui si alzo e disse “Ora tocca vedere chi sarà la ragazza.”
La bottiglia girò velocissima nel frattempo grida di esaltazione risuonavano festose, Andrea era presa dai fumi dell’alcol ma non rinunciava a vedere cosa sarebbe successo.
In cuor suo voleva che quel giro non si fermasse mai, guardava la bottiglia nel suo vorticare, e come se lo avesse invece disturbato, il fato scelse proprio lei.
“Ammazzati” disse e sorrise “due volte nella stessa sera”.

Lui non le diede il tempo di finire la frase, l'aveva già presa per mano.
La sua mano era calda, Andrea sentì subito che un torpore le prendeva tutto il corpo. Camminarono e raggiunsero una stanza con un divanetto. Subito il cameriere portò un paio di bicchieri. Erano pieni di prosecco.
Andrea non ricordava più il nome.
"Come hai detto che ti chiami?"
"Pino"disse lui porgendole un bicchiere"e tu? qual'è il tuo vero nome?"
"Andrea" rispose secca, " perché?"
"Secondo me tu non ti chiami Andrea"
"E tu che ne sai"era stupita da questa affermazione, tutti i clienti appena entravano in quello spazio privato le saltavano addosso, loro due invece erano ancora in piedi.
"Senti che dici se ci sediamo"
Le aveva letto nel pensiero.
"Si Grazie" disse contenta. I fumi dell'alcol non la facevano ragionare bene, ma la discussione scorreva senza silenzi.
Dopo un po che erano li seduti, lei si spogliò senza motivo. Lui allora cominciò a toccarla, all'improvviso si fermo e le disse "Mi dai un bacio?"
Un bacio la cosa più intima e bella che poteva dare, era tanto tempo che non glielo chiedevano. Erano sempre interessati a tutt'altro.
Non capì perché si sentì attratta da quell'uomo che non conosceva.
Lo baciò sulle labbra senza pensarci, fu un bacio lampo, ma nessuno li poteva vedere.
Lui cambiò subito atteggiamento, voleva solo baciarla e glielo faceva capire.
" E no bello basta così. Un bacio è una cosa importantissima per me."
"Lo so, apposta te l'ho chiesto, apposta sono qui con te."
Il cameriere entrò senza badare e prese i bicchieri che erano rimasti vuoti su un tavolo vicino al divanetto, "continuate o uscite?"
"No usciamo" disse lui con tono deciso.

La cosa la fece pensare. Per la prima volta un uomo rinunciava a toccarla ad ansimarle addosso.
Forse stava diventando brutta?
Incredibile non voleva pensarci, come avrebbe fatto.
La famiglia ormai si era abituata a quel tenore di vita. Passava tutto quello che prendeva a loro, la sorella piccola poteva ancora studiare e la madre lavorava si ma senza sforzarsi più di tanto.
Quel periodo la vita le stava sorridendo e adesso si sarebbe scoperta brutta.
Non voleva più sentire questa storia che aveva in testa, voleva solo smettere di pensarci. Di colpo i fumi dell'alcol erano svaniti.
Che cosa sarebbe stato di lei forse sarebbe dovuta andare in una altro locale.










Buon giorno lettori, scusate il preambolo fatto così, come novella. Però era doveroso, perchè la gente in difficoltà va aiutata.
Nella sua infinita cattiveria il genere umano scorda che le favole scaturiscono dalla vita reale.... peccato.
Ecco perché preferisco l'ermetismo della poesia alla chiarezza della scrittura.
La gente si crede furba per il più delle volte, volendo primeggiare in modo totalitario, non e' possibile e soprattutto, si deve ascoltare il proprio cuore. Credo che domani ci sarà un nuovo capitolo e la vita reale scorrerà di nuovo come un fiume in piena.
Spero soltanto che la mente di Giorgia a cui dedico questo passo si svegli e consapevolmente prenda coscienza che la vita e' solo eccessivamente brutta per piacere a tutti. Come la bellezza degli uomini, che si amano, va cercata dentro, cosi' anche la vita va scavata e per farlo si deve amarla.

02 ottobre 2011

per rimuovere il dispiacere dal cuore

Salute a te, che fai sì che il Momento avanzi e che presiedi a tutti i misteri, che proteggi il pronunciare delle formule per l'Osiride N giustificato. Qui c'È un Dio scontento contro di lui. Che il male venga rimosso e fatto cadere sulle braccia del Signore della Verità. Vengano rimosse le trasgressioni che sono in lui e il male e la tenebra. O Signore di Giustizia: rimuovendo ciò che lo divide da te, questo Dio È in pace. O Signore fa che ti porti le offerte delle quali tu vivi e fai vivere l'Osiride N giustificato, con ciò in pace. Il dispiacere che È nel tuo cuore contro di lui venga rimosso.



Un corpo due anime

Il sipario si apre,
si vede scendere
in campo il mio amore.

Mi sembra di morire
al pensiero che tu non ci sia,
che tu possa partire.

Non voglio perdere nemmeno la tua sola idea.
Voglio continuare ad amare te.

Rimani così, ferma immobile sopra di me,
almeno guardami.


silenzio gelido

Fotografie-0104



Ci sono solo delle tracce in questo freddo intenso che provo. Vorrei di certo essere li insieme a te per scaldarmi.
Realizzare insieme dei sogni che mi concederebbero Cinque lunghissimi minuti di pace ed invece, sono come sempre solo.
Ripenso alla tua voce, alle tue storie, al calore che mi infondevi.
Al solo pensarti una gioia si infonde in tutto l'essere e suppongo che vedendoti tutti i giorni non ne avrei mai abbastanza, ma mi riporto alla realta' e mi sento cosi' semplicemente su una traccia nella neve.
Al freddo, chissa quanto ancora riusciro' a resistere, al tuo silenzio gelido.

nonsenso

La tua decisione non ha senso,
sei già stata assorbita dal mio io.

Vuoi o no, sai che sei parte di me.

Il nonsenso sta nel fatto che mi eviti.

Per paura forse, ma niente può farti più paura
che l'impossibilità di capire un'idea.

Voglio solo che tu accetti e che tu possa digerire
questo schifo di vita nel miglior modo possibile.

Sei davvero tutto quello che cercavo allora vivi,

Sorprendimi.

01 ottobre 2011

L'ultimo amore







Sentirti così vicina e non poter condividere le stesse sensazioni, mi fa pensare.
Non è questo il nostro destino, non toccarsi mai, se non in posti che non meritano l'amore, non è bello.
Il più delle volte la gente, si ritrova allacciata gli uni agli altri ed alla fine si rimane insieme pur non volendo.
Certe altre volte invece la mente decide che stare assieme non è importante e una delle parti volta le spalle all'amore per seguire il niente.
In questo caso la mente conosce la verità, ma l'io la nasconde.
Non serve l'intelligenza per capire basterebbe l'istinto, ma nulla l'io si ostina a non dare retta all'inconscio.
È così che l'ultimo amore si lascia andare...


feste e musiche

Ci hanno portato qui per
essere animali sociali
non lasciarti andare,
non ti angustiare.

Semplicemente amami
e fatti sorreggere
da un ritmo pazzo e forsennato
al quale non ti puoi nascondere.

Fammi sentire Tuo.





Nuovo mondo

Cosa succede non voglio capirlo,
mi sto tuffano a capo fitto
dentro un nuovo mondo.
Mi sento completamente assorbito
dai preparativi, mi confondo nelle cose
ributtandomi nella tormenta,
fatta di vento e ghiaccio.
Non voglio più sentire freddo.


senza

"Tra gli dèi che gli uomini inventarono, il più generoso è quello che unendo molte solitudini ne fa un giorno di allegria."








Aubrey Beardsley

come Rimbaud o Lautréamont, ha speso in un arco di tempo brevissimo, ventisei anni (1872-1898), la sua vita di artista e come loro è stato folgorato dalle contraddizioni del suo tempo. Nasce nell’Inghilterra di fini Ottocento, sull’onda di un movimento che rifiuta i miti del secolo, in una nazione industrialmente matura, al centro di un sistema mondiale segnato da una sempre più stretta compenetrazione della civiltà occidentale con le altra antiche civiltà, in particolare con quella dell’Estremo Oriente. Inizia allora l’epoca dell’Imperialismo che segnerà un punto di svolta nella storia del capitalismo: a una società borghese caratterizzata da una miriade di centri indipendenti collegati fra loro dalla mano provvidenziale del mercato, ne succede un’altra nettamente diversa turbata da nuove e più profonde contraddizioni. Nel passaggio dall’una all’altra, la certezza cederà il posto al dubbio, l’armonia al discorde, la realtà al sogno, il naturalismo al simbolismo. I sentimenti di B. chiaramente preludono alla sensibilità del Novecento: il comico, il satirico, il giocoso, la fantasia liberata, l’onirico, l’incubo, la paura, l’orrido, il satanico, la morte, la gioia di vivere, l’amicizia, l’amore, il grottesco, la sessualità, la donna, il feto, la natura. Tutto ciò rappresentato in un contrasto fra nero e bianco, in una dialettica di linee marcate, in un leggero puntinismo, in figure ancora più presenti perché senza rilievo, in stilizzazioni e simbolismi, con riferimenti a motivi orientali, con esaltazione della linea astratta o con dovizia di particolari concreti. Tutta l’opera di B. è caratterizzata dall’estremo impregno professionale, dallo studio del design, dallo sperimentalismo continuo.
Beardsley lavorò a lungo per la rivista Yellow Book, che raccoglieva l'opera di numerosi artisti e scrittori del tempo soprattutto ascritti al movimento estetico. Le sue opere furono spesso discusse, per le peculiarità stilistiche innovative e soprattutto per la sua tendenza alla perversione ed al grottesco, soprattutto nei soggetti erotici del periodo maturo. Beardsley fu sempre affascinato dalla storia e dalla mitologia, mutuando da esse la maggior parte dei suoi soggetti: ricorrenti sono le figure di Lisistrata e Salomè, ad esempio. La maggior parte delle sue illustrazioni furono realizzate ad inchiostro, con netti contrasti tra campiture nere e bianche, tra raffinati dettagli e linee pure.
Beardsley era amico di Oscar Wilde e nel 1893 illustrò la sua Salomè in occasione della prima in Francia. Lavorò inoltre a numerose riviste e quotidiani, tra cui The Savoy e 'The Studio oltre al già citato Yellow Book, ed illustrò molti libri tra cui Le Morte d'Arthur di Thomas Malory, alcuni racconti di Edgar Allan Poe, una raccolta di storie su Pierrot e The rape of the lock di Alexander Pope. Come caricaturista, oltre alla sua opera per giornali e riviste, realizzò alcune scene sulla vita irriverente di Oscar Wilde. Tuttavia fu proprio la sua collaborazione artistica con Oscar Wilde, che proprio allora fu incarcerato per sodomia, a sminuire la sua rispettabilità agli occhi delle società di allora e a portarlo al licenziamento da "Yellow Book". Dopo il licenziamento, la rivista, subì un lento declino in quanto era Beardsley a caricarla della propria eccentricità. Venne pubblicata solo per altri 7 mesi.
Beardsley fu inoltre scrittore: sua è Under the Hill, un racconto erotico incompiuto basato sulla leggenda del cavaliere tedesco Tannhäuser che, dopo aver trovato la dimora sotterranea di Venere, si trattiene un anno a venerare la dea.

30 settembre 2011

come in esilio

In Esilio volontario,
mi perdo nel ricordo dei tuoi occhi,
sbiancati dal fumo di una sigaretta
e mi ritrovo da solo in tuo
cheers....




cera nostra

Api operose sognano di servire,
la propria regina.
Raccolgono nettare,
fanno il miele,
tutto solo per lei.
Per la sopravvivenza della loro famiglia.

Sono sopravvissuto a quella cera
che si scalda e scola.

Sono riemerso da tutto quel male
solo grazie al tuo amore.

Devi solo vivere.
Nient'altro.

Impero

Conoscendoti è come conquistare un impero,
è come affacciarsi ad un mondo nuovo,
Svago il mio pensiero con il tuo amore.
Mi sento ricambiato dal tuo stesso
cielo e la luna mi fa sentire ancora
ed ancora uomo nuovo.




6.23

Sei abituata al mio silenzio,
sai rinunciare per amore
sai vivere
sei
come ho sempre cercato
come il fuoco che brucia
come l'acqua che scorre
come l'anima che non mi fa sentire
come il dolore che non mi fa guardare
come il freddo del mio
cuore
che sbriciolato
si esibisce in un canto
che diventa cielo e rimane fuoco
sei tu, la mia unica via di fuga.


29 settembre 2011

Sogni Semplici

Sarà semplice,
trovarsi a bere un bicchiere,
cantare la stessa strofa,
cercare di ripararsi sotto lo stesso ombrello
correre per arrivare primi al portone di casa
litigare per il telecomando
aprire la porta insieme
scottarsi con l'acqua della doccia.

Sarà semplice sognare insieme una vita normale.



l'amore bussa alla porta dell'anima

Mi coinvolge il pensiero di te,
sconvolgendomi, la tua voglia di non vivere.

La mia anima non è rimasta più sola
da quando l'amore ha bussato
alla sua porta.

Cerco il più possibile di rimanere con te,
per sostenerti, per amarti di più,
per trasferire la linfa vitale al tuo animo.

Vivrei solo delle tue emozioni.

In un sol colpo emergerei,
da questo niente che ci circonda,
portandoti dove stai bene,
viaggiando.





notti che scorrono

Spesso la notte è lotta
spesso la notte è veglia
spesso la notte è paura
spesso la notte è affanno
spesso la notte è pianto
ma in realtà tutte le notti sono per te,
solo per vederti alla finestra del giorno dopo,
quando posso riposare,
quando la mia mente si spegne
quando il mio cuore si ferma
socchiudendo gli occhi penso ad una vita normale
solo perché tu sei al sicuro,
solo perché un'altra notte è passata.


Lemniscata




Sono infiniti i pensieri di lei,
sono infinite le cose che le vorrei dire,
è infinita la pazienza che le mostro,
infinito è l'amore per lei.


28 settembre 2011

Inca te iubesc / Ti amo ancora

In privirea ta trecura anii
noul si vechiul
cauta drumul spre
acasa.

Te-am iubit
Etern si-n veci
Iubirea mea
Uita totul
Binele si raul
Este totul in jurul tau?
Sau poate nu
Calea spre tine inca o mai caut

_____________________________________


Nei tuoi occhi sono passati anni
nuovi e vecchi
ma hai trovato il modo
di tornare a casa

Il mio amore per te
dimentica
il bene e il male
perché tutto parla di te?
O forse no
ancora sto cercando la strada.




27 settembre 2011

Il freddo che ho nel cuore




Alcune volte mi guardo dentro
e vedo la mia solitudine che
mi lascia al freddo.

Il mio cuore adesso si è congelato.

Era un caleidoscopio di colori
adesso non c’è bisogno di anestesia,
per strapparmelo via dal petto.

Il freddo mi invecchia le mani
a forza di toccarlo,
a forza di cercare di farlo ripartire
di scaldarlo.

Il tuo silenzio gelido mi opprime.

Solo una parola mi farebbe risorgere
come fenice dalle mie stesse ceneri,
bruciandomi completamente per poi prendere il volo.





Georgiana

Giorni scuri c'erano stati
Ero come sommerso in un'acqua tiepida
Oltretutto profonda.
Riconobbi subito il tuo odore e cercai inutilmente il
Giorno che non arrivava.
In quell'oscurità
Andavo cercando, ma in quella
Notte che non finiva mai, solo una cosa mi imporatava il tuo
Amore per vederci di nuovo sorgendo così a nuova vita.

24 settembre 2011

Affanno quotidiano

Ogni giorno vedo,
il suo mondo.

Sta sempre nella mia testa.

Leggo,
capisco.

Sogno la notte,
ma il mio io mi sveglia.

Quello che un alito di vento sposta nella mia mente,
diventa tempesta nella vita reale.

Il corpo richiede, ma la mente ragiona.

Purtroppo è lei che mi fa vedere le cose che non vorrei.


Mi affanno quotidianamente

a non rompere il mio digiuno.


21 settembre 2011

Quando non ci sei




Mancano pochi attimi...
li le nostre anime si uniranno.

Sarà un ballo,
cercheranno di mescolarsi alla folla.

Mi perderò nel tuo sguardo,
cercherò altrove quella musica,
fievole e lontanissima.

Traccerò sul tuo pensiero
la mia voglia d'amore.

Magicamente risuonerò in te come
una corda in vibrazione.

Sono già quel pensiero
si diffonde
in tutto il tuo animo.

Un pensiero insistente
a cui non ti puoi sottrarre.

Pensiero di rispetto e gradimento,
meglio di qualsiasi droga.
Magnifica dolcezza per la tua anima...
Apparizione manifesta nel dire qualcosa di nobile come
Ti Amo.



15 settembre 2011

sandstorm / tempesta di sabbia

Sometimes fate is like a sandstorm
ever-changing direction,
you change it again,
but the storm adjusts to your stride.
This is repeated countless times as a dance with death left before dawn.

That storm is not something come from afar,
something independent from you,
that storm is you,
is something you have inside,
so you can not help but go through that storm,
that as immaterial, tear the flesh like a thousand knives.

Human blood will be spilled,
blood will stain your hands;
is your blood and the blood of others.
And when the storm is over,
even you know how did you get out alive,
But one thing is certain: when you get out of that storm,
Your life will never be the same,
will be beautiful.


________________________________________________________________



A volte il destino assomiglia ad una tempesta di sabbia
che cambia sempre direzione,
tu cambi di nuovo,
ma la tempesta si adatta al tuo passo.
Questo si ripete infinite volte come una danza sinistra con la morte, prima dell'alba.

Quella tempesta non è qualcosa arrivato da lontano,
qualcosa di indipendente da te,
quella tempesta sei tu,
è qualcosa che hai dentro,
quindi non puoi far altro che attraversarla quella tempesta,
che per quanto immateriale, lacera la carne come mille rasoi.

Verrà versato sangue umano,
sangue che ti macchierà le mani;
è il tuo sangue ed anche il sangue di altri.
E quando la tempesta sarà finita,
neanche tu saprai come hai fatto ad uscirne vivo,
però una cosa è certa: quando uscirai da quella tempesta,
la tua vita non sarà più la stessa,
sarà bellissima.





14 settembre 2011

Arti di Marte

Da quando i deboli hanno aguzzato l'ingegno,
non serve essere i più forti.
Non esistono più duelli corpo a corpo.
Essere fortissimi per vincere e conquistare donne e campi.
Ormai basta colpire a distanza.
Non serve nemmeno stare in piedi.
Ormai lo stare seduti, si impose alla cruda battaglia.
Siamo il frutto di esseri deboli, ma ingegnosi.
Frutto della loro mente, più che del loro corpo.
Sono finiti i tempi di esseri deizzati, che compivano gesta epiche.
Si va verso esseri gracili, ma intelligenti, intuitivi.
A che serve tutta questa materia grigia, se stiamo come stiamo?
A che serve sprecare tanto intelletto, per stare tutti male?
Economicamente siamo alla stremo!
Politicamente non ne parliamo!
La religione non esiste quasi più!
Non capisco!
Tutto questo deriva forse dallo stare seduti?
Non capisco!
So soltanto, che tutti vogliono stare seduti.
A cosa serve non pregare più Ares per non cadere in duello?
A cosa serve?
Siamo tutti seduti ed è di sicuro un dato di fatto!
Cosa aspettiamo seduti?
In realtà non lo so.
 

04 settembre 2011

Alle luci dell'alba

ogni notte,
sono li ad aspettare,
mi sfuggono i pensieri,
non riesco a ricevere nessuno.


Si, il mio cuore aspetta solo te,
al buio di ogni notte.


La mia mente estrude emozioni,
da sola e non si accorge che il mio
Io e' li da solo,
viene raggiunto dal rumore
del sole che sorge,


mentre tu non sei ancora arrivata...
aspettero` un'altra notte... chissa`!

11 agosto 2011

luna velata

Il volto della luna bianca
appari ogni notte luminosa e pura.
Così come avresti desiderato essere.
Piccole venature grigie
attraversano il tuo volto,
ti circondano,
cercano di offuscarti.
Nonostante tutto,
attiri più di ogni stella
lo sguardo di chi custodisce
i propri sogni nel cuscino...

ricordero' di sicuro quest'ultima azione.

09 agosto 2011

Storm of Coffee

I went in the middle east.
Hopping in this letter,
your brain can go in accord with my soul,
before that storm could arrive.
Luckiness is the knowledge
and knowledge is the vision of a new world.

28 luglio 2011

Orme

Sono in balia di queste orme...
alle volte sono grandi
e fanno solo confondere...
Spesso ci sprofondo dentro.
Ma nella caccia
mi sento vivo
mi fanno ricordare
che non devo accettare.
Per questo continuerò a seguirle,
per sempre.

24 luglio 2011

domenica di ricordi

Artioclare pensieri
per riuscire a stanare
i desideri...
cosa in divenire
si muta e sitrasforma
in un vortice di parole
e fvrammenti d'anima...
Ricordo.

08 luglio 2011

Fullmetal Soul

Tutto è armonia,
ma non da solo.

Adesso nulla è come si vede.

Solo la dura corazza della mia anima luccica.

Penso accorgendomi che
la sola gioia viene meno
è la luce della speranza che
accoglie gli uomini nelle foreste di animi
sfoltisce quasi tutti lasciando
in piedi solo quelli che hanno la
mia stessa armatura,
guerrieri.

Sento il conquistatore, il Shambhala
come il mio miglior amico
mi sento solo
triste.

06 luglio 2011

Luglio




Il vedere intenso dei boschi
si tinge di giallo
i castagni in fiore hanno le loro
iridescenze che profumano ed inebriano
le api che operose corrono a sciogliere il polline.

La vita scorre sotto come consumata di odori
inseguita da una miriade di pensieri che come formiche
accantonano ricordi.

Sento il soffiare del vento tra le foglie
il rimuginare del cervello
il cuore che batte solo per le
cose che nella vita fanno vibrare.

Di sicuro si tinge d'amore il mio animo che
come il castagno sfugge all'intenso operare.


27 giugno 2011

Bilancia

La vita è come una bilancia,
pende spesso da una parte e dall'altra...
il punto centrale cioè quello di equilibrio
sono semplicemente le persone che ti amano
senza di loro la bilancia cesserebbe di essere tale.
Sarebbe solo un oggetto con due piatti spento e senza moto.

15 giugno 2011

Tela

Sei nella ragnatela delle mie emozioni sempre,
invischiata come una falena
che al fare dell'alba scompare.

Vinci tutte le notti contro me,
ragno impaziente,
tessitore di quella tela che notte dopo notte,
aspetta di riaverti anche solo sino all'alba.

25 maggio 2011

Fucina di idee

Alla rete del mio carattere,
si avvicendano persone e musiche.

Mi sembra che la facoltà della mia mente
conviva con la saccenza della mia anima.

Mi sembra che il colore intenso di una giornata spenta,
confusa, mi sdegni, mi consolidi e mi raffreddi.

Sono la musica che sento, il romanzo che leggo,
la fucina che frequento.

Ho idee perché le forgio e le modello a mia immagine e voglia.

24 maggio 2011

It's the quiet ones you need to watch.

Una tempesta sulla mia poppa.

Guardo più attentamente,
sono anime infuriate che girano vorticando.

Non sono la tregua
non sono la gioia.

Sono la conoscenza.

Un sesto senso mi chiede:
"sei pronto alla morte?"

La battaglia incombe.

Soffiano forte,
le vele si tendono
di quelle anime quasi impazzite.

Le viti iniziano a ballare.

Tremo.

Non è paura,
è solo il vento.

22 maggio 2011

London's dream




Doversi scusare per colpe che
oltretutto non sono.
Modellare pensieri
e vie che arrivano alla mente, per
nascondere ai piu' cari la vera ed
intima bellezza di un animo sensibile.
Chiudendosi di colpo alla vita, lei
organizza benevola, strani incontri.

Duro

Un mare di cemento
si stende all'orizzonte.

Sembra uniforme,
durissimo.

In realtà e` inframmezzato
da spazi vuoti.

Vuoto.

Si.

Come me.

Sono uno spazio vuoto
nella durezza di quella barriera
che costruiscono gli uomini.

19 maggio 2011

My eyes

Lo so benissimo,
sono semplicemente circondato.

Ecco perché questa decisione.

Essa è dettata dall'immagine
di un egocentrismo a senso unico.

Essere gli altri non conviene.

Gli occhi vedono spesso
delle rughe che non sono reali.

La libertà ha sempre uno scotto da pagare.

15 maggio 2011

riti e leggende




La ritualita' si stendeva
su tutto il suo corpo
questo nella mia mente
iseriva e scatenava
un seguirsi di immagini
e odori.

Erano di un mondo nascosto ai piu'
che mi portano ad avere forza.

La forza del mio pensiero
avrebbe giustificato tutto
anche gli sbagli di amici che in
realta' non sono amici.

Come in tutta la vita avrei continuato
a soffrire a morire e per certi versi
a vivere.

14 maggio 2011

OMBRA NOSTRANA





All'ombra di sicuro
il sole non sara` l'unica cosa
che mi manchera`.

Ma per un po` ci staro`
avro` solo frescura del mio mondo
e la mia anima cerchera` refrigerio
in un ruscello vocino.

Forse avro` pace per un po`.

11 maggio 2011

Mondo sordo




È facile farsi prendere dal panico,
quando tutto scorre così lento.
Il mondo resta a guardare impassibile
non mi sembra nemmeno vero.
La scorrettezza arriva proprio dai più vicini.
Io al solito resto al palo.
Questo mondo non sente il mio urlo.
No.
Non credo che bisogna urlare per capire che stai male.
Che soffri come un cane.
Che l'amico in realtà non è mai esistito.
È un personaggio immaginario,
lui scompare appena ti fai grande.
Ma io sono già grande.
Io sono già uomo.
Forse per questo grido.

06 maggio 2011

Il nono giorno

Armoniche che si diffondono in modo continuo.
Arti che si svolgono in seconda battuta.
Arpeggi e canzoni che si fondono in un solo suono.

Sono arrivato la, alla fine del mio mondo.
La terra che mi sosteneva si ritrae,
si sentono ormai solo le allegorie dei mie battiti.

Ma nel reale, aggito il miscuglio di olii
e mi ritraggo a toccare archi e frecce.

Volgio la mia katana che fischia taglaindo l'aria.

Miscele di carri che trainano buoi.
Marchi di ogetti che danno sostegno.

Si, solo così mi sento
ed solo così che mi sentirò per chissa quanto tempo.

05 maggio 2011

Pitagora



La ragione che accede al migliore studio riordina e

singolarizza il sistema materializzando l'energia.

Solo così il volume energetico si esplica in modo univoco,

formando il simbolo che può anche essere visto.

Mi rivolgo a tentoni,

togli la scorza di orpelli incompleti ed agisci nella

malleazione della natura offerta.

Rivolgi il dire a te prima e poi all'orecchio in ascolto.

Quindi comprimi per poi esplodere in una magia d'essere

che centrizza l'uomo fino a fondere spirito energia e materia.





Libera interpretazione del 7° dei detti aurei pitagorici:


"Ma tu, coraggio: l'origine di quei mortali è divina,

a cui Natura va aprendo le arcane virtù ch'ella spiega.

Se di essi in te c'è qualcosa, verrai sin là dove ti esorto,

reintegrato e silente, e l'anima immune da mali.

Ma lascia i cibi ch'io dissi, nei dì che a far pura e disciolta

l'anima intendi: ed osserva, discevera e vàluta tutto,

e Intelligenza sovrana erigi ad auriga dall'alto."





02 maggio 2011

Massimo Gaudio.



Pochi onori per un nemico
che si fa scudo di altri esseri perché
la sua vita vale più degli altri.

Tribolanti per la sua ineffabilità,
da un pezzo si aspettava questo festeggiamento.

Onori ed allori invece ai Ranger che hanno
rischiato la vita senza alzare nessuno scudo umano
per vendicare gente che agli occhi di quel nemico,
nel 2001 sono stati niente altro che insignificanti
agnelli sacrificali votati alla loro "giusta causa".

Pochi sanno cosa vuole dire...
anzi nessuno immagina cosa significa avere per dieci anni
la paura vera che succeda anche a te.
Nessuno capisce che il lavoro di pochi è sempre,
nella società in cui viviamo,
la salvezza per tanti.

Non c'è molto scampo, non si può pensare...
si deve solo agire...




24 aprile 2011

Il fabbricante di chiodi. Lo scambio

In mezzo al mercato un uomo con un asino da lontano mi guardava., sembrava più sperduto di me.
Cominciavo a sentire fame. Non so come ma sorridendo mi avvicinai.
Era di mezza età e dall’abbigliamento era molto ricco.
Chiesi: “ Sei interessato a comprare 20 chiodi di una durezza incredibile?”
Il mercato vociava c’era un confusione incredibile.
Lui mi guardò:
“Ragazzo è da un po’ che ti guardo, volevo capire cosa facessi qui”
“Sono un fabbro e sto cercando di fare dei soldi per andare via da questa città, vorrei cercare una via diversa affacciarmi al mare….. scappare”
“Vuoi liberarti dai padroni…. Dai Romani….. Pensa io in tanti anni io sono il loro ebanista. Mi sento Schiavo anche se mi fanno un sacco di regali in oro e conduco una vita agiata.
Vuoi scappare, allora scappa e non girarti indietro non guardare mai alla tua vita passata.
Quanto vuoi per i tuoi chiodi?”
“Ti ringrazio mi basterebbero i soldi per un cammello e qualcosa per mangiare.”
“Prendi il mio asino allora, io tornerò in bottega a piedi i chiodi non li prendo tutti me ne servono solo nove. Così puoi scambiare ancora durante il tuo viaggio.”
“Ti ringrazio infinitamente l’asino non sarà il massimo per il deserto ma almeno arriverò alla mia destinazione in fretta.”
“Spero che il mio aiuto ti serva a rendere libero almeno te, prendi anche questi così comprerai qualcosa da mangiare e da bere da portare con te…. Il deserto è duro, te lo dice uno che lo ha fatto con la sua famiglia al tempo dell’esodo. Sono sempre stato schiavo, va ragazzo libera anche la mi anima.”
“Grazie.”Dissi già in sella all’asino.
“Non guardare alle cose che lasci scappa!” L’ebanista gridava a gran voce sovrastando il vociare del mercato con i chiodi che gli avevo contato tra le mani.
“Non guarderò indietro, sarò uomo libero e i miei oggetti serviranno solo a progredire il commercio.”

23 aprile 2011

Il fabbricante di chiodi. Yom khamishi di Pasqua

Mi trovavo ormai da quasi 4 giorni a Gerusalemme, la pasqua era iniziata tre giorni prima.
Non ero riuscito a trovare nessun cammello. Era come se il mio Dio mi avesse abbandonato. Eppure era Pesh, era la festa che ricordava l’esodo, la liberazione dalla schiavitù.
Dormivo ormai da quando ero arrivato all’interno dell’Atrio dei Gentili, che era usato abitualmente come mercato potevano accedere soltanto gli Ebrei come me ed i romani, ne stavano fuori, per non suscitare malcontento.
Mi rendevo conto che comunque i miei chiodi non interessavano a nessuno e soprattutto non mi volevano dare assolutamente un cammello barattandoli ma avevo solo quello.
Erano davvero durissimi, avevo accidentalmente versato un pò di arsenico nello stampo il girono in cui avevo li avevo fatti.
Già l’arsenico me lo avevano dato i Romani qualora non avessi voluto collaborare, mi davano la possibilità di morire con onore.
Erano diventati durissimi non ero riuscito ad aprire subito lo stampo ed avevo provato ad aprirlo con una grossa mazza.
Quando avevo visto la boccia di arsenico vuota sulla mensola sopra lo stampo avevo pensato che sarebbe stato un disastro.
Pensavo di distruggere anche i chiodi con la mazza, invece lo stampo era andato perso e i miei piani sfumati, ma in realtà i chiodi erano rimasti.
Avevo provato a piegarli ma nulla era una lega dura come mai era venuta.
Avevo messo i chiodi e lo stampo rotto in una borsa ed ero corso via.

22 aprile 2011

Il fabbricante di chiodi. Un giorno prima della pasqua

Rumori pazzeschi, lasciatemi in pace voglio addormentarmi.
Ma no, stanno bussando, il gallo canta, sono arrivati mentre dormivo.
Ero tanto stanco da non volere svegliarmi. Questo lavoro mi sfiniva.
Non ricordo i sogni che avevo fatto eppure sognavo ogni notte.
Ero come intorpidito, i legionari erano alla mia porta.
Come tutti i Romani che si erano stanziati nella mia terra, erano molto mattinieri, secondo me non soffrivano bene il caldo umido che c’era rispetto alla loro Roma.
Aprendo e guardandoli come ogni volta che li vedevo impeccabili con le loro uniformi pulite, non sapevo cosa dire. Tra l’altro, non parlavo bene la loro lingua, cercai di fare qualche gesto per farli entrare.
Erano tanti li fuori.
Ne contai dieci che entravano velocemente all’interno della mia officina fermandosi in modo da creare una catena a passa mano che andava dalla zona in cui le armi erano stoccate alla porta d’ingresso sulla quale ero fermo.
La sedia dove mi ero addormentato, era al lato di un tavolo che usavo per assemblare dei pezzi per passare comodi a prendere le loro Armi, non avevano esitato a spostarla.
Mi sentivo vecchio nella passaggio dei militari, mi ero accorto che certe armature erano così lucide che riuscivo a riflettermi.
Mi vedevo stanco, sporco di fuliggine, la barba incolta. La pezza in testa sporca di nero carbone.
Ero brutto fuori e soprattutto dentro.
Avevo fabbricato oggetti che avrebbe ucciso persone, gente che mi apparteneva e chissà quanti altri. Oggetti che usati nel giusto modo sarebbero serviti a mantenere ordine, giustizia e disciplina, mentre usati per l’attacco avrebbero di sicuro tolto ad altri poveri innocenti la loro libertà.
Non volevo essere più così.
Mi avevano costretto a fare le armi per loro, ero un schiavo, ma mi rispettavano e avevano fatto si che mangiassi bene.
Non avevo mai creato una famiglia la mia era una vita del tutto priva di senso, ma avendo paura della morte avevo accettato la schiavitù senza ribellione.
Quando anche l’ultima spada era uscita dalla mia forgia, un militare che era rimasto in disparte a guardare, si avvicino e mi diede una pacca sulla spalla. Mi lasciò sul tavolo delle monete d’oro.
Non le toccai nemmeno, erano già sporche di sangue.
Con il materiale che mi era rimasto, mi misi subito al lavoro per costruire almeno una ventina di chiodi. Sarei scappato prima di sera, per due tre giorni, nessuno mi avrebbe cercato, mi avrebbero dato il tempo di riposare, per essere di nuovo comandato alla costruzione di nuovi strumenti di morte.
Avrei fatto i migliori chiodi di sempre, la stessa notte camminando di buon passo, sarei arrivato a Gerusalemme per dormire.
L’indomani iniziava la pasqua avrei aspettato qualche giorno e sarei partito per Azotus.
Dovevo fare presto a Gerusalemme avrei pagato con i chiodi un cammello e avrei fatto tutto per non dare dell’occhio.
Sciolsi il rame e poi subito lo stagno avendo cura che entrambe raggiungessero la temperatura ideale, avevo da qualche parte lo stampo.
Mescolai assieme i due metalli ed aumentai la temperatura.
La lordura che avevo visto nel riflesso della corazza, si era sciolta.

21 aprile 2011

Il fabbricante di chiodi. Due giorni prima della pasqua.

Mi guardavo intorno vedendo che la mia opera era ormai compiuta.
Avevo freddo, la fornace era ormai spenta.
Era notte e guardavo attonito quello che avevo fatto.
Tutte le spade erano allineate e pronte, i legionari, le avrebbero prese l’indomani mattina.
Tra due giorni sarebbe iniziata la pasqua .
La Torah narrava di come Dio annuncia al popolo di Israele, schiavo in Egitto, che lui lo avrebbe liberato.
"In questa notte io passerò attraverso l'Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame." "Io vedrò il sangue e passerò oltre, colpirò invece con il mio castigo l'intero Egitto, e a voi non succederà niente".
Così aveva detto Dio.
Ma ancora una volta siamo schiavi di questi ignobili esseri che si credono forti e usano la loro conoscenza per fare morte e distruzione ci vorrebbe un altro intervento di Dio.
Ma adesso basta, da domani non farò più nessuna spada, mi inventerò un lavoro, ho sentito che ad Azotus dai Filistei cercano maniscalchi che fabbricano chiodi per le navi.
Chiodi di bronzo purissimo.
Serviranno alla costruzione di un grande nave i miei saranno i migliori tra i chiodi di Azotus.
Domani mattina comincerò a forgiarne qualcuno.
Ho in mente mille idee voglio rendere più forte alla corrosione il mio bronzo, voglio essere il migliore.
Andrò a vedere cosa posso inserire ancora nella lega.
Inserirò ancora stagno fino a trovare la durezza giusta.
Senza accorgermi mi stavo assopendo.

13 aprile 2011

Major

Mi arrampico su per il pendio
mi guardo indietro
ma è inutile
la mia anima non c'è più.
Sarà divisa, strazziata
al suo posto una persiana chiusa.
Allora la chiamo,
non risponde.
Sarà impaurita,
in tutto quel buio
avrà bisogno di tempo per riprendere vita.

05 aprile 2011

sursum onde

Sum in misericordia hic unda ...
sursum est, umbra tantum est...
Saepius, obruent.
In me sic ego suffocant appennea
nec sequor sentio vivere
Possum quin acceperis.





Sono in balia di queste onde...
sono alte e fanno solo ombra...
Spesso mi sommergono.
In appennea mi soffoca
e il non sentirmi vivo mi fanno ricordare
che non posso fare altro che accettare.


03 aprile 2011

semplici

Spesso si dice che ci siano vite
unite a cavallo di ere lontane...
coloro che sentono sanno di cosa parlo
non bisogna desiderare nient'altro che
amore, rispetto, figli
solo questo
niente altro.


02 aprile 2011

brace di speranza





È semplice alimentare un fuoco
la speranza si riaccende
avvilisce solo la modalità
di reazione.
Rendersi imprevedibili risulta
elargire spunti nei quali perdersi
e nei quali trovarsi
Basta per semplicità essere
infelici, condizione nella quale
il genere umano guada senza troppe storie.

31 marzo 2011

Il suo aspettare lo faceva pensare... 
mi piace jack... tanto i tg daranno la notizia... 
ma non è la sabbia ad accecarmi, no, 
forse è solo l'amore 
non sto tranquillo, sono al limite, senza corazza, 
mi sento smilitarizzato. 
Come pensare sisifiaco, le dune sono tutte uguali. 
Qui la battaglia forse non mi perdonerà, 
nemmeno lei mi potrà affaticare. 
Ogni gatto torna sempre tutte le mattine 
morto di sonno risale la china per vedere la sua 
castellana che si affaccia al balcone e tira giù la treccia. 
Sali adesso, sali ora vienimi vicino, qui al calore magnetico 
del mio corpo.

30 marzo 2011

Poesie Sparse

~ PAUL LUARD - Senza Te ~

"Sei tu stessa a riflettermi io mi vedo cosi' poco
Senza di te non vedo che un deserto"


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


~ William Shakespeare - Fà pure del tuo peggio per sfuggirmi ~

Fà pure del tuo peggio per sfuggirmi
Fa' pure del tuo peggio per sfuggirmi
tu in me vivrai per tutta la mia vita
e vita non durerà più a lungo del tuo amore,
perché sol da questo affetto essa dipende.
Quindi temer non devo il peggior dei torti
quando nel più piccolo la mia vita ha fine;
mi par di meritare miglior sorte
di quella che è balia dei tuoi capricci.
Non puoi torturarmi con la tua incostanza
perchè nel tuo disdegno muore la mia vita:
o che beato titolo solo io posseggo,
felice del tuo amore, felice di morire!
Ma esiste felicità che nuvole non tema?
Tu potresti ingannarmi ed io non saperlo.


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


~ Hermann Hesse - Sull'Amore ~

Si chiama amore ogni superiorità, ogni capacità di comprensione,
ogni capacità di sorridere nel dolore.
Amore per noi stessi e per il nostro destino, affettuosa adesione
a ciò che l'Imperscrutabile vuole fare di noi anche quando
non siamo ancora in grado di vederlo e di comprenderlo -
questo è ciò a cui tendiamo.



~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~



~ Hermann Hesse - Imagination ~

Se tracci col gesso una riga sul pavimento,
è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno
fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci.
Non essere in guerra con te stesso: così... tutto diventa
possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.




28 marzo 2011

Herman Hesse - Come pesano...

"Come pesano queste giornate!
Non c'è fuoco che possa scaldare,
non c'è sole che rida per me,
solo il vuoto c'è,
solo le cose gelide e spietate,
e perfino le chiare
stelle mi guardano sconsolate
da quando ho saputo nel cuore
che anche l'amore muore."

Herman Hesse - Nella nebbia

Strano, vagare nella nebbia!
E' solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.

Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.

Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l'altro
ognuno è solo.

Herman Hesse - Fuga di giovinezza





La stanca estate china il capo
specchia nell' acqua il suo biondo volto.
Erro stanco e impolverato
nell' ombra del viale.

Tra i pioppi soffia una leggera
brezza. Il cielo alle mie spalle e' rosso
di fronte l' ansia della sera
- e il tramonto - e la morte.

E vado stanco e impolverato
e dietro a me resta esitante
la giovinezza, china il capo
e non vuole più seguire la strada con me.